Pubblicato nel 2002
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A volte accadono cose bizzarre, come recensire due volte la stessa cosa: stessa band, stesso pubblico, stessa data, stesso disco.
Ho il sospetto che non essendo io uno script automatico questa non possa essere una duplicazione accidentale, quindi cerco di chiarirvi meglio i particolari: stavolta è il DVD. Significativa differenza che porta alla stesura, durante le tracce, dei 19 comandamenti del metallaro moderno: devi comprare l’home theatre, devi comprare l’home theatre, devi comprare l’home theatre, devi comprare l’home theatre, devi comprare l’home theatre, devi comprare l’home theatre, devi comprare l’home theatre, devi comprare l’home theatre, devi comprare l’home theatre, devi comprare l’home theatre, devi comprare l’home theatre, devi comprare l’home theatre, devi comprare l’home theatre, devi comprare l’home theatre, devi comprare l’home theatre, devi comprare l’home theatre, devi comprare l’home theatre, devi comprare l’home theatre, devi comprare l’home theatre.

Se la cosa vi sembra monotona, sappiate che è vero, lo ammetto io stesso, ma sono sicuro di aver sentito proprio una voce che me lo mormorava prima, suggeriva dopo, e ringhiava alla fine; il ringhio finale era causato dal fatto che non avendo un impianto 5.1 il pubblico diviene praticamente inudibile, abbassando molto la “tensione live” che ci si aspetta. Certamente la scelta tecnica della band di mettere veramente lo spettatore “in prima fila” è pregevole e degna di nota, è anche vero che la qualità della modalità “immersiva” purtroppo non posso giudicarla e così credo molta altra gente. In questo senso sono un po’ deluso, credo che non fosse impossibile mettere una traccia 2.0 per i fan meno aggiornati o abbienti, il tutto senza incrinare il “prestigio” della versione completa. Ma i Maiden sono così, accompagnano la grandezza a qualcosa che fa incazzare, mela metal buonissima ma sempre con un qualche accidenti di bacherozzo nascosto in un angolo.
Quando avrete finito di piangere sul latte (o sul denaro, nel caso propendeste per l’aggiornamento tecnologico) versato, non pensate omunque che il DVD diventi, con questa mancanza, un prodotto scadente. Tutt’altro, la rabbia viene proprio dal fatto che avrebbe potuto fare uno strike completo e spaccare i birilli in testa ai rompiscatole come me.

La prima cosa che noterete è che è stata abbandonata la coraggiosa soluzione di montaggio di Donington Live 1992 che vedeva molte parti filtrate in bianco e nero o distorte o rallentate, il che può essere un pregio o un difetto a seconda di quanto avete amato/odiato quel video. Anche le parti “filmiche” zeppeliniane alla Maiden England sono scomparse, e questa volta penso si possa parlare di pregio perchè nel caso precedente erano state incluse in maniera tutto sommato incompleta. Qualche ritocco lo noterete comunque, difficile convincere Steve a non toccare qualche pulsante quando produce qualcosa, e il risultato è un montaggio veramente efficace: vivo e reale ma al tempo stesso con quel po’ di gusto “da video” che non guasta mai.
Il mio giudizio sul live in versione audio già lo conoscete, probabilmente, e quello non cambia anzi viene semmai migliorato dal fatto che vedere rende l’esperienza decisamente più gustosa, anche perchè la band non si risparmia e alla faccia dell’età gioca scherza e si inventa di tutto senza sosta fino alla fine, sia di esempio una magnifica Clansman che è costellata di genialate dickinsoniane (in forma mostruosa, vocalmente e teatralmente) come non si sarebbe creduto possibile. Come avevo già detto a suo tempo, questa è una band che vuole dimostrare di essere all’altezza e non solo riscuotere gli interessi del suo valore storico (cosa che peraltro dimostra meglio live che in studio per certi versi).
Per quanto riguarda gli extra ci possiamo godere qualche intervista, un documentarietto sulla “giornata” in cui tra le altre cose ci viene mostrato cosa è il (*crash*) rock’n’roll e un diario fotografico di Ross Halfin. Abbondanza di sottotitoli anche nella nostra lingua, e ciò è particolarmente degno di lode.
Insomma, il concerto resta bello e in più questa volta vedete anche cosa succede (il che rende anche più “assorbibile” qualcuna delle sbavature date da una band forse fin troppo carica) e vi godete gli extra, cosa volete di più? Io qualche ritocco in scaletta (Run To The Hills come chiusura non mi convince proprio) e una traccia audio in più che poteva trovare benissimo posto senza grossi problemi e rendere il DVD più accessibile; salvo poi alzarmi alla fine con un bel sorrisone a 128 denti e iniziare l’attesa per il prossimo lavoro.
Come per il CD vale la regola: fan di corsa, antifan tranquilli che non cambia niente, gli indecisi diano un’occhiata e ci pensino, male non fa di certo. Buona visione.

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