Devozione. E’ questo il primo concetto che salta alla mente quando ‘Chaotic Regression’, secondo demo dei milanesi Ira, comincia a macinare i suoi primi giri nel lettore. Un’influenza tangibile, sbattuta in faccia all’ascoltatore senza filtri, inficiando in maniera irreversibile un lavoro a cui non manca, in ogni caso, qualche spunto positivo isolato. Come in molteplici casi nella storia del metal estremo, anche in quello della band meneghina è toccato pagare un dazio, durante la composizione dei brani, al nome dei Death. Un nome pesante, ingombrante e difficile da occultare nel sound. Fin dal primo brano ‘The Syndrom Of Decline’, dunque, il fantasma di ‘The Sound Of Perseverance’ si affaccia sul disco sottoforma dei fraseggi e dell’approccio vocale che hanno reso famoso ed inconfondibile sua maestà Chuck Schuldiner. Riff spezzati ed asimmetrici, controtempi e buone capacità tecniche che si miscelano, bene ma con una pesante carenza di personalità, con una sezione ritmica davvero dinamica e ben curata. Da qui in poi la storia si ripete con un brano sulla falsa riga dell’opener ed un altro che ci prova mostrandosi isolato dal contesto. La conclusiva “Other Dimension Of Reality”, infatti, cambia leggermente il tiro strizzando l’occhio allo swedish e a certi Carcass dell’ultima ora, mostrando un Rex alle prese con un growl che reca varietà ed espressività ad un pezzo, sì un po’ estraneo, ma decisamente piacevole. Qualche assolo stonato ed una produzione migliorabile incrinano un quadro certamente non da buttare ma che può e deve fare di più nel tentativo di acquisire un’identità propria. Dopo dieci anni di esperienza si può provare.

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