Diventa sempre più difficile fare le recensioni.. Sì, perchè a una band come questa che voto gli si da? Partiamo dall’inizio: suonano veramente bene questi cinque svedesi. e già l’essere svedesi è una particolarità, perchè il loro sound tutto ha meno che il tocco scandinavo. Ci troviamo davanti ad uno street Hard Rock di matrice Guns’n’Roses, Skid Row e Motley Crue, con un singer che è la copia sputata a tratti del caro vecchio Bon Jovi, tanto da farmi affermare al primo ascolto “cavolo, è tornato Bon!”.
Un Hard Rck ridotto all’osso, essenziale e diretto, sporco e grezzo eppure molto efficace, che carica e riempie di energie, quelle che certo non mancano agli Innocent Rosie, qui al primo album vero e proprio per quella Swedmetal che si sta trasformando più che in una label in un’arca per portare in Europa e non solo quanto la Svezia propone in ambito Rock e metal (da poco ho recensito i Pretty Wild, altra band della medesima scuderia…). Suonano bene, coerenti e diretti, dunque, con un plauso meritato alle due chitarre, sopra le righe in più di un settore.
Le prime tre song sono molto Ottantiane come sound, con la prima “Bitter Cocktail” che addirittura riprende (permettetemelo) un “coretto” dei Lordi di Arockalipse, portandosi avanti aggressive, tra un colpo di doppiacassa e un assolo di chitarra. Tocco country, invece, per “Let A Memory Die”, in cui l’armonica a fiato e cadenza molto più blanda lanciano il solito stuolo musicale alla Slash e soci, cui di qui in avanti si farà sempre più riferimento nel disco.
BonJovi, anzi Oscar Kaleva non tradisce, e i cori utilizzati sono presi pari pari da Sambora, Torres e co… Fin qui un ottimo album no? si, tecnicamente si, nulla da eccepire, però siamo nel 2009: quest’anno c’è l’esplosione delle cover band forse, tant’è che pur nella sua ottima concretezza questo rappresenta l’ennesimo album copia di decine di dischi di successo a cavallo tra gli Ottanta e i Novanta, prima negli Usa e poi nel vecchio continente. Energia 100, innovazione e personalità 0, per un album d’esordio che, come valutazione, non posso che rilevare, poichè di ottima fattura, senza cali di tono fragorosi e senza sbavature particolari, ma che va ad innalzare di qualche millimetro la pila di cd Hard Rock tutti simili tra loro che si ascoltano molto volentieri 1,2,3 volte, ma poi si fa fatica a distinguere del nuovo uscito, andando confondersi in un gruppo di produzioni di band dalle grandissime possibilità ma troppo legate ad un filo conduttore che le fa sembrare, ad orecchi meno esperti, cover band. Peccato prchè questi Innocent Rosie ci sanno fare sul serio, vedi la splendida title track, in cui ogni strumento si ritaglia il suo spazio, interagendo con gli altri in modo ottimo.

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