L’ heavy metal di stampo inglese continua a mietere vittime. Sebbene sembri sia già stato detto tutto negli anni ’80, compagini come questi Icarus Witch continuano imperterrite a produrre dischi sulla falsa riga di Iron Maiden e Saxon. Ogni volta ci trova dunque davanti a un lavoro discografico di cui si pensa si sappia già tutto in partenza, salvo poi rimanerne affascinati e rapiti. ‘Songs For The Lost’ è l’ennesima testimonianza di come passione e dedizione possano, a volte, andare di pari passo e contribuire alla realizzazione di album ispirati e ricchi di composizioni avvincenti.
Detto questo, le fondamenta di ‘Songs For The Lost’ si conoscono già: intrecci di chitarra e doppiature colorate, linee di basso pulsanti, ritmi mai forsennati e una prestazione vocale di ottima levatura. Al tutto, gli Icarus Witch aggiungono una buona dose di professionalità e un approccio compositivo che, nella parte finale del disco, diviene sempre più personale e ricercato. Sono giovani, ma al secondo album in studio la band di Pittsburgh continua a mietere consensi proprio dalla frangia più ortodossa del metal classico, appagando nostalgici incalliti e giovani leve. Ognuno, all’interno della band, si ritaglia il proprio spazio vitale, decorando ‘Songs For The Lost’ di intarsi raffinati e soluzioni collaudate. Matthew Bizilia capitalizza poi il tutto con grande sfoggio di tecnica e interpretazione, facendo il verso al solito Dickinson e al suo stile indissolubile. Vari brani, da questo punto di vista, rappresentano una vera e propria garanzia per gli Icarus Witch: ‘House Of Usher’ descrive in pochi minuti quanto effettivamente valga la band americana, mentre la ballad ‘Smoke And Mirrors’ ce la presenta sotto coordinate sonore più rarefatte e soffuse. Da ascoltare con gioia, poi, la cover dei Def Leppard ‘Mirror Mirror’, sia perché viene riproposta in maniera professionale, sia perché dietro al microfono c’è un certo Joe Lynn Turner.

Insomma, gli Icarus Witch dimostrano di essere maturati parecchio rispetto al già buono disco di esordio. Il loro ritorno sulla nostrana Cruz Del Sur Music ce li presenta più agguerriti che mai, sempre pronti a onorare la causa del metal classico di stampo inglese.

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