Interessante demo quello degli Iberna, two-piece rietino dedito ad un exteme industrial metal, che attinge dalla scuola di acts più noti quali Godflesh Ministry e Front Line Assembly. Il progetto, composto da Mauro Spadoni (Vocals, Guitars, Synth, Programming) e Giacomo Chiaretti ( Bass), prende vita nel 2002 con il solo Spadoni ad occuparsi di tutto, proponendo un metal cantato in italiano, e trattando tematiche improntate sulla vita dell’ essere umano come la religione, la morte e la guerra. Con questo demo le tematiche subiscono un drastico cambiamento: infatti vengono trattati temi riguardanti la mutazione genetica, la cibernizzazione e l’IBERNAzione, temi che pongono un grosso punto interrogativo su ciò che l’uomo si ostina a considerare evoluzione, dato che ora come ora si dovrebbe parlare di totale assorbimento della tecnologia. Tematiche che si sposano perfettamente con un sound alienante e futuristico(figlio appunto dei gruppi sopra citati), accompagnato da una drum machine efficace spesso al limite del grind che tende a rendere il prodotto finale ancora più violento. Canzoni come l’opener “Cyber Critical Limit” e la successiva “Chronium Skin” ne sono un esempio lampante, per non parlare di “Ingrained in black” dove il tutto viene imopreziosito da loops gelidi e malsani riconducibili a quel pazzoide schizzofrenico di Snorre e dei suoi Thorns ( a quando un nuovo album?). Unico punto a loro sfavore, forse, il suono della chitarra: a mio avviso avrebbe dovuto necessitare di un suono un po’ più tagliente in da rendere il contesto ancora più gelido, ma in fin dei conti va bene così. Se il progetto Iberna vuole essere “una goccia in quel mare di violenza schizzofrenia e irrazionalità in cui l’umanità si affoga” loro ci sono riusciti. L’uomo è diventato inesorabilmente schiavo di ciò che ha creato. NO HUMAM INTERVENTION.

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