Nascono nel 2003 dall’unione di due musicisti torinesi e due aostani con l’intento di creare musica strumentale quasi esclusivamente acustica. I Treni All’alba concretizzano nel 2007 la loro idea nel suonare un rock dalle tinte folk e prettamente prog anni ’70, gusto quest’ultimo particolarmente evidente anche nella scelta dei suoni, decisamente poco moderni molto retrò con una produzione efficace e riuscita.

2011 A.D. è il secondo disco, dopo il debutto del 2008, ed esce per la giovane etichetta torinese INRI, gestita e coordinata da Paolo e Davide Pavanello, rispettivamente chitarra e basso dei Linea77. La musica del quartetto va ascoltata con attenzione, soffermandosi sui passaggi e le variazioni sul tema. E’ musica riflessiva, che denota una certa ricerca, lasciando poco all’improvvisazione. I nove brani di questo secondo lavoro sono perfetti da ascoltare in teatro, o in palchi molto intimi, o perchè no davanti alla luce di un caminetto. Questa è la sensazione trasmessa da un lungo brano suddiviso in nove atti, poco slegati l’uno dall’altro in cui la musica popolare si fonde a suoni più tipicamente rock, grazie all’utilizzo saltuario di chitarre elettriche, e alle variazioni care al progressive rock. Ma è l’aspetto teatrale che colpisce di sicuro di più, grazie all’utilizzo sapiente degli strumenti acustici e ai giochi tra chitarre e pianoforte.

Distrettodieci è il brano più elettrico del lotto, in cui vengono messe maggiormente in risalto le continue variazioni di coordinate, soli e struttura prese a prestito da New Trolls e Yes, mentre è Streghe che evidenzia la musica popolare con al sua tarantella ben poco piemontese o aostana, ma che si evolve in un rock duro e metallico, un valido intermezzo prog metal di sicuro effetto.

In Attila, L’arte Della Guerra, Il Demone, L’apocalisse, Fino Alla Fine… Del Mondo (decisamente efficace l’incedere del pianoforte in contrapposizione alle chitarre) i quattro musicisti riversano invece tutto il loro amore per la musica popolare mediterranea, a differerenza di Tempi Moderni, che come dice il titolo, è il brano più attuale, elettrico ma troppo poco ispirato e banale rispetto gli altri brani.

2011 A.D. è un disco ben ragionato e ottimamente suonato da quattro musicisti di sicuro valore con un grande amore per musica di qualità del mediterraneo.

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