Tempo fa ci fu l’occasione di occuparsi di una heavy metal band inglese, gli sconosciuti Hunted (da non confondere con i quasi omonimi The Haunted, di madrepatria svedese). L’accettazione dell’incarico ha fatto in modo che il disco arrivasse direttamente al sottoscritto. Al di là del fatto che il suddetto album, dal titolo Welcome The Dead, fosse una bomba, oggi ritroviamo il quintetto gallese accasato presso Massacre Records. Un passo non da poco che comporta grandi onori, ma anche altrettanti oneri. L’occasione di scambiare quattro chiacchiere con la band al gran completo era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire, quindi il Vostro Affezionatissimo (cit.) non se l’è fatta sfuggire!

Ciao ragazzi e benvenuti sulle pagine virtuali di Heavy-Metal.it! Allora, inizierei l’intervista con una vostra presentazione in modo tale che i nostri lettori possano conoscere un po’ la storia della band.
Steve: Ciao Andrea e grazie per averci dato la possibilità di comparire su Heavy-Metal.it! Noi siamo gli Hunted, una heavy metal band che incorpora nel proprio sound anche elementi prog e power, proveniamo dal Galles (UK) ed abbiamo appena finito il nostro album di debutto Welcome The Dead che uscirà per il colosso tedesco Massacre Records il 29 Luglio di quest’anno! Abbiamo iniziato, probabilmente come moltissime altre band, con un materiale fatto delle classiche cover (Iron Maiden, Metallica, Megadeth, Deep Purple, ecc.) per poi cominciare a scrivere materiale nostro. Siamo arrivati a registrare alcuni demo, tra cui Alone, senza però mai arrivare a raggiungere ciò a cui stavamo musicalmente mirando. In seguito, dopo alcuni cambiamenti nella lineup, abbiamo deciso di rinchiuderci nuovamente in studio per registrare Welcome The Dead, cosa che avvenne nel 2010 presso i Sonic One Studios e con l’aiuto di Tim Hamill, una persona con cui è stato fantastico lavorare e che ci ha aiutato moltissimo a completare l’album in maniera estremamente soddisfacente. Il disco è stato registrato quando eravamo un quartetto, ma ora siamo in 5, avendo reclutato il chitarrista virtuoso Dan Owen e non aspettiamo altro che fare altre date con lui e di sentire il suo contributo nei nostri prossimi dischi!

Parlando del vostro debutto, come mai avete scelto per esso un titolo come Welcome The Dead?
Steve: Dopo aver considerato diversi titoli ci siamo soffermati su Welcome The Dead in quanto abbiamo pensato che riflettesse molto bene la natura oscura dei nostri testi ed anche quella della nostra musica, non dimenticando che suona dannatamente metal. Abbiamo quindi realizzato che si trattava di un titolo degno di un disco di debutto!!!
Jon: Ci sono alcuni temi nei testi che ricorrono nell’album (morte, destino, ecc.) a cui si può collegare questo titolo, ma fondamentalmente suona fottutamente metal!

Ho trovato piuttosto complicato definire al meglio la vostra musica: voi come la descrivereste?
Steve: Ti confesso che anche noi abbiamo difficoltà a farlo, amico! Credo che il motivo sia da ricercare nel nostro essere onesti nei confronti delle nostre influenze e nel cercare di catturare un po’ di ognuna all’interno della nostra musica. Alcuni di noi impazziscono per il prog, altri per il power, altri ancora per il metal più classico ed old school, quindi cerchiamo di incorporare tutti questi elementi in un contesto musicale coerente. Diavolo, cerchiamo di infilare anche un po’ di doom e black! Naturalmente dobbiamo cercare di essere cauti nel farlo per poter comunque dare un senso ad ogni canzone e fare anche in modo che tutti i pezzi siano coerenti all’interno dell’intero disco. Se dovessi proprio definire la nostra musica potrei azzardare qualcosa del tipo Dark Progressive Power Thrash, ma pensandoci bene fa davvero schifo! Cosa ne dici di un semplice Heavy Metal?
Jon: Ahahah! Ci stiamo provando da anni e non ne abbiamo ancora idea! Mi piacciono i sottogeneri ridicolmente intricati come a tutti i metallari, ma credo che Metal sia il miglior termine possibile per non perdersi in tutte le solite speculazioni.
Chris G: L’unico modo per dare un assetto alla nostra musica e definirla sarebbe venire ad un nostro show, seguirlo e spendere il giorno successivo per capire se è stato un treno, un carro armato o un Boeing 747 che ti è venuto addosso la sera precedente finché non riacquisti l’udito. Credo fermamente che una definizione per la nostra musica scaturirebbe molto facilmente a questo punto. Questo è quello che le persone dicono di noi!

Nevermore, Judas Priest, Dream Theater, Iced Earth. Questi sono i nomi che mi vengono in mente ascoltando il vostro disco. Cosa ascoltate abitualmente e quali ritenete siano le vostre influenze musicali?
Steve: Mi piace un po’ di tutto, ma recentemente mi sono trovato a sentire band come Helloween, Rainbow, Dissection, Virgin Black, Persuader, Elvenking, Nevermore, Gojira, Anathema, Therion e mille altre. Ci sono così tanti grandi gruppi in giro! Alcuni dei nomi che ho fatto sono relativamente nuovi, ma le mie influenze primarie risalgono ai classici come Iron Maiden, Dio, Judas Priest, Helloween, Metallica, Deep Purple, Crimson Glory, Fates Warning ed ancora una volta… mille altri!!
Dan: Iron Maiden, Yngwie Malmsteen, Stratovarius, Symphony X, Dream Theater, Nevermore, Steve Vai, Michael Angelo Batio, Joe Satriani e tanti altri nomi all’interno del prog, del rock classico e dell’AOR.
Matt: Ascolto tutti gli stili e generi di musica, dalla più soft alla più pesante! Guardo le impostazioni degli altri batteristi e cerco di sfruttarle a modo mio all’interno degli Hunted.
Jon: Tonnellate di roba. Tutto è iniziato per me con i Queen ed è proseguito con Iron Maiden, Megadeth e Metallica per poi approdare a band come My Dying Bride, Dream Theater e Nevermore. I più grandi, però, restano Iron Maiden, Nevermore e Dream Theater.
Chris G: Heavy Metal – intendo canzoni e gruppi di grande qualità che coprono ogni sfumatura della musica pesante – così come la musica classica ed operistiva attrae ogni tanto la mia attenzione, ma la mia attitudine vocale deriva dalla World Music e specialmente dal Folk. È un tipo di musica che riflette in maniera strana la gentile agonia e lo struggimento poetico della middle class, cosa che metto in pratica anche nelle nostre canzoni.

Il vostro stile è davvero intricato, ma non mette mai da parte la vostra attitudine in-your-face. Come scrivete solitamente le vostre canzoni? C’è un compositore principale tra voi?
Steve: Mi fa molto piacere sentir dire queste parole perché cerchiamo di fare in modo di mantenere alto il livello d’energia della nostra musica! Io e Jon abbiamo scritto la gran parte del materiale, sia musicale che lirico, che puoi trovare sull’album. Ora che Dan è entrato nella band anche lui sta dando il suo contributo alla stesura, ma comunque ognuno di noi è sempre stato libero di dire la sua. Cerchiamo di fare in modo che ognuno sia soddisfatto delle canzoni prima di lavorarci sopra seriamente e di solito registriamo dei demo per presentarli al resto della band, la quale approva o meno il tutto. Talvolta ci ritroviamo con 2 o 3 canzoni tra cui scegliere e quindi prendiamo la migliore. Nel mio caso mi trovo spesso a buttar giù qualche riff o un ritornello per poi adattarvi sopra un testo, ma è anche successo l’esatto opposto! Durante la lavorazione dell’album abbiamo speso moltissimo tempo per la fase di pre-produzione cercando di fare in modo che tutto funzionasse alla perfezione, aggiungendo una significativa dose di arrangiamenti, armonie differenti e linee vocali. Tutto ciò ci ha fatto risparmiare non poco tempo una volta in studio, avendo noi ben chiaro quello che avremmo voluto ottenere!
Jon: Confermo: Steve ha dato il maggior contributo nella stesura dei pezzi, ma anche io ho potuto scrivere qualcosa. Ora siamo alle prese col materiale di Dan ed è veramente spaziale! Tutte le canzoni, comunque, finiscono per avere il marchio di ciascuno di noi, una volta concluse, quindi non si può certo dire che un pezzo sia una velleità solista di una singola persona. Credo sia questo il motivo per cui funzioniamo davvero bene e (spero) riusciamo a buttar giù canzoni interessanti! Per quel che riguarda il mio approccio alla stesura di un brano, stranamente mi viene prima in mente il riff di chitarra, poi le armonie generali ed in seguito la linea vocale ed il testo. Solitamente la parte di basso è sempre l’ultima a venir fuori!

Quanto ci avete messo a scrivere e registrare il disco? Voglio dire, ci sono alcuni riff e dei pattern che sembrano essere piuttosto intricati…
Steve: Difficile rispondere correttamente a questa domanda. Alcune canzoni come Shadows e Chosen erano nel nostro repertorio da tanto, tantissimo tempo, ma le abbiamo portate a compimento in ogni dettaglio solo nella fase di pre-produzione del disco. Essendo il nostro esordio, esso contiene canzoni che abbiamo suonato moltissimo per almeno 2 anni, se non di più, così come pezzi relativamente nuovi come I Want Nothing. In sostanza tutti i pezzi hanno preso vita definitiva nei 5 mesi di pre-produzione, anche se questo lasso di tempo va considerato in maniera relativa, in quanto lavoravamo al progetto nel tempo che ci rimaneva dai nostri veri lavori di ogni giorno. In effetti abbiamo iniziato piuttosto presto ad occuparci della definizione dei brani in quanto eravamo molto eccitati all’idea di entrare in studio e volevamo che ogni cosa funzionasse al meglio, mentre la fase di registrazione vera e propria è durata invece circa 16 giorni, mixaggio compreso. Onestamente potevamo prenderci più tempo per perfezionare alcuni dettagli, ma alla fine siamo più che soddisfatti del risultato finale!

Di cosa parlano invece i testi?
Steve: Ci piace pensare di aver raggiunto un livello di tematiche liriche abbastanza consistente lungo tutto l’album in quanto esse uniscono un approccio filosofico a tematiche emotive difficili da spiegare su due piedi. Alcuni argomenti che puoi riscontrare scavando nelle canzoni sono impotenza, ansietà, dolore, dubbio, perdita di fede, confusione, morte, il confrontarsi col passato ed andare avanti ed il destino. Onestamente preferisco lasciare un alone di vaghezza ed un’interpretazione il più possibile aperta ed ambigua in modo tale che le persone possano avere la libertà di intendere le canzoni secondo le proprie emozioni: un pezzo può evocare sentimenti diversi in persone diverse. Credo che la soggettività sia una caratteristica unica per la musica di qualità!!!
Jon: Destino, natura umana, lasciarsi il passato alle spalle, scendere a patti con la morte e con la vita. Oh, e la birra! Ottima birra…

So che Aria (In Memoriam) è dedicata a tuo fratello, Steve. Se ti va, puoi spiegarci che cosa gli è accaduto e come mai hai deciso di dedicargli una canzone?
Steve: Ero molto legato a mio fratello Christopher, anche lui era un vero metal fan e ci piaceva molto divertirci insieme. Era anche un ottimo amico della band (anche se da allora la nostra lineup ha subito qualche cambiamento) ed era presente durante le registrazioni del nostro primo demo. Purtroppo è venuto a mancare circa 4 anni e mezzo fa, all’età di 21 anni: è caduto in un fiume ed è stato risucchiato dalla corrente per poi annegare. Eravamo a Bilbao, in Spagna, ed è ancora difficilissimo spiegare le sensazioni che questo evento mi ha provocato. Probabilmente la musica è il miglior mezzo per riuscire ad esternare la cosa, così è nata Aria (In Memoriam)! L’obiettivo era quello di scrivere un pezzo epico che piacesse sia a me che a lui ed ogni volta che lo sento ho i brividi per come riesce ad evocare il dolore e l’angoscia che sentivo (e sento!) quando ci lasciò, ma dentro di me so che è una canzone che gli sarebbe piaciuta molto…

Che cosa potete invece dirci a proposito di The Heart Collector? Perché avete deciso di registrare una cover dei Nevermore?
Steve: Siamo grandi fan dei Nevermore, quindi perché no?! Oltretutto, secondo quello che siamo riusciti a sapere, nessuno ha mai registrato ufficialmente una cover del gruppo in questione, quindi era tempo che qualcuno lo facesse! Infatti abbiamo scritto direttamente a Warrel Dane per chiedere la sua “benedizione” senza però aspettarci alcuna risposta, ma alla fine essa è arrivata ed è pure stata positiva! Eravamo veramente contenti, quindi abbiamo contattato la Century Media (casa discografica dei Nevermore, nda) ed abbiamo ottenuto il permesso anche da loro. Abbiamo scelto un pezzo che si incastrasse bene con l’atmosfera generale del disco ed ecco che è spuntata The Heart Collector. Trovo che sia una grandissima canzone e volevamo pagare il giusto tributo ad essa cercando di farne una versione anche migliore. Sono molto soddisfatto del “prodotto finale”!
Jon: Adoro letteralmente i Nevermore (che vi sta succedendo, Warrel?!) e The Heart Collector è una delle mie canzoni preferite di tutti i tempi. È un pezzo potente ed aperto ad interpretazioni diverse, così abbiamo pensato di dargli un nuovo smalto e, fortunatamente, sembra che alla gente piaccia!

Voi provenite dal Galles. Com’è la scena metal dalle vostre parti?
Steve: Beh, non è certo un’ottima scena. In generale sembra che non ci siano tante nuove heavy metal band, ma credo che molti gruppi di oggi preferiscano suonare screamo e cose di questo tipo. Dalle nostre parti è pieno di queste band, cosa ottima, non prendete male le mie parole, perché comunque aiuta a diffondere il metal nella sua totalità. Devo dire che la scena sta migliorando lentamente nella regione Sud del Galles in quanto recentemente sono passati da queste parti gruppi come Sonata Arctica, Labyrinth, Nile, Malevolent Creation ed altri, cosa che reputo meravigliosa.
Jon: Un po’ troppo moscia, devo dire. Vogliamo venire in Italia!!

Ai tempi in cui ascoltai e recensii il vostro disco mi sembrò incredibile che nessuno vi avesse proposto un contratto discografico. Nel frattempo, però, qualcosa è cambiato…
Steve: Infatti abbiamo siglato recentemente un accordo con l’etichetta tedesca Massacre Records. Siamo molto entusiasti di lavorare con loro in quanto hanno collaborato con gente da cui ho tratto (e continuo a trarre) moltissima ispirazione come Fates Warning, Crematory, Rob Rock, Metallium, Mercyful Fate, King Diamond, Theatre Of Tragedy e cos’ via. È un onore essere sulla medesima lista e non vediamo l’ora di sapere cosa ci riserverà il futuro.
Jon: Siamo molto eccitati dal fatto di poter lavorare per una grande label come Massacre. Avevamo ricevuto anche altre offerte, ma il loro ci è sembrato il modo giusto di agire! Staremo a vedere…

E invece per quanto riguarda l’attività live? Avete qualche tour in programma, magari di passaggio dall’Italia?
Steve: Ora come ora stiamo cercando concerti o tour! Ci piacerebbe molto venire in Italia, ma è troppo presto per dire qualcosa. Terremo voi di Heavy-Metal.it più aggiornati possibile!
Dan: Sarebbe fantastico suonare dovunque, ma soprattutto dalle vostre parti.
Jon: Ci sono alcuni piani a cui stiamo lavorando. Stiamo in realtà aspettando la release ufficiale del disco da parte di Massacre e poi cominceremo a percorrere chilometri di strada! Ci farebbe moltissimo piacere venire in Italia (la scena metal dalle vostre parti sembra fantastica), quindi se qualche promoter italiano sta leggendo questa intervista, non esiti a contattarci!
Chris G: Siamo energici ed esplosivi sulle assi di un palco ed ogni volta che ci viene data la possibilità di suonare dal vivo, lo facciamo. Ovviamente il “Grande Piano” della nostra esistenza nella band è quello di suonare ovunque, indipendentemente dal numero di persone presenti, e di esporre alla gente la nostra musica al massimo dell’energia per poterne ricevere in cambio dell’altra allo scopo di continuare a fare metal di qualità! Quindi sta a voi, ragazzi: ci volete? Ci avrete!

Siete musicisti di professione? In caso contrario credo sia abbastanza interessante sapere quali sono le vostre occupazioni di tutti i giorni…
Steve: No, purtroppo no, sono uno scienziato.
Dan: Guardia di sicurezza ed insegnante di chitarra per la Shred Academy.
Matt: Faccio qualunque tipo di lavoro, finché posso!
Jon: Ahah! Forse un giorno. Sono un insegnante di Inglese, lavoro che trovo molto bello, in effetti!
Chris G: Venditore di libri negli ultimi 20 anni della mia vita…diavolo! In ogni caso, sono uno sperimentatore part time in ogni campo ed area di competenza (da questa frase puoi dedurre quello che vuoi, ehehe!)

Siete mai stati in Italia? Cosa conoscete del nostro Paese?
Steve: Sono stato a Roma una volta ed ho girato un po’ il circondario, credo un posto chiamato Marino (città in provincia di Roma, nda). Mi sono divertito molto, c’è un’ottima atmosfera ed ho avuto modo di visitare le terre d’origine dei Barberini, ahah! Conosco anche alcune band delle vostre parti: Labyrinth, Rhapsody (Of Fire), Vision Divine, Hyperion, Elvenking, Rosae Crucis, Mandragora Scream, Secret Sphere, Stormlord, Thy Majestie e me ne sto sicuramente dimenticando moltissime altre!
Dan: Purtroppo no, la terra del Vino e dell’Opera! Anche la casa di Rhapsody Of Fire e Vision Divine, band che ritengo ottime!
Jon: Non ancora, ma correggerò questa risposta molto presto. Ottimo cibo, grandi band (come Pathosray e Labyrinth), tempo migliore che in Galles…effettivamente mi chiedo perché non mi trovi già lì!
Chris G: Moltissime volte e prevalentemente al Nord. Strano da sentir dire da una persona di origini greche, ma il cibo, lo stile di vita ed i paesaggi sono meravigliosi…fuori dal mondo!

Ultima (e stupida) domanda: cosa ne pensate del matrimonio di William e Kate?
Steve: Non così stupida, sono una bella coppia e William ha fatto un affare. Credo però che abbiano sbagliato tutto: il mio matrimonio sarà decisamente migliore!
Dan: Si tratta di un momento storico e William è un ragazzo veramente fortunato!
Jon: È stato un bellissimo matrimonio. Ho visto l’intero evento dopo una sbornia colossale e non ho paura di dire che è stato molto emozionante!
Chris G: Kate è dannatamente hot, questo è tutto quello che so…

Ok, l’intervista è finita. Potete dire ciò che volete ai nostri lettori. Grazie mille per il vostro tempo!
Date un’occhiata alla nostra pagina MySpace, www.myspace.com/huntedrock, ci saranno presto moltissimi aggiornamenti, tra cui le prossime date nel Regno Unito ed altrove! Procuratevi il nostro album di debutto Welcome The Dead che uscirà ufficialmente su Massacre Records il 29 luglio 2011 e sarà disponibile in mp3 su tutte le piattaforme di download digitale, così come in moltissimi altri posti. Grazie mille a tutti coloro i quali ci supportano! Metal regards!

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