Storia lunga e ricca di vicissitudini quella dei nostrani House Breaking, paladini del Thrash made in Cassino. I nostri sono infatti attivi dal lontano 1994, ma i continui (davvero molti) cambi di line-up e di stile  (da un sound quasi nu-metal al death, all’attuale ottimo thrash), li hanno portati solo ora al primo full lenght.

Un lavoro marcatamente Thrash, che fa seguito al solo demo del 1996 “S tories”, e che ci propone una band davvero in palla, che dà fondo a tutte le proprie energie ed ispirazioni alla ricerca di un sound unico e personale, che pur non colpendo per un’eccessiva originalità, risulta comunque ricco e completo, giocato su linee chitarristiche mai troppo elaborate ma comunque attive e intriganti, su cui trovano il giusto habitat la davvero volubile voce di Marco Stanzione e i numerosi e differenti cori che su di essa o dietro di essa si ergono, in una composizione vocale che necessita di numerosi ascolti per poter essere appieno compresa ma che  passa dal cantato Metallica-style  fino a tonalità alla Kind Diamond, senza dimenticare il thrash-style, crudo e cattivo, basso e violento.

Le song sono pesanti e cadenzate, e godono nonostante non vi sia il lavoro di un’etichetta dietro la loro realizzazione, di una produzione invidiabile, che rende i suoni pulitissimi e nitidi nonostante la ruvidezza volutamente ricercata.

Nessun brano si erge a capolavoro ma tutti possono soddisfare l’ascoltatore e appassionato di Thrash, con una particolare menzione per la bella “Blessed Me”, in cui il ritornello in italiano recita un inquietante “chi è senza peccato scagli la prima pietra: mostra la tua faccia e sarai lapidato!”, prima di esplodere in una grande  sferzata sonora che pare voler lapidare l’ascoltatore e non il malcapitato protagonista della song.

Effetti sonori da brividi aprono anche la seguente  “Odissey”, in cui il suono si fa un po’ più atmosferico e veloce, mostrando un’altra sfaccettatura del sound e delle capacità della band, che gioca con la chitarra solista per creare intrecci di alto livello. Forse il vero top dell’alum.

In definitiva, un lavoro decisamente riuscito, che ci auguriamo possa aprire le porte di una casa discografica ai nostrani metalheads, per non dover aspettare atri 17 anni prima del nuovo lavoro… sarebbe un vero peccato perchè questi House Breaking meritano stima e fiducia.

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