Direttamente da Cleveland, Ohio, arriva il debutto degli Hot Rails con questo “To Hell With the Hot Rails” datato 2007. Il disco presenta un hard rock piuttosto standard accompagnato da una voce dalla timbrica particolare e molto ruvida, quasi rauca alcune volte.

L’album parte con una rullata di batteria ad introdurre la opener “She’s A Ripper”, brano orecchiabile ma che non trasmette particolari emozioni e che presenta una linea vocale molto urlata e grezza; con la successiva “Fever”, invece, si migliora decisamente. La batteria è sempre un elemento molto forte nel sound, così come la chitarra che alimenta il tutto con riff incalzanti e potenti e la voce è più pulita rispetto alla traccia precedente.

“Bitchin’ Hour” ha un groove coinvolgente sempre molto attivo che colpisce nel segno con un brano diretto che va subito al punto; con la successiva “Bottom Of Glass” si mantengono sempre i ritmi alti con una ritmica salda che viene compattata da un ottimo assolo seguito da un breve stacco in cui tutti gli strumenti si stabilizzano a basso volume per poi esplodere nell’immediato finale.

Poco prima di “Carried Away” troviamo una traccia lampo di poco più di un minuto denominata “Intromission” e consistente in un piacevole stacco strumentale che si interrompe con l’entrata in scena del brano vero e proprio, riprendente il loro tipico marchio di fabbrica dallo stampo sonoro molto settantiano.

“Still Got It”, con i suoi toni slanciati e martellanti convince per la potenza, mentre “2 Tuff 2 Try” tiene i ritmi più statici e lineari, la voce è meno sporca e la chitarra solista onnipresente; bel brano che sul finale si fa più incalzante.  Il finale è affidato alla sfrenata “Get On With The Hot Rails”, che conclude l’album con una traccia lanciata al massimo.

In conclusione abbiamo tra le mani un disco di hard rock settantiano molto vintage e ruvido, non perfetto a livello di qualità sonora e discreto per quanto riguarda la musica. Orecchiabile sì, ma personalmente, anche dopo svariati ascolti nessuna delle tracce mi è rimasta particolarmente impressa, nonostante ci siano molte buone idee che risollevano il disco con le ultime tracks.

 

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