“Wonderful Race” è proprio una gran bella corsa! Così, i cremonesi Highway Dream, firmato il contratto con la Street Symphonies Records, riescono, attraverso il loro debut album, a portare una sferzata di energia e un’ ottima prova di capacità sia a livello strumentale che vocale, così come per il songwriting. Il genere è un hard and heavy, intriso di una buona dose aor. Il loro suono è roccioso, incisivo ma anche sognante, spensierato e pregno di melodia. Wonderful Race è l’ inizio di quel viaggio su un’ autostrada che non sai dove ti condurrà: basta accendere il motore, accelerare e … viaggiare con le emozioni e la fantasia.

L’album è composto da dieci track, ciascuna diversa dall’altra, le quali caratterizzano il disco con un determinato movimento ed una dinamicità quasi essenziali per un genere come questo, che spesso necessita di una certa spinta per poter dire qualcosa di più e per differenziarsi. Ed è proprio in pezzi come Highway Dream, Wonderful Race o Like An Earthquake dove ci si può immergere nel cuore di questa corsa libera, dal ritmo sostenuto ma non eccessivamente arrabbiato, dove troviamo non solo coinvolgimento e orecchiabilità dati da riff di chitarra graffianti e corroboranti, basso e batteria potenti, ma troviamo una notevole e invitante voce femminile che, oltre ad adattarsi alla perfezione al genere, sia nelle parti più movimentate che in quelle più lente, riesce a trascinare con sé gli altri strumenti, senza mai risultare invadente, alimentando la voglia di spingere l’acceleratore e continuare il viaggio su questa lunga e sorprendente strada dei sogni. E come accade spesso nei lunghi viaggi, ogni tanto ci si ferma, si sosta un po’ a riflettere e a tirare fuori il nostro lato più morbido e romantico; così accade quando ascoltiamo la toccante e splendida Let Me Be Your Breathe o la meno struggente ma più luminosa e rockeggiante Some Stars per poi terminare nel ritmo festoso dello sculettante rock ‘n roll di Born To Be A Rockstar.

Gli Higway Dream si presentano così: un po’ sognatori o forse semplicemente ambiziosi e positivi, un po’ come il loro hard rock, che risulta piacevole, pulito, calzante, prepotente al punto giusto ma mai scontato e noioso. E’ un album che non lascia troppo spazio all’estetica ma ne lascia parecchia al contenuto, è un album che, insomma, vive! Servirà correggere un po’ la coordinazione tra parte vocale e strumentale come pure qualche lieve imperfezione nella pronuncia inglese ma, per un debut album, il giudizio finale è decisamente alto!

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