C’era una volta… Sir Adranor di Heruka, guerriero delle terre di Trina-Hoc, scelto dai tre sacerdoti Brewen come portatore della magica arma Madriga , la spada più potente di quei mondi. Vagò il guerriero in lungo e in largo, sconfisse ignobili creature, uccise dame di uno splendido candore fino a possedere tutte le armi che i numi gli avevano predestinato: Than, il pugnale magico; l’Alabarda di Moha; Lesademsi, la spada di Those. Ma giunti alla fine cosa lo attendeva? Caos e distruzione.. ed un enigma senza risposta: perché tutto questo? “Leggenda” è il secondo lavoro di Sir Adranor (voce, chitarra, basso, tastiere, drum programming), aiutato alle chitarre da Moha. Heruka è un progetto black-fantasy nato nel 2000, sorto dalla caratteristica città siciliana di Erice, città medievale da cui trae spunto gran parte dell’ispirazione per l’ambientazione di questa gradevole storia fantasy (sintetizzata molto grossolanamente sopra). Se da una parte questo progetto affonda le basi in un filone di black particolarmente attento alla struttura sinfonica (di stampo Summoning), dall’altra affida molta importanza al concept e all’artwork, splendidamente realizzato da Francesco Ciulla, che rappresenta attraverso disegni molto spettacolari ed espressivi i personaggi di questa saga fantasiosa. Le sei canzoni che compongono questo mcd sono tutte estremamente coinvolgenti sul piano atmosferico, grazie ad un utilizzo visionario dei synth, che permettono di materializzare immagini di attesa, pathos e battaglia. I brani, tutti cantati in italiano, non si appoggiano più alle posizioni epicuree trattate nel precedente lavoro, ma percorrono, con soluzioni molto efficaci ed originali, lande desolate e foreste oscure dove vivono creature diafane o mostruose, tutte nate dalla mente di Adranor. L’unico elemento che purtroppo non è riuscito al meglio, e che talvolta rischia di inasprire eccessivamente i brani, è la voce, troppo acida per sinfonie che sembrano invece vivere in dimensioni più eteree e di sogno. Ugola a parte, “Leggenda” è già una dimostrazione molto positiva di originalità e passione, non solo per un genere musicale, ma anche per una forma d’espressione letteraria (oltre che una prova di attaccamento alla città natale). Un lavoro che quindi può essere perfezionato (anche nell’uso veloce della sezione ritmica), ma che contiene già diversi elementi che lo elevano dalla produzione indistinta di album black metal. E adesso non resta che aspettare Leggenda, parte 2.

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