Un demo veramente ben fatto quello degli Hellcircles, curato in ogni minimo dettaglio, dalla copertina alla produzione. Ma d’altronde si sa che gli standard qualitativi si sono innalzati notevolmente da qualche anno a questa parte e per essere giudicati positivamente i gruppi emergenti devono faticare non poco, sborsando anche cifre importanti. Così accade proprio agli autori di “Stillness”, i quali si sono autofinanziati la registrazione del demo presso i sempre più rinomati New Sin Studios di Luigi Stefanini e che presentano un sound fortemente debitore della scuola power italiana, con il cantante Marco Parisi che si cimenta in una performance vocale che ricorda non poco il miglior Michele Luppi (non per niente Marco è suo allievo…). Ma in generale tutta la band si comporta bene e l’unica pecca di “Stillness” è quella di focalizzarsi troppo su un power metal all’italiana, figlio di Labyrinth e Vision Divine, senza provare soluzioni nuove. Però da un gruppo al primo demo non ci si può aspettare che venga fuori la new sensation del metal mondiale, quindi prendiamo questa fatica degli Hellcircles così com’è, cioè un ottimo inizio sulla base del quale costruire una carriera speriamo ricca di grandi soddisfazioni. Questi cinque ragazzi si meritano di raccogliere molto e non saremo certo noi a negar loro di aver confezionato un prodotto competitivo anche a livello internazionale. Ora tocca proprio al quintetto, che deve sfoderare un bel paio di attributi per poter mantenere le aspettative create con il presente dischetto. Siamo sicuri che non ci deluderete!

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