Dopo l’uscita del quarto album degli Heimdall mi appresto con grande interesse a scambiare quattro parole con Fabio Calluori, mente e chitarrista del gruppo partenopeo. Fabio risulta essere molto simpatico e si concede alle nostre domande svelandoci il passato ed il futuro di una delle migliori metal band italiane.

Ciao Fabio, desidero ringraziarti per l’intervista e fare i complimenti a te e a tutta la band per il vostro nuovo e bellissimo album.
Grazie a te ed a H-M.it!

Ok, che ne diresti di incominciare presentando a tutti i lettori il nuovo “Hard as Iron”?… musica e testi logicamente..
Certo…“Hard as Iron” è il nostro quarto album ed è il secondo pubblicato dalla Scarlet Records. È stato registrato e missato tra la fine di novembre e l’inizio di febbraio e per la prima volta abbiamo utilizzato due studi differenti per le riprese: gli Zappingsound – dove abbiamo realizzato interamente “The Almighty” – ed i miei Sonic Temple Studios. Il tutto è stato poi missato da Salvatore Salierno sempre negli Zappingsound Studio e masterizzato nei celebri Mastering Room di Stoccolma (In Flames, Soilwork ecc).
Musicalmente i nuovi brani, rispetto alle sonorità del precedente “The Almighty”, hanno sicuramente un approccio più potente ed heavy, conservando naturalmente quelle atmosfere epiche e maestose che da sempre contraddistinguono il nostro sound. La title-track, che apre il cd, è una song dal grande impatto e rappresenta perfettamente questa maggiore attitudine heavy. L’album è molto vario: non mancano episodi più veloci come “Moon – Red Light” e “Holy Night”, potenti mid-tempo come “Dark Home” e “Black Tower”, pezzi più lunghi e complessi come “Midnight” e “The Emperor” e momenti più tranquilli come le ballad “Cold” e l’acustica “Black Heaven”.
Dal punto di vista lirico, “Hard as Iron” è caratterizzato da un’atmosfera oscura, gotica. Non ci sono legami particolari con libri o storie già scritte in passato, si tratta di liriche frutto unicamente della mia fantasia. In “Hard as iron” l’idea principale è quella della “perdita”: i testi rappresentano alcune possibili reazioni dinanzi la morte di una persona importante.
Prendendo spunto da questo concetto mi sono ritrovato a parlare di follia, amore, morte, tenebre, rabbia, del rapporto con l’aldilà, dell’imperfezione umana ecc. e quello che viene fuori dalle nove liriche è il ritratto di una figura crudele, vendicativa, demoniaca, folle ma anche malinconica, triste, sola.

Com’è avvenuto lo split con tuo fratello? Motivi personali o lavorativi?
Poco prima delle registrazioni di “Hard as Iron”, mio fratello Nicolas ha avuto dei problemi alla schiena per cui non ha potuto suonare sul cd, così abbiamo chiamato Enrico, il fratello di Giovanni, che nonostante il poco tempo a disposizione e la giovane età, ha svolto un ottimo lavoro ed ora è il nuovo batterista degli Heimdall.
Inoltre mio fratello se n’è andato anche per altre motivazioni sue che in ogni caso non hanno nulla a che fare con la band, la musica che suoniamo o noi naturalmente – anche se con dispiacere – abbiamo rispettato questa sua scelta.

È ormai il secondo album che incidete con Giacomo alla voce: cosa ne pensi di lui? Sei pienamente soddisfatto del suo lavoro?
Sì, naturalmente ho sempre ritenuto Giacomo un ottimo cantante, con una voce calda e profonda che ben si adatta alle nostre canzoni. Considera inoltre che ha arrangiato, elaborato ed eseguito i cori da solo senza l’aiuto di altri coristi – se si escludono naturalmente le parti femminili affidate a Paola Santucci – svolgendo un lavoro eccezionale.

Siete riamasti in buoni rapporti con Claudio Gallo?
Si, anche se purtroppo ci vediamo raramente visto che Claudio non è di Salerno ma di Venosa (Potenza) ed ora lavora lì. Dopo lo split avevamo registrato qualcosa insieme. Il progetto si chiamava “The-Others” ed avevamo anche la possibilità di realizzare un cd ma poi per mancanza di tempo non abbiamo continuato.
È un vero peccato perché avevamo registrato tre pezzi heavy metal molto belli ma come ti ho detto non ci sono state le condizioni per andare avanti… forse un giorno…

Pur mantenendo intatto il vostro marchio di fabbrica, nelle nuove canzoni avete maggiormente puntato sulla componente heavy-oriented piuttosto che sul classico power… normale evoluzione o scelta forzata dovuta ai troppi gruppi power ormai presenti in circolazione?
No, nessuna scelta forzata, non avrebbe avuto senso. Con gli Heimdall ho sempre suonato ciò che volevo senza seguire alcuna moda e senza seguire più di tanto cosa fanno le altre band e poi sinceramente ho sempre considerato i nostri album caratterizzati da un suono personale, uno stile nostro.
Non ho mai composto un pezzo per far piacere a qualcuno o per cercare a tutti i costi di allontanarmi da questo o quel gruppo, ma ho sempre cercato di concentrarmi esclusivamente sulla band. Quello che mi preme è unicamente scrivere delle canzoni sempre più belle e comunicare qualcosa a chi ci ascolta. I nuovi brani sono usciti così, in modo spontaneo.
Il punto è che sinceramente non riuscirei a fare sempre lo stesso cd, non fa per me e soprattutto nel mio caso sarebbe una forzatura cercare di rifare le stesse cose per cui pur mantenendo le nostre caratteristiche intatte ogni album presenta degli aspetti diversi dai precedenti. Penso sia una cosa del tutto normale: ogni cd è legato ad un periodo particolare a dei momenti ben precisi per cui è naturale cambiare, andare avanti, dire e raccontare cose nuove.

Il 2004 inizia con un nuovo album.. avete in programma un tour e la partecipazione a festival estivi?
A Giugno abbiamo partecipato a due festival qui in Campania. Il Rock in Flames a Salerno in compagnia dei White Skull e il Magna Grecia Metal Festival a Napoli con i Vision Divine.
Sono state due belle serate all’insegna dell’heavy metal, cosa molta rara dalle nostre parti. Purtroppo però durante l’esibizione di Napoli, Carmelo – il chitarrista – è caduto e si è fratturato il gomito per cui dovrà stare fermo per un lungo periodo. Nel frattempo stiamo vedendo di organizzare delle date per quest’autunno, sicuramente suoneremo in giro per l’Italia ma, quanto alla possibilità di organizzare un vero e proprio tour, per ora non c’è ancora nulla di certo.

Una domanda curiosa: come mai avete scelto il nome Heimdall come moniker del gruppo?
Mio fratello ed io siamo sempre stati appassionati di mitologia e quando ci siamo trovati a scegliere il nome da dare alla band, volevamo qualcosa che suonasse potente ed epico come la musica che stavamo componendo. Inoltre ci piaceva molto il suono della parola Heimdall e la figura che rappresenta.
Senza contare che sono stato sempre molto affascinato dal mondo divino e dal rapporto che noi uomini abbiamo con lui, un argomento che spesso torna anche nelle nostre liriche.

Proseguiamo sempre con le curiosità: il momento peggiore e il momento migliore della tua carriera?
Tra i momenti che ricordo con grandissimo piacere ci sono sicuramente quelli che seguirono la pubblicazione del nostro primo album “Lord of The Sky”, quando molti magazines italiani ed esteri cominciarono ad interessarsi moltissimo alla band ed alla nostra musica e quando abbiamo iniziato a ricevere lettere da tutte le parti del mondo da persone che apprezzavano le nostre canzoni.
Ci sono comunque altri momenti importanti come quando l’etichetta ci disse della prima licenza in Giappone e del successo che abbiamo avuto in quelle zone – dove il nostro debut aveva già raggiunto le prime posizioni nelle classifiche import del famoso magazine giapponese Burrn!! – oppure il tour con i Labyrinth ed altri momenti live come la serata con gli Shaman l’anno scorso o la pubblicazione di “The Almighty” che rappresentò la fine di un periodo abbastanza negativo per noi.
Il periodo peggiore sicuramente quello dopo la pubblicazione di “The Temple of Theil”, quando si sono accentuati i problemi con l’etichetta precedente e soprattutto lo split con Claudio.

Cosa ricordi dei vecchi tempi? Il periodo dei demo, la prima line-up…
Ho dei bellissimi ricordi legati al primo periodo degli Heimdall. A quei tempi suonavo in una band estrema, i From Dephts con cui abbiamo registrato un album nel 1996. Fondai gli Heimdall assieme a mio fratello nel 1994 perché amavo l’heavy metal e band come Judas Priest, Maiden ed Helloween. Agli inizi eravamo in tre, le prime date le abbiamo fatte senza bassista finché Giovanni si è unito al gruppo.
Ricordo che dopo un concerto è venuto un ragazzo vicino a noi e ha detto “è la prima volta che sento suonare così un gruppo heavy metal da queste parti!”… Era Claudio, il nostro ex singer. Quando poi lo abbiamo preso gli abbiamo fatto anche il rito d’iniziazione con tanto di asta del microfono (al posto della spada) sulla spalla!! Così dopo circa un anno dal suo ingresso siamo andati a registrare la prima ed unica demo (all’epoca si usava ancora la cassetta!!). L’abbiamo fatta girare e dopo nemmeno una settimana, avevamo il contratto con la Elevate. Ci hanno chiamato subito… fu una bellissima soddisfazione!

Come si presenta la scena campana al momento? Ci sono possibilità per i nuovi gruppi oppure nulla?
Se parli di heavy metal non vedo molte possibilità dalle nostre parti per le nuove band. Quest’anno per la prima volta sono stati organizzati dei festival heavy metal – il Rock in Flames a Salerno ed il Magna Grecia a Napoli – e già questo è qualcosa di molto positivo qui in Campania.
Sicuramente sarebbe una gran bella cosa che tali iniziative avessero un seguito. Per il resto non c’è niente, per cui l’unico consiglio che mi sento di dare alle nuove leve è provare, provare e provare, registrare un ottimo prodotto, farlo girare il più possibile e naturalmente suonare molto in giro per farsi conoscere.

Quale canzone tra tutti i vostri album sceglieresti per rappresentare gli Heimdall?
Una domandina facile facile eh? Vediamo un po’… un pezzo che ho sempre adorato è “the Temple of Theil”, sicuramente uno dei brani più belli della nostra discografia e che rappresenta al meglio molte delle caratteristiche della nostra musica.

Non resta che parlare del futuro.. che cosa ci dobbiamo aspettare dagli Heimdall?
In questo periodo stiamo continuando la promozione di “Hard as Iron”, con interviste per magazine, webzine e radio. In questi giorni cominceremo a lavorare su alcune idee che abbiamo.. personalmente ho quattro nuovi pezzi pronti per il prossimo album che ho registrato sul mio computer e devo dire che sono molto soddisfatto e non vedo l’ora di provarli con gli altri della band. Il prossimo album sarà letteralmente esplosivo!! Per quanto riguarda la situazione concerti, come ti ho anticipato riprenderemo quest’autunno.

Siamo in chiusura, a te la parola…
Grazie mille per l’intervista, per la gran bella recensione e per il supporto che Heavy-Metal.it ci da!
Ascoltate “Hard as Iron” è veramente un gran bell’album!!

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