“Growing Apart” è il terzo album degli Headless e fa seguito al 5 tracce “Future To Past” del 1996 e ad “Inside You” del 1998. Dopo un periodo di alterne fortune, giungiamo alla genesi di questo cd che risale al 2012, quando inizia la stesura dei brani che vedono la stampa su cd un anno dopo circa dovendo confrontarsi con gli effetti della internazionalità dei musicisti coinvolti.
Siamo di fronte ad un supergruppo vero e proprio in quanto la formazione annovera tra le sue fila ben due insegnanti di musica che si dividono tra conservatorio e la scuola di rock (appunto School of Rock), e due star di prima grandezza quali il batterista dei Queensryche ed il cantante che annovera nel curriculum band come Malmsteen, John Norum, Glory, Brazen Abbot Street Talk ed oltre 50 album incisi.
Il biglietto da visita di “Growing Apart” è God Of Sorrow And Grief, in cui la band abruzzese si presenta con un 4/4 serrato (con Scott Rockenfield alle pelli non poteva essere diverso) e con le soliste di Dario Parente e di Walter Cianciusi subito protagoniste. La voce potente e misurata di Goran Edman si impadronisce del timone e dirige in porto la prima traccia governando i break che la compongono con una maestria melodica propria di chi si trova dietro al microfono da oltre vent’anni.
Primetime ha un intro a due soliste che ricorda i ‘Ryche della seconda metà degli anni 80 e non avrebbe assolutamente sfigurato su “Empire” o “Promised Land”: a tratti intimista, sfodera nelle sue armi migliori la prestazione di Edman ed ovviamente della premiata ditta Cianciusi-Parente ed è l’insieme di questi elementi che lo ha eletto a primo singolo estratto.
Ancora tanto drumming, questa volta in contrattempo, per Nero Fantasies che sfoggia l’uso dei cori per stemperare di melodia un riff che affonda le sue radici nell’hard rock.
Calf Love mutua un certo groove dai Dream Theater più intimisti per miscelarlo con atmosfere anni 90 Oasis in primis, il risultato è un piacevole motivo che farebbe la gioia dei fans del quartetto canadese degli Harem Scarem.
Ritroviamo un approccio più progressive con The Backstabbers Around Us dove echi di Queensryche e del Teatro del Sogno servono da spunto per presentare una song comunque sempre molto personalizzata.
Una voce filtrata fa da preambolo al pezzo più aggressivo di “Growing Apart” cioè Be Myself ed anche Edman si fa più “cattivo” fino al break centrale che lancia il puntuale ed impeccabile assolo delle due asce.
Raffinata è l’aggettivo che meglio descrive la successiva Growing Apart l’atmosfera è decisamente più rarefatta rispetto alla traccia precedente e si fregia di un duetto voce e chitarra solista quale segno di distinguo.
Skin Deep In A Fairy Tale è il secondo singolo estratto: una fusione di armonie vocali riff sincopati e chorus ruffiano quanto basta per accattivare senza scadere nella banalità, il guitar-solo è un concertato di tecnica ed ispirazione: chapeau!!
La prossima traccia all’ascolto è No happy Ending che ci propone un Goran Edman fornire un’interpretazione intensa ed evocativa che a tratti ricorda sua maestà il “Duca Bianco” in persona, i cori ci riportano senz’ombra di dubbio alle rive del lago Washington dove la Regina del Reich di Seattle dominava incontrastata sul suo “Empire”.
Si chiude con una versione voce e chitarra acustica di As Tears Go By dei Rolling Stones melanconico e quasi sussurrato congedo degli Headless che concludono in punta di piedi questo “Growing Apart”.
Questo degli Headless è decisamente un bel disco che ha bisogno di alcune avvertenze. Innanzitutto non è immediatamente assimilabile, se cercate un prodotto mordi e fuggi, non è questo il cd che vi darà simili soddisfazioni. E’ un lavoro maturo, denso di sfumature che vanno scoperte un po’ alla volta. E’ una matriosca al cui interno trovate due chitarre (o chitarristi) che mostrano grande talento e tecnica a iosa, mai fini a se stessi, ma mettendo il tutto a disposizione della canzone; apriamo un’altra bambolina ed abbiamo uno dei batteristi più conosciuti,completi ed amati del panorama hard‘n’heavy, il gioco continua con un “signor” cantante e non dico altro se non: ascoltatelo ! E poi ci sono le canzoni da ascoltare ed ascoltare per poter gustare tutti gli ingredienti di questo gurmet e lasciando decantare nei vostri lettori le 10 tracce di “Growing Apart” vi arriveranno tutti gli effluvi e tutti i sapori di questo gran vino d’annata.

Lele2011

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