Terzo album per questo nostrano gruppo black metal, album che segna anche il passaggio all’italianissima code666. Un sodalizio che permette al gruppo toscano sia di avere una più vasta esposizione sia di potersi esprimere al meglio dato che il genere proposto (black metal di stampo svedese) necessita come base di una produzione decisamente sopra le righe per poter competere con i grandi gruppi scandinavi.
E sono gli act svedesi ad essere i principali punti di riferimento per gli Handful Of Hate: Marduk e Dark Funeral su tutti; ma anche gli arcinoti Setherial e Naglfar hanno sicuramente ispirato i nostri. Se conoscete la proposta dei gruppi sopracitati dovreste sapere bene cosa aspettarvi da questo dischetto: taglienti riff black metal suonati a velocità sovraumane, poco spazio per rallentamenti (il gruppo concentra i tempi lenti in “Boldy Erected” e “Hierarch In Lust”) grande impatto e violenza… il tutto sorretto da una produzione sufficientemente pompata, ma per fortuna non eccessivamente pulita o stucchevole.
Gli Handful Of Hate conoscono bene come affrontare l’argomento, ed anche se le coordinate stilistiche non si spostano di un millimetro dagli standard ci troviamo di fronte ad un disco che non può essere snobbato… forse non sarà annoverato tra i capolavori del genere, anche a causa del ritardo temporale con cui è uscito, ma sicuramente è destinato a diventare una colonna portante per il black metal italiano (almeno per una parte di questo).
Tra le canzoni spiccano l’opener “I Hate” e la successiva “Beating Violence” che ripercorrorrono gli stilemi del black svedese alla perfezione, la thrasheggiante “Catharsis In Punishment”, sicuramente la più personale dell’intero album, e la conclusiva “Vicecrowned Order” dal mood vagamente epico.
Altri punti a favore per la band sono il buon songwriting e l’immagine ora decisamente più matura che in passato.
Vicecrown è un lavoro violento, freddo e tagliente da ascoltare tutto d’un respiro, niente di nuovo sotto i cieli del black metal, ma sicuramente un disco valido e ben migliore delle ultime uscite dei gruppi svedesi sopracitati (Diabolis Interium escluso)… scusate se è poco!

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