In occasione della calata in Italia degli Hammerfall è con gran piacere che mi appresto ad incontrare e a scambiare quattro parole con Oscar Dronjak, che si dimostra subito come una persona piuttosto gentile e disponibile, anche se un tantino freddino ed avaro di parole…ecco in ogni caso quello che ci siamo detti prima della loro esibizione all’Alcatraz di Milano.

Ciao Oscar, benvenuto in Italia! Come stai?
Ciao Daniele! Io sto molto bene grazie e sono molto contento di essere qui in Italia oggi.

Quando siete arrivati a Milano?
Siamo arrivati ieri pomeriggio sul tardi e siamo andati subito in hotel e poi oggi siamo venuti qui per fare le interviste…di solito facciamo sempre così, andiamo in albergo a rilassarci, a farci una doccia, a giocare coi videogames…e poi se c’è un po’ di tempo libero facciamo un giro per la città che ci ospita.

Non dirmi che ti sei portato dietro la Playstation…
Quasi…ho con me Gamecube, Nintendo DS e giusto ieri mi sono comprato la PSP…

A questo punto ti chiedo se hai con te anche XBOX…
No no, non ce l’ho…(Ride n.d.r.) costa davvero troppo!!

Qual è la tua console preferita…?
Oh…a casa adesso ho Wii e devo dire che i suoi giochi sono davvero molto interessanti anche se penso che il Gamecube sia davvero fantastico.

Ormai siete venuti diverse volte in Italia…che cosa ti piace di più e che cosa ti piace di meno del mio paese?
Penso che l’Italia sia un posto davvero molto bello e la cosa che più mi piace è la pasta! È troppo buona! Una cosa invece che non mi piace molto, ma questo succede un po’ con tutti i paesi dove stiamo, è che a causa dei concerti e della promozione molto spesso finiamo tanti e quindi non ci sono molti ristoranti aperti e quindi spesso ci tocca andare a mangiare al McDonalds o in catene ristorative simili…e questo non ci piace tanto…ma purtroppo non abbiamo scelta!

Come ti senti quando sei in tour e che cosa fate di bello quando non suonate?
Beh, abbiamo sempre un bel pò di tempo libero ogni giorno per fare quello che vogliamo, qualche giorno giochiamo con il Gamecube, altre volte guardiamo la televisione…altre volte ci facciamo un giro oppure parliamo con la gente che incontriamo…tutto lì…non facciamo nulla d’eccezionale.

“At the threshold of Europe tour” è finalmente iniziato…come sta andando?
Sta andando molto molto bene, siamo tutti parecchio soddisfatti! Questa volta abbiamo un gran numero di concerti…ad esempio in Germania è stato pazzesco, c’erano moltissime persone. Le nuove canzoni piacciono moltissimo a tutti i nostri fan e cantano i testi tutti a memoria.

Qual è il brano che ha avuto più successo fin’ora?
Guarda…è stato “Rebel Inside”…

Davvero? Io pensavo qualcosa come “Natural High”…è molto più diretta come canzone!
Si, hai ragione! Certo anche “Natural High” ha riscosso un notevole successo ma sono stato molto più sorpreso per “Rebel Inside”. Tieni anche conto che “Natural High” è stata lanciata come singolo e di solito i singoli sono brani molto orecchiabili che piacciono subito alla gente…quindi sono molto soddisfatto per “Rebel Inside” e sono contento che sia riuscita a “superare” “Natural High”.

Prima di salire sul palco come vi sentite? Voglio dire, avete paura, siete rilassati oppure siete emozionati?
Non siamo mai nervosi. Agli inizi della nostra carriera lo eravamo molto spesso anche perchè non facevamo molti shows come ora; è troppo divertente poter salire sul palco. A volte siamo molto stanchi prima di iniziare a suonare ma alla fine ce ne freghiamo e iniziamo lo stesso a suonare tanto poi dopo sappiamo che andiamo in albergo o sul tour bus a dormire…e poi quando sali sul palco e senti tutta quella gente urlare…beh, tutto cambia e ti torna tutta la grinta necessaria per fare il tuo show. Siamo quindi sempre molto esaltati all’idea di salire su un palco, ma anche molto rilassati.

C’è qualche particolare significato dietro al titolo del vostro nuovo album?
No, non esiste nessun significato dietro a questo nome. Abbiamo semplicemente pensato che fosse un buon titolo per l’album e che andasse molto bene anche con l’immagine rappresentata sulla copertina…sembra, infatti, che Hector esca da un certo luogo per entrare in un’altra dimensione…inoltre abbiamo pensato che questa potesse essere la “soglia”, un passaggio verso una nuova “vita” o “dimensione” per gli Hammerfall visto che sono anche passati dieci anni dal nostro primo album…

Hai ragione! Sono passati dieci anni da “Glory to the brave”…avete intenzione di celebrare questa data con qualcosa di speciale?
Oh sicuramente!! Dopo l’estate e dopo che avremo esaurito tutti i concerti sicuramente faremo qualcosa di speciale per commemorare questa data.

Un DVD…un doppio/triplo cd…?
Oh…sicuramente usciremo con un DVD nel 2008 e attualmente stiamo lavorando su un best of ….abbiamo firmato nuovamente un contratto per altri sei dischi quindi di tempo ce ne sarà…ora come ora non so dirti ancora niente…vedremo che cosa accadrà dopo Settembre.

Quali sono le differenze principali tra “Threshold” e “Chapter V”?
Penso che abbiamo finalmente raggiunto un livello compositivo molto alto; la produzione è inoltre molto buona, molto potente e abbiamo in mano un numero di canzoni davvero energiche. Avevamo già provato a fare questa cosa in “Chapter V” ma il risultato che n’è venuto fuori con “Threshold” è sicuramente migliore. Le canzoni sono inoltre molto più dirette che in “Chapter V” e forse anche un po’ più veloci. Se ascolti molto attentamente l’album puoi sentire che n’esce fuori un mucchio d’energia e questo è l’importante: non tanto cosa suoniamo, ma come lo suoniamo.

Avete girato il video clip di “The fire burns forver” ancora una volta assieme a degli atleti svedesi…
Abbiamo ricevuto dai nostri sponsors un’offerta molto vantaggiosa per poter girare questo video dopo il successo di “Hearts of fire” e naturalmente abbiamo accettato!

E l’avete anche suonata dal vivo vero…davanti ad un pubblico non proprio vostro….
Si è vero! L’abbiamo suonata ai Campionati europei di atletica ed è stato incredibile! C’erano così tante persone tutte riunite al centro della città per la cerimonia d’apertura di un grandissimo evento. Penso che ci fossero duecentocinquanta mila persone ed è stato troppo bello poter suonare dell’heavy metal davanti a gente che non ti conosceva e al fianco di artisti rock e pop, il pubblico ha reagito molto bene.

Joacim ha registrato un album da solista, non senti il desiderio oppure il bisogno di scriverne uno anche tu?
No, perchè la musica che scrivo per gli Hammerfall è esattamente quella che voglio scrivere e non sento il bisogno di scriverne altra. Se avrò bisogno di esprimermi diversamente dal punto di vista musicale lo farò ma ora non ne sento il bisogno.

Quali sono i fans più scatenati e pazzi che avete fin’ora incontrato?
Dipende da che cosa intendi…penso che i metal fans siano tutti uguali tra loro, sia in Italia sia in Brasile o in qualunque altro posto…sinceramente abbiamo trovato un po’ da tutte le parti fans scatenati e questo secondo me dipende molto da come ti presenti sul palco oppure da che cosa e come lo suoni…questo può far impazzire un fan. Sono stato un metal fan per molto tempo e so che cosa voleva dire incitare un band sul palco e quindi ora che sono dall’altra parte capisco perfettamente come si sentano i nostri fans.

Che cosa ricordi a proposito delle vostre prime esperienze live?
Sicuramente ora abbiamo maggiore esperienza di un tempo…abbiamo imparato molto dagli errori che abbiamo fatto in passato, sopratutto nei nostri primi tour; penso che l’esperienza sia molto importante anche se alla fine è solo uno show durante il quale bisogna far divertire la gente. Personalmente ricordo che facevamo molti errori ma non erano importanti per noi e continuavamo a suonare cercando di divertici e di far divertire la gente che ci stava guardando.

Oscar, grazie per il tempo che mi hai dedicato, ti auguro un buon concerto questa sera…e se vuoi dire qualcosa ai tuoi fans italiani questo è il momento giusto…
Grazie a te per il tempo che hai dedicato agli Hammerfall, spero che questa sera vi divertirete a vederci suonare, faremo uno show davvero con i botti!

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