Quando mi era stato assegnato il compito di recensire il nuovo album dei Guttural avevo pensato a uno scherzo. Ricevo l’album in oggetto e scopro che suonano power! Ma con che criterio vengono scelti i nomi dei gruppi ultimamente? Veramente non ci capisco più niente…
Questo “Cross Words With Us” è il secondo album della band francese capitanata da Ludovic Van Lierde, che ha anche prodotto l’album. Con dispiacere però il risultato in questo senso non è per niente positivo: il suono non è pulito e il volume è piuttosto basso. Neanche l’ausilio di Sascha Paeth, per quanto riguarda il “mastering”, ha potuto far niente. Peccato.
Perchè peccato? Per il semplice motivo che il gruppo d’oltralpe ha tutte le carte in regola per potersi far notare e valere nel mercato discografico “underground”.
Il terzetto ci propone in linea generale dei brani heavy semplici e diretti, piuttosto classici e banali; i riff di chitarra sono sentiti e sentiti e sentiti, ma non è questo il problema: è la scarsa incisività. Le melodie sono un po’ da rivedere per renderle maggiormente interessanti, anche se riescono comunque, in alcuni casi, ad attirare l’attenzione. I soli poi sono ripetitivi e non particolarmente godibili e a tratti fuori luogo.

Il gruppo riesce ad essere efficace più nei brani brevi e meno articolati che in quelli lunghi come nella lunghissima (ben 17 minuti) “The Fourlowing”, in cui cercano, senza cogliere nel segno, di lavorare su atmosfere epicheggianti e misteriose. L’effetto è stato quindi veramente soporifero.
Sicuramente sono rimasto positivamente colpito dalle deliziose cavalcate di “A Star In A Rainbow”, con una bella struttura power, e di “The Forgotten Isle Castle”, dal forte sapore medioevaleggiante. Poi qualche passaggio quà e là, e basta.

Per quel che mi riguarda in questo album ci sono delle buone idee, anche se non originali, da sviluppare e cercare di rendere più efficaci e interessanti. Al momento i Guttural non possono far altro che sucitare interesse verso di loro e speranze di miglioramento per il futuro.
Probabilmente i cercatori di nuovi gruppi li potranno trovare interessanti, ma gli altri noiosi e banali.

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