Bella sorpresa questi Guernica! La band, presentatami come “rock italiano”, sulla carta non mi ispirava molto, tuttavia ha superato brillantemente la “prova ascolto”. La musica dei Guernica miscela infatti il cosiddetto “rock italiano” ad influenze molto piu’ pesanti (il gruppo prima faceva del crossover, e si sente…), ottenendo un risultato melodico ed energico al tempo stesso, una proposta capace di mettere d’accordo sia gli ascoltatori affezionati a sonorita’ metal, sia quelli che cercano sonorita’ piu’ “radiofoniche”. L’opener “Nuda” e’ un affascinante brano dotato di chitarroni in evidenza e di rallentamenti che potrebbero fare pensare alla lontananza addirittua al doom, mentre l’impostazione vocale e’ piu’ “tranquilla” rispetto alla parte strumentale. Il pezzo dura piu’ di 7 minuti ma scorre bene, proprio un bel lavoro! La successiva “I.U.D.” mi ha colpito decisamente di meno, pero’ voglio segnalare le voci di “South Park” che ci sono alla fine della canzone, una citazione piuttosto piacevole! Segue “Agrado”, che si apre con dei chitarroni abbastanza aggressivi che poi si ammorbidiscono un po’ ed accompagnano una voce che in questo particolare caso e’ piu’ legata al “rock italiano” rispetto agli altri pezzi. “Agrado” si lascia ascoltare ma non e’ ai livelli dell’opener, livelli raggiunti invece dalla successiva “Medea”, pezzo emozionale e sentito, dotato di begli arpeggi e di una interpretazione che colpisce. Il brano e’ sostanzialmente basato su una struttura “tranquilla”, anche se ogni tanto offre qualche “scalciata”, “Medea” e’ comunque il brano che rimane piu’ impresso tra questa manciata di pezzi. La successiva “Wrong way” poi cambia di colpo le carte in tavola e dopo una partenza tutto sommato docile il brano deraglia e il passato crossover (si potrebbe pensare anche al tanto famigerato “nu metal”) della band si fa sentire (e apprezzare). Il brano prosegue alternando sfuriate a momenti piu’ calmi e il risultato e’ un altro pezzo davvero notevole! Il disco e’ infine chiuso da “Alba speciale”, composizione che si distingue dal resto del disco in quanto pianoforte e violino qua rubano la scena alle chitarre delle composizioni precedenti, e che dimostra ancora quanto la band sia versatile. Bel demo insomma questo “Senza censure”, sarebbe bello se la band sfondasse nel suo campo e portasse un po’ di aria fresca in una scena che ne ha bisogno… Una piccola nota pero’: l’immaginario “visuale” della band va da Picasso (il nome “Guernica” e’ programmatico…) a simpatici falli che popolano un prato e fumano sotto un cielo le cui nuvole non sono nient’altro che il “prodotto” di coloro che popolano il prato… L’immagine vorra’ anche essere simpatica, ma non rischia di sviare un po’ l’attenzione dalla qualita’ della band ? A parte questa scelta d’immagine comunque il demo e’ promosso con buoni voti, chissa’ che non si senta parlare dei Guernica in futuro!!

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