Terza fatica discografica per gli avellinesi Guernica, gruppo che, nato come cover-band di musica cross-over, assume una sua identità definitiva nel 2002. Il primo vagito dei Guernica vede la luce con la pubblicazione del promo cd, autoprodotto Senza Censure, registrato presso lo “Zapping Sound (noto per aver prodotto gruppi come Heimdall, Nude e Lost Innocence). Dopodiché il gruppo si dedica ad un’intensa attività live che lo porta a partecipare, come ospite, al Royal Rock Festival, concorso per gruppi emergenti di Caserta, nella suggestiva cornice della Reggia, dove tra gli altri ospiti ci sono anche i Linea 77 di Torino. Il 2004 vede la pubblicazione del CD acustico “Senza Sudare”, album che ha permesso alla band di farsi conoscere meglio e di esibirsi dal vivo in numerosi teatri soprattutto nel sud dell’Italia. Ma la vera consacrazione arriva nel 2005 quando sono messi sotto contratto dalla Mkm Promotion e si chiudono in studio per dare alla luce il nuovo CD, registrato nuovamente presso gli “Zapping Sound Studio”, un’alchemica miscela di Rock ed elementi Progressive. Bisogna dare merito ai Guernica di essere una delle poche band, nell’odierna scena rock italiana, capaci di suonare ad un ottimo livello, riuscendo ad essere originali, intensi ed affascinanti. Ciò che ho apprezzato sin dall’inizio è il fatto che il gruppo abbia scelto, in maniera molto coraggiosa, di cantare in italiano: elemento che esprime in maniera consistente il loro attaccamento alle proprie origini. In questo nuovo cd è possibile ritrovare delle atmosfere sensuali, degli ottimi riff di chitarra sognanti ma al tempo stesso pieni di rabbia, degli ottimi inserti di pianoforte e di campionature che rendono ogni brano complesso ma al tempo stesso attraente e coinvolgente, grazie anche al titanico lavoro della sezione ritmica guidata dai carismatici Iannaccone e Scorzetto; a completare il tutto ci pensa la splendida voce del geniale ed eclettico Tony D’alessio, vero leader della band che dà ad ogni pezzo delle screziature cromatiche di grande effetto. Quest’album è un viaggio onirico che si apre sulle note, quasi irreali, di “Picasso”, passa attraverso “Venus”, “Icaro”, delle vere proprie mazzate sonore scandite da ritmi indiavolati ed assassini che metteranno a dura prova la resistenza degli ascoltatori, si concede delle divagazioni atmosferiche, melodiche ma al tempo stesso cariche di rabbia e di voglia di ribellione con “Di Raffinata Inconsistenza”,”Respiro Di Noia”, “Adrenocromo”, “Mai”, “Ferito”, culla l’ascoltatore sulle dolci note di “Les Yeux” e di “Eden”, delle struggenti ballate che si collocano a metà strada tra degli encomi e delle nenie. Posso solo concludere dicendo che un album del genere merita di essere ascoltato. I Guernica ci hanno regalato una vera perla. Spero solo di poter assistere ad un loro concerto. Non resta che attendere il prossimo lavoro di questa band che ha tutte le carte in regola per spiccare il volo.

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