Qualche tempo fa “Elegy In Blood” dei Grinning Shadows era stato da noi recensito come “top demo”, ora la band ha pubblicato il nuovo “Stains Of Sin”, che si è meritato lo stesso trattamento. Ci è sembrato quindi interessante intervistare il gruppo, chiedendo in particolare delucidazioni su quelli che sono gli aspetti che non ci hanno convinto pienamente…

Ciao ragazzi, benvenuti su Heavy-Metal.it! “Stains Of Sin” è la vostra seconda fatica, cosa potete raccontarci a riguardo?

Beh, senz’altro siamo molto fieri di essere riusciti a produrre un nuovo cd: è sempre una sensazione incredibile avere tra le mani qualcosa che prima era solamente un’idea! Credo che siamo riusciti a tirare fuori il massimo che potevamo e questo non fa accrescere la nostra soddisfazione.
Per quanto riguarda l’album è un nuovo concept: stavolta il filo conduttore è la donna, con tutte le sue sfaccettature, e del ruolo che può ricoprire nella vita degli altri. I pezzi sono più pesanti rispetto al nostro precedente lavoro e rispecchiano senza dubbio al meglio la nostra attitudine verso la musica.

Tra i vostri due demo è avvenuto un cambio di line-up, cosa ha comportato per voi?

Purtroppo le dipartite di Jacopo e Sara sono state due colpi molto duri per noi. Il gruppo è una famiglia e ogni volta che qualcuno ne esce è sempre dura cercare di trovare un sostituto: non basta saper suonare, ma occorre anche andare d’accordo, rispettare gli equilibri, affinché non si rovini tutto. Per nostra fortuna Daniele e Silvia sono stati la soluzione ideale per noi: Daniele è un nostro caro amico di vecchia data e non ha avuto alcun problema a inserirsi; Silvia ha una voce diversa da quella di Sara, meno lirica, e questo ha portato a nostro avviso una ventata nuova ai nostri pezzi. L’inserimento di Tiziano, anche lui nostro vecchio amico, ha dato infine un ulteriore salto alla potenza del suono. Credo che ora come ora siamo nella posizione ideale per poter percorrere una lunga strada assieme!

Pur trovando “Stains Of Sin” un lavoro ben fatto nel suo genere (non a caso l’ho recensito come “top demo”), mi aspettavo tuttavia un’evoluzione più marcata rispetto al precedente “Elegy In Blood”, nonchè un distacco maggiore da quelli che sono clichè gotico-romantici di cui a mio avviso ormai si abusa fin troppo e che sono molto presenti nel vostro lavoro, sia nella musica sia nell’artwork e nei testi… cosa ne pensate?

Sinceramente credo che un’evoluzione in termini di song writing ci sia stata: i pezzi sono più lineari rispetto al nostro precedente lavoro e non capita più che nella stessa canzone si possano trovare due o più momenti nettamente distinti. Non so se questo è necessariamente un bene, ma più che concentrarsi su di un riffing portato all’esasperazione abbiamo preferito concentrarci sugli arrangiamenti e sulle atmosfere. Per quanto riguarda quelli che tu chiami clichè, beh, sono decisamente parte del mio background e del mio modo di intendere la musica e trovo molto difficile prescindere da essi. Sarebbe un po’ come chiedere ai Maiden di non usare più i terzinati o il giro Mi-Do-Re hehehe! Scherzi a parte, credo che ogni gruppo abbia in fondo una propria identità e le eventuali evoluzioni non la debbano rinnegare, ma magari ne riparleremo con il prossimo album! ;)

Un altro aspetto che mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca è la produzione. Mentre la confezione del vostro demo è curatissima e molto bella (non solo non avevo mai visto un demo presentato in uno scrigno di cartoncino con all’interno un digipack a più pannelli, ma anche molte edizioni deluxe di album veri e propri sono meno curate!), tuttavia il suono di “Stains Of Sin” non è molto soddisfacente. Sapendo che il budget per un demo è quasi sempre frutto dei sacrifici della band e che viene gestito molto oculatamente, come mai avete scelto di privilegiare l’apparenza estetica all’incisione?

Personalmente ti devo dare ragione: la parte grafica è decisamente superiore al valore della produzione ma mi permetto obiettare una sola cosa nel tuo ragionamento. Una nostra enorme fortuna è la possibilità di contare su una tipografia “amica” che ci sponsorizza e ci permette di produrre le grafiche del cd in maniera fantastica, con un grandissimo risparmio di denaro e con un risultato che a mio avviso è andato oltre le aspettative. Ti devo confessare dunque che tutti i nostri pochi soldi sono stati investiti nell’incisione: purtroppo non avendo a disposizione un budget elevato abbiamo fatto del nostro meglio coi mezzi che avevamo a disposizione, a partire dalla strumentazione. Credo che un miglioramento dei suoni dal precedente lavoro ci sia e anche a livello esecutivo. La prossima volta comunque cercheremo di fare decisamente di meglio!

Nonostante le critiche che vi ho mosso i vostri due demo mi sono piaciuti (anzi, proprio per questo motivo mi sembrava interessante chiarire certe scelte) e trovo che un aspetto molto positivo sia che entrambi sono piuttosto omogenei, non presentando grossi picchi o grossi cali qualitativi, segno di una qualità continua e non altalenante. C’è tuttavia qualche pezzo che preferite o a cui siete più legati?

Probabilmente gli altri ragazzi potrebbero darti una risposta diversa e quindi ti posso rispondere solo personalmente: io sono molto affezionato a Scarlet e Chimera, le trovo forse i nostri pezzi più potenti e identificativi, anche se avendole scritte sono naturalmente molto attaccato a tutte! Dal vivo poi mi diverto tantissimo a suonare un pezzo che non ha trovato posto sul demo: Kyra. Magari sul prossimo cd…

A parte i dubbi di cui abbiamo già parlato, non vi nascondo che ho la sensazione che voi abbiate un certo potenziale ancora non pienamente espresso. In che direzione pensate di muovervi per il futuro?

Allora, senza dubbio cercheremo di migliorare l’aspetto della produzione, magari affidandoci a qualcuno di esperienza nel mondo del metal, che ci sappia guidare e consigliare in fase di registrazione. Certo, sarebbe tutto molto più semplice se ci fosse il supporto di una label: questo ci permetterebbe di muoverci in modo più agile, senza dover fare i conti con i mille problemi che comportano le autoproduzioni. Per quanto riguarda i pezzi, stiamo scrivendo materiale molto diverso, cercando di inserire alcuni suoni più elettronici e qualche riff di stampo più moderno nelle canzoni pur cercando di non rinnegare le basi del nostro suono.

Quali sono le band che vi piacciono di più, e quali quelle più influenti per la vostra musica?

All’interno del gruppo abbiamo i gusti più disparati e questo si ripercuote anche nelle canzoni che scriviamo. A me piacciono molto gruppi come Dark Lunacy, Dark Tranquillity, i primi Cradle of Filth, Anorexia Nervosa e il black sinfonico in generale. Mario invece è un grande appassionato degli anni 80 e del metal classico, Lorenzo ama molto i Moonspell e i Rammstein, Daniele (Roverato, il batterista) è un grande fan del death, Tiziano ascolta molto black classico e death di stampo tecnico. Infine Daniele (Dui, il bassista) adora i Muse, mentre Silvia ascolta molto gruppi come Dimmu Borgir, Children of Bodom e Nightwish. Decisamente un bel calderone! Nel momento della composizione il nostro background esce sempre, la difficoltà è quella di riuscire ad amalgamare stili così diversi in qualcosa di omogeneo, ma credo che ormai abbiamo trovato la nostra ricetta!

A leggere le note che avete allegato al demo sembra che suoniate parecchio dal vivo, preferite il momento in cui si compongono i pezzi e l’atmosfera della sala di incisione o al contrario amate di più fare concerti?

Suonare dal vivo è sempre fantastico; è grandioso quando ci divertiamo e vediamo che facciamo divertire! Abbiamo la grande fortuna di avere un frontman come Mario che è un vero animale da palco e riesce a tenere la scena magnificamente. Per quanto mi riguarda io forse preferisco di più il momento della stesura dei brani, perché in fondo è la ragion d’essere del gruppo stesso. Mi affascina moltissimo tutto il processo compositivo e la gratificazione di veder realizzate quelle che erano solo idee! Suonare dal vivo però è una vera scarica di adrenalina… in fondo non potrei rinunciare a nessuna delle due cose se mi venisse chiesto, e credo che sia così anche per gli altri!

Se volete dire qualcosa che non vi è stato chiesto, questo è il momento…

Beh, vorrei lanciare un appello a tutti i locali che credono che musica dal vivo significhi solamente cover band e tributi. Ok, ogni tanto è giusto variare, ma se non si da la possibilità di emergere ai gruppi che suonano pezzi propri si uccide la musica. E non sarei poi così sicuro che loro guadagnino di più a gestire le cose così. Se non si comincia a fare girare un po’ di cultura come c’è magari in altri paesi saremo sempre costretti a rincorrere o a cercare fortuna altrove, ed è decisamente un peccato.

Spero che l’intervista sia stata di vostro gradimento, potete ora salutare i nostri lettori come preferite!

Senza dubbio! Grazie mille per lo spazio e per l’interessamento verso la band! E grazie anche per le domande “scomode” che però sono sempre un bel modo per confrontarsi e capirsi!
Rimando tutti a visitare la nostra homepage www.grinningshadows.com e a il nostro MySpace (www.myspace.com/thegrinningmaskofevil) per ascoltare qualche traccia del nuovo cd e per essere informati sulle nostre date! Vi aspettiamo! And don’t forget… Stay evil, Stay beccio!

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