Due anni fa usciva il mini cd Dogma. Oggi, l’abilità del gruppo romano è stata premiata dalla piccola Hardebaran, che ne ha fatto uscire il nuovo “Increase Humanity Disgust”. Se vi siete persi il capitolo precedente questa è la volta buona per rifarsi perché i Grimness meritano davvero.
Uno sposalizio solido e inattaccabile di black e death è alla base di questa feconda unione e il risultato è stato, per la seconda volta, una musica potente, travolgente e intrigante.
Niente orpelli inutili, i Grimness sanno selezionare perfettamente quelli che sono i riff necessari e più accattivanti, creando un suono che, nei confronti di molta scena black, appare addirittura di una perizia chirurgica. La padronanza tecnica non è indifferente, come pure il gusto sempre eccellente, e queste due componenti fanno si che la forma, seppur strutturata su composizioni articolate, assuma una linearità che rende facilmente recepibile tutto il lavoro. Brani come “Dimension Evil”, “Katharsis In Vain” o la distruttiva “Slay The Demiurge” trasmettono un’adrenalina davvero dirompente, capace di suscitare l’invidia dei migliori esempi brutal o grind.
Ottima è anche la produzione che riesce a rendere ancora più micidiale la resa ritmica: la prova del batterista appare infatti sublimata rispetto al passato, tanto da rendere la sua prestazione fondamentale mezzo demolitore, un martello spaccaossa capace di disintegrare qualsiasi residuo di lentezza. Quello che ne esce è una musica feroce, animalesca seppur sempre attentamente controllata.

Lasciarsi sfuggire per la seconda volta questo gruppo sarebbe un delitto, non solo alla scena italiana, ma a quella mondiale che può vantare adesso di aver trovato un nuovo discepolo che dimostra di avere carattere, personalità e carisma. Da supportare.

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