Li avevamo lasciati nel 2001 nelle vesti di band ancora senza contratto discografico ma con molto da dire (leggete la recensione nella sezione demo). Oggi, 2004, qualcuno li ha notati (la Ebony Tears Records per l’esattezza) ed ha prodotto il loro primo full length.
Il sound dei Greyswan si rifà molto al vecchio demo, nessun cambiamento sostanziale se non nel songwriting, oggi più sicuro e deciso che parte sempre dai soliti Katatonia ed Anathema per giungere però a proporre qualcosa di personale. Sarà la voce sofferta e teatrale di Oscar oppure gli intrecci sempre caldi ed ispirati anche nelle incertezze ma “Through Tormented Minds” risulta sempre originale e fresco conservando un gusto retrò.

Sette brani nati per tutti coloro che, come me, adorano le atmosfere autunnali così tetre dai colori spenti e dai profumi quasi morti, musica nata per crescere nel più profondo della nostra anima. Come nel “Promo 2001” da cui è qui ripescata la stupenda “Sleepless Night” i Greyswan giocano con le dilatazioni del suono proponendo riff lenti sì ma intrecciati così bene da creare un tappeto sonoro interminabile e compatto e, forse la qualità più utile e importante, la band sembra unita ed affiatata.
Dolcezza e malinconia si fondono perfettamente in “Thought-Tormented Minds” creando dei piccoli tocchi di classe delicati e decadenti, perfetti per ascolti notturni e per momenti tristi in cui cerchiamo riparo e l’unico rifugio è la musica. La perfetta apertura di “Opener”, la melodia penetrante di “Lost Smiles” a metà strada fra il triste e l’ironico, la struggente “We’ll Never Be” dalle liriche stupende (uno dei momenti più intensi dell’intero disco) e il capolavoro “Witness Of A Better Time” non sono semplici brani ma tasselli che compongono un lavoro fatto col cuore, con sincerità e perizia. Le “sbavature” di “Thought-Tormented Minds”, piccolezze come qualche suono di chitarra e qualche arrangiamento vocale, non scalfiscono minimamente il lavoro complessivo donando, anzi, un tocco di spontaneità che spesso manca.
La produzione poi, calda e pulita, rende giustizia al lavoro fatto dai Greyswan.

Un debut album di questo valore è cosa assai rara, un gruppo con queste potenzialità non va perso per strada. Da ascoltare.

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