I Greenhouze arrivano dalla fredda Norvegia, e sono un gruppo formato da due ragazzi, Solli e Lars Berget, che sono riusciti, nel corso degli anni, a sviluppare un particolare tipo di sound, racchiuso nelle dodici tracce presenti su quest’omonimo dischetto, che vede nel rock romantico con influenze new age e progressive rock, il punto di forza della band in oggetto.
I brani suonati sono molto dolci e sentimentali, più adatti ad una serata romantica con la propria ragazza, magari seduti davanti al caminetto piuttosto che ad una nottata con i propri amici o per chi come me preferisce guidare con un bel cd di musica veloce ed aggressiva. La voce di Solli è passionale e carica di pathos e ben si sposa con le canzoni composte da Bergen il quale preferisce usare saltuariamente le chitarre distorte in favore di ritmiche acustiche che danno maggior feeling ai pezzi, mentre le tastiere “riempiono” le canzoni rendendole ancora più melodiche.
L’unico lato negativo è che non è presente alcun tipo di brano veloce: tutti i pezzi sono delle splendide ballad arricchite da ottimi arrangiamenti orchestrali e sinfonici ma che alla lunga, se non siete amanti del genere, possono stancare e indurre l’ascoltatore ad orientarsi verso altri lidi. A mio avviso i Greenhouze hanno puntato troppo sulla componente romantica dei brani tralasciando aspetti, quali l’aggressività e la velocità, che sicuramente sarebbero stati in grado di fare la differenza in un cd in cui i pezzi a lungo andare risultano un po’ troppo uguali gli uni con gli altri. Da segnalare tuttavia l’opener “The point” e “Insanity” che ricorda molto da vicino i Dare di “Calm before the storm” e vede la band schiacciare leggermente il piede sull’acceleratore regalandoci dei brevissimi riff piuttosto interessanti. Si prosegue ancora con l’ottima “Here in the air” seguita a ruota dall’acustica “Remember” che attraverso le sue suadenti note c’induce a chiudere gli occhi e a lasciarci trasportare verso sognanti lidi. Nota di merito va a “Snow on the roof” brano strumentale che vede un Lars Berget autore di un’ottima prova alla chitarra solista.

I Greenhouze sfornano un disco di rock romantico davvero bello. Se non siete amanti del genere oppure non volete sentire dodici ballad una di seguito all’altra allora non spendete i vostri soldi inutilmente. Se invece desiderate un prodotto diverso, distante dal solito metal che ascoltate tutti i giorni allora potete provare a fare un pensierino al progetto Greenhouze, che potrebbe rivelarsi davvero una gradita sorpresa.

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