E’ fantastico perseguire ed assaporare una passione per molti anni, dieci per la precisione. Soprattutto se le ben note difficoltà di una band underground si moltiplicano mese dopo mese, figlie di una line-up instabile e di una costante ricerca di risorse, tempo libero e del tanto osannato cd d’esordio. Tanti anni passati a pensare, a provare, a comporre. Sempre e solo spinti dalla voglia di pallone, divertimento, goliardia e tanto, tanto, rumoroso rock’n’roll. Eh sì, perché una passione come questa non può che essere rispettata e promossa ed i valtellinesi Gradinata Nord rendono finalmente nota la loro vera opera prima, costruita su pezzi antichi e autentici, concepiti più di un lustro fa. Forse è per questo che si percepisce ancora la fresca veemenza dello street punk rock’n’roll di “Valtellina Boyz” e di “La Frangia Dei Cattivi”, così come la purezza energetica del sublime inno motorheadiano “Una Birra Al Nait”. I Gradinata Nord sono così. Onesti e sinceri. Figli trasversali di uno street rock semplificato e spesso concettualmente debitore di Ac/Dc e Motley Crue degli esordi. Non serve tecnica o iperproduzione per arrivare al cuore di chi ascolta ed i cori da stadio di “Gradinata Rock” colpiscono nel segno, con quell’hammond posizionato nel finale che ingiallisce la pellicola quel tanto che basta da renderla una memoria degna di cornice. Niente fronzoli ma puro divertimento a pieni watt. C’è tutto: dalle vocals al vetriolo di Papo, al riffing classico e derivativo degli ’80, alle tematiche di vita vissuta, respirata, in compagnia di ironia e di antichi compari. Il rock’n’roll dei Gradinata Nord non ha bisogno di maturazione, nasce già invecchiato. E a noi piace così.

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