I Gorerotted sono un gruppo prevalentemente death metal con forti influenze grind. A prima vista si potrebbe pensare al solito gruppetto grindcore che cerca di attirare l’attenzione con l’uso di immagini molto gore e con i soliti titoli esagerati (tipo quelli che partorivano i vecchi Carcass). Invece mi hanno stupito molto, prima di tutto per la produzione, davvero spettacolare, e per un ottimo lavoro di songwriting, non originalissimo, ma che dona all’album una grande vitalità evitando critiche di staticità e di canzoni monocorde.
L’uso di due voci è veramente devastante, soprattutto quella bassa di Goreskin, che a volte mi ricorda l’assurda tonalità di Matti Way dei Disgorge (quelli americani, non quelli messicani).
Da segnalare il grandissimo lavoro del batterista Junky, una macchina precisa ed instancabile, e del bassista The Wilson, che spesso si lancia in piccoli assoli isolati che spezzano gli indiavolati riff di chitarra.
Canzoni come “Zombie Graveyard Rape Bonanza”, “Hacked in the Back and Dumped in a Sack”, mi hanno fatto subito comprendere la validità del disco, un ottimo miscuglio fra Cannibal Corpse, Brutal Truth e vari maestri del brutal-gore come i già citati Disgorge. L’unica cosa che potrebbe penalizzarli è quell’alone di demenzialità presente in alcune canzoni, come la vocina iniziale che introduce “Zombie Graveyard Rape Bonanza” oppure l’uso di testi molto discutibili e di cattivo gusto, sicuramente ricercati. Ma a questo si affiancano una buona tecnica e soprattutto il pregio di non annoiare l’ascoltatore con brani mirati solo al caos completo.
Un cd che divertirà molto gli appassionati del genere anche se non si trovano molte novità di rilievo, ma almeno è un signor disco che mi sento di consigliare tra le ultime uscite del genere.

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