Dal Belgio arriva questo split-cd tra Theudho e Gorath. Ora se i primi non dicono niente neppure a me, a qualcuno di voi il nome Gorath potrebbe non essere sfuggito avendo partecipato nell’anno passato ad uno split-cd con i Tod prodotto dall’italianissima “Eyes of the Dead prod.”. Ecco perchè in questa sede mi concentrerò sul lavoro dei Gorath che oltre ad aver avuto una certa visibilità nel nostro paese grazie alla relase di cui sopra, rappresentano il punto forte del dischetto. Il duo segue la concezione moderna del Black Metal, e seppure verrebbe spontaneo chiamare in causa i Satyricon le sonorità tra i due gruppi a conti fatti sono ben diverse e difficilmente accostabili. Rimane in comune l’utilizzo di arrangiamenti che hanno ben poco a che fare col tradizionale Black Metal. I Gorath pur ripescando sia come riffing che come cantato nel Black Metal presentano una dinamicità e una complessità ben lontani dalla minimalità appartenente a certo filone. Si parte con “Revolution has no deadline” che colpisce per come in certi tratti ricordi gli Opeth di “My Arms your Hearse” e colpisce anche per le continue variazioni e per la sua complessità melodica; si tratta di una traccia tutt’altro che immediata e che va assimilata con calma. Sorprendente fin da subito la seconda “Aeons Glow In The Sun” che conferma e surclassa quanto di buono mostrato col precedente “Haunting The December Chords”; bellissimo l’uso dei cori sia nelle parti più cadenzate (donano un gran tocco di epicità al riff già di per se molto evocativo) sia in quelle veloci (di sottofondo allo screaming). Fondamentalmente anche questa canzone gioca sui continui cambi e sui diversi stati d’umore, ma rispetto all’iniziale è ben più diretta e coinvolgente.. per chi scrive un piccolo capolavoro! La successiva “White *Deep* An Embrace” per fortuna non si discosta dalla precedente soprattutto per qualità risultando molto ispirata nel suo particolare riffing. Da segnalare l’assolo chitarristico dannatamente melodico e rock!!! Chiude l’ottima cover di Countess Batory dei Venom in questa sede velocizzata non di poco. I Gorath nel produrre questo cd hanno rischiato parecchio facendo un salto compositivo rispetto alla precedente demo non indifferente, dimostrando però di avere grossissime capacità. Ora non rimane che affinare la proposta perchè di spunti validi ce ne sono. Breve nota per i Theudho che propongono un Black Metal che trae ispirazione da miti e leggende e che è debitore musicalmente ai Bathory, ma soprattutto al progetto Burzum e a Falkenbach. Purtroppo delle ben 6 tracce a disposizione di questa one-man band non resta una impressione molto positiva, le atmosfere sono si molto evocative, ma fondamentalmente sono anche molto monotone e non troppo originali.

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