Come ogni festival che si rispetti amo arrivare in anticipo per poter rispettare i tempi stabiliti qualche giorno prima, per le interviste con le varie band invitate a farci sognare e divertire per due giorni di musica e sana compagnia in questo Gods Of Folk di Casalromano in provincia di Mantova.
Indiscutibile la presenza del mio compagno di viaggio Davide, che mi ha trascinato in due splendidi giorni intensi e pieni facce nuove da conoscere ed entrare in sintonia immediatamente e gruppi fantastici. Arriviamo intorno alle 15:30, in largo anticipo. Il tempo di fare qualche chiacchiera con qualche amico ritrovato, tra cui Davide Pagan dei Furor Gallico e veniamo accolti da Richard Milella, uno degli esecutori principali di questo evento, il quale ci fornisce dei pass relativi per le due giornate.  L’enorme tensostruttura, parliamo di due tendoni, è stata messa a disposizione dal comune di Casalromano che con la gentilissima collaborazione dei volontari della Pro-loco hanno potuto servirci al meglio e in tutta sicurezza senza farci mancare proprio nulla. Nel pomeriggio inoltrato tra i tecnici che preparano il palco e i vari check sound riusciamo ad iniziare il rito delle interviste con ritmo sostenuto, iniziando prima con i TEODASIA ovvero con la splendida Priscilla e il suo batterista. Interviste che saranno pubblicate prossimamente con estrema cura, una per una. In seguito riusciamo a fare qualche domanda anche al mitico Ark frontman degli ULVEHDARR. Nel frattempo ho il piacere di rivedere Federico amico stimatissimo, cantante e leader dei pluripremiati RIUL DOAMNEI il quale finalmente mi spiega con una anamnesi completa ed affascinante il loro ultimo disco “FATIMA”, che ha fatto parecchio discutere se non altro per i temi affrontati. Le sette di sera fanno presto ad arrivare tra un’intervista e l’altra il tempo non offre tregua per tanto iniziano immediatamente i concerti.

Il compito di aprire il Gods Of Folk 2012 è stato riservato ai TEODASIA, che ci offrono uno show accattivante grazie alla spigliatezza, alla sua bravura vocale e alla bellezza di Priscilla, frontwoman di questa band che segue le orme dei Nightwish in maniera impeccabile. Rompono il ghiaccio gli ULVEHDARR band che propone il loro modo di fare viking death con una sorpresa senza precedenti. Dopo due pezzi Ark chiama a rapporto sul palco Davide Pagan Cicalese cantante e leader direttamente dai FUROR GALLICO e il pubblico va in visibilio, gettandosi nei corridoi infiniti del pogo scatenato. Pagan resta sul palco per cantare due brani in supporto con Ark, creando un’atmosfera davvero ricca ed emozionante. Lo show deve andare avanti e lentamente si abbassano i riflettori e vengono accese le luci rosse e cupe per far posto ai RIUL DOAMNEI, che danno il via a una appassionante messa nera nel nome della blasfemia, con tanto di trucco, allestimento del palco e abiti perfettamente amalgamati nel nome dei cattivi preti, ripercorrendo i sentieri di alcuni significati ben precisi riguardo all’attività negativa chiesaiola e facendoci capire immediatamente quanto siano critici verso tale ambiente. Il tempo di gustare un’ottima piadina accompagnata da relativa birra, prima di tuffarmi nell’immensità oscura e avvolgente dei DARK LUNACY, che in perfetta tenuta industrial vale a dire, cravatta rossa, camicia nera e pantaloni attillatissimi (e qui ragazze c’era da vedere tanta roba…) ci offrono uno showm impeccabile e denso di emozioni forti soprattutto quando Mike ha dato il via alle canzoni più belle dell’ultimo album “Forgotten” e richiestissima dal pubblico ha cantato la bellissima “Heart of Leningrad”. Vi posso garantire che avevo i brividi e mi sono quasi commossa. A chiudere la prima giornata arrivano una delle band più attese, i bavaresi “VARG” che con imponenza vikinghica chiudono i concerti della prima parte di questo Gods Of Folk 2012.

La nottata passa velocemente e arriva il momento di varcare la soglia della tensostruttura per affrontare la seconda parte del GOF. Nella prima metà del pomeriggio finalmente arriva il momento tanto atteso da me medesima di intervistare i celeberrimi DIABULA RASA (e qui ringrazio Luca di avermi fornito una settimana prima il loro pregiatissimo cd). Luca Diabula leader e cantante, ci trasporta nel mondo incantato degli strumenti medievali dimenticati dalle persone e dal tempo. Nel frattempo arrivano gli ANCIENT BARDS, un’altra band parecchio attesa. Dopo il loro sound check Daniele Mazza ci offre l’opportunità di una breve intervista, spostandoci nel tendone ristorante e immediatamente dopo veniamo catapultati all’interno del tendone concerti dove ci danno il benvenuto la prima band della seconda giornata gli STRAWDAZE. Gruppo che tra l’altro è delle parti di Mantova, quindi giocando in casa, per tanto si sono portati dietro uno stuolo di sostenitori a far da coro al menestrello Mirko, che armato di pennywhistles incita la folla a lasciarsi andare alle danze. L’atmosfera sale con l’ingresso dei GOTLAND, Medieval Folk Metal band proveniente da Torino, che offre uno show con una carrellata di costumi rigorosamente medievali con tanto di trucco perfetto. L’atmosfera si surriscalda per l’arrivo sul palco di Luca con i suoi DIABULA RASA mandando in delirio il pubblico che, tra una canzone e un riferimento storico culturale raccontato dal leader, iniziano un incessante pogo da veri “indiabulati” senza fermarsi nemmeno nei momenti in cui Luca parlava tra un pezzo e l’altro! Robe dell’altro mondo e io amo questo mondo…ma andiamo avanti perchè le sorprese non sono finite. Dopo l’esilarante show dei Diabula, il pubblico può rilassarsi un momento e godersi una magnifica esecuzione degli ANCIENT BARDS che per altro in quella situazione erano impegnati a registrare con tanto di telecamere in aria, il loro nuovo videoclip che verrà reso noto nei prossimi giorni. Purtroppo gli ANCIENT suonano per ben poco tempo rispetto a quello che speravo, ma rimango comunuqe totalmente soddisfatta. Ad aprire le danze vere e proprie arriva la band rivelazione di questo GOF 2012, i VROUDENSPIL provenienti da Monaco, ci trasportano nelle antiche atmosfere piratesche con abiti e trucco da veri pirati e con tanto di bandiera nera raffrigurante il classico teschio bianco. A chiudere questo evento eccezionale una band anch’essa più attesa gli olandesi HEIDEVOLK.

In conclusione è stato un gran festival ricco e ben studiato per attirare la maggior parte della gente che è arrivata da diverse parti del nord Italia e non solo, grazie soprattutto alle varie bancarelle con il merchandise espositivo del materiale sponsorizzato dalle band e anche i classici banchetti con la merce di ogni genere. Da tener presente anche l’intermezzo tenutosi nel corso dei live della seconda serata, ovvero un piccolo combattimento d’armi in stile medievale realizzato dalla Compagnia del Corno Nero.

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