In occasione dell’uscita del nuovo disco dall’eloquente titolo “Metallo O Morte”, abbiamo avuto la possibilità di effettuare uno scambio di battute con 4 su 6 membri degli Atroci. Ciò che ne è venuto fuori è tutt’altro che un’intervista a scopo promozionale, visto che il nuovo lavoro viene toccato solo marginalmente, mentre parecchi altri argomenti generano interesse tra i personaggi coinvolti. A questo proposito è indubbio che le loro parole siano condite da una buona dose di humour, ma non c’è solo questo all’interno della band. A voi la lettura di questa piacevole chiacchierata.

Ciao ragazzi, come vanno le cose nella quinta dimensione?
(Il Profeta) Sempre bene, il metallo ci guida e non possiamo sbagliare.

Siete usciti da poco con un nuovo capitolo del Verbo. Ce lo volete presentare?
(L’Orrendo Maniscalco) Possiamo dire che è uscito il 13 di settembre e lo stiamo presentando con date sparse per tutta Italia, toccando un po’ tutte le città: Milano, Roma, Bari, Torino. Finora devo dire che stiamo avendo un buon riscontro.
(Il Profeta) Si, le vendite sono superiori agli altri due dischi.
(L’Orrendo Maniscalco) Anche i riscontri da parte degli addetti ai lavori sono piuttosto buoni, sia su riviste cartacee che su magazine virtuali. Questo fattore non può far altro che farci piacere, visto che l’abbiamo partorito noi con tutte le nostre energie e, soprattutto, senza troppi aiuti esterni. Questa volta ci andava di fare quel cavolo che ci pareva, senza stare a pensare ai tempi, ai gusti degli altri piuttosto che ad essere commerciali.
(Il Nano Merlino) Si, abbiamo fatto sostanzialmente quello che era nostro desiderio fare, senza farci troppi problemi.
(L’Orrendo Maniscalco) Esatto, e adesso siamo qui a dire che abbiamo fatto proprio il lavoro che volevamo rilasciare.

Di che cosa parlano i testi di “Metallo O Morte”?
(Il Profeta) Noi non facciamo altro che guardarci intorno e parlare della vita di ogni giorno e ascoltandoli non si può che capire che le questioni dibattute fanno parte di ognuno di noi.

Come mai tempi così lunghi separano le vostre uscite discografiche?
(Il Profeta) Semplicemente per necessità di scrivere come pare a noi e di non fare i dischi tanto per farli.
(Il Nano Merlino) Non avendo nessun obbligo contrattuale, non siamo vincolati a rispettare tempistiche imposte da qualcuno di esterno al gruppo.
(L’Orrendo Maniscalco) Tieni presente che noi, in Italia, siamo tra i pochi a fare un genere di metal con testi di un certo tipo e, anche se, il sottobosco del metallo demenziale è parecchio affollato, riteniamo di avere tratti distintivi che nessuna altra band possiede.

A questo proposito chi credete abbia qualcosa in comune con voi?
(L’Orrendo Maniscalco) Mah, ci sono i Nanowar e i Kurnalcool, ma direi che noi abbiamo un’identità piuttosto marcata e che va ricercata soprattutto all’interno dei testi.
(Il Nano Merlino) Si, noi cerchiamo, ad esempio, di tenerci lontano da esplicite citazioni sessuali. Non che non parliamo mai di sesso, ma comunque lo facciamo con un approccio che tende a nascondere tra le righe riferimenti di questo tipo che, in ogni caso, non sono mai fini a sé stessi. E lo stesso discorso vale per la politica e per cose abbastanza banali come quelle appena citate.

Parlando del passato: com’è venuta fuori l’idea di creare una band “sui generis” come la vostra?
(Il Nano Merlino) Eh, qui bisogna tornare indietro a tanti secoli fa, forse addirittura millenni.
(Il Profeta) Osservando la Terra dall’alto abbiamo visto tante cose che non andavano ed abbiamo semplicemente deciso di intervenire.
(Il Nano Merlino) Si, abbiamo visto che il mondo pullulava di generi strani: cantautori, pop e via dicendo. E allora ci siamo detti: “Ma che cos’è ‘sto schifo? Qui urge una mano dall’alto”, così siamo arrivati noi. E meno male, altrimenti il mondo sarebbe stato un disastro!

Cosa ne pensate del metallo attuale? C’è qualcuno che potrebbe definirsi un portatore del Verbo oppure hanno tutti venduto l’anima al pop?
(Il Nano Merlino) Diciamo pure che abbiamo dei buoni profeti, oltre a quello qui presente (indica Il Profeta, nda).
(Il Profeta) Si, semmai hanno venduto l’anima al diavolo, cosa decisamente migliore.

Per “L’Armata Del Metallo” avete avuto le collaborazioni di Michele Luppi e Pino Scotto. Per “Metallo O Morte” avete ospitato qualcuno?
(Il Nano Merlino) Si, su questo disco abbiamo deciso di ospitare un gruppo emergente, gli Infernal Putrefaction. Vi assicuro che sentirete sicuramente parlare di loro in futuro.
(Il Profeta) Stavolta abbiamo deciso di andare su un nome meno noto. Loro sono un gruppo di giovani che ci è piaciuto molto per lo spirito ed abbiamo così deciso di “lanciarli”.

Gli interludi parlati tra un pezzo e l’altro sono, nei vostri dischi, le ciliegine sulla torta. Come vi vengono in mente?
(Il Profeta) Anche in questo caso, come già accade per i testi, sono frutto di ricerche all’interno di situazioni quotidiane. Nel nuovo disco ci sono molte sorprese a questo proposito.

Da chi parte l’idea per la scrittura dei vostri pezzi?
(Il Profeta) Ci troviamo banalmente in sala prove e ne discutiamo, senza una particolare guida spirituale.
(L’Orrendo Maniscalco) Diciamo che a volte nasce prima la musica e poi il testo ed altre volte succede l’esatto contrario.
(Il Boia Malefico) E poi ci sono quelle che nascono da sole, vengono fuori già con le parole.
(Il Nano Merlino) Come le braciole! (risate generali, nda)
(L’Orrendo Maniscalco) Si, ci mettiamo prima attorno ad un tavolo e poi in sala prove e poi escono fuori senza troppi complimenti.

Ci sarà mai un ritorno di Peppino l’usuraio?
(Il Profeta) Chi può dirlo? Al momento non è in programma, ma non è nemmeno da escludere. Anche perché sul nuovo disco ci sono già dei ritorni eccellenti.
(L’Orrendo Maniscalco) “Peppino L’Usuraio 2” potrebbe essere buono, in effetti…

Come mai vi affidate a distribuzioni “fai da te”? Sarà mai possibile trovare i vostri dischi nei negozi?
(Il Nano Malefico) Ma tu devi sapere che il nostro disco è in vendita dappertutto, fuorché nei negozi. Ad esempio se tu vai dal pusher sotto casa, è molto probabile che lui abbia una copia del nostro cd da venderti. (risate generali, nda)

Il metallo cantato in italiano sta ultimamente vivendo un buon periodo grazie all’eccellente lavoro di alcune etichette. Voi avete mai ricevuto proposte di contratti?
(Il Profeta) Qualcosa è stato discusso, ma si trattava di contratti in cui non ci è parsa conveniente l’offerta. Purtroppo oggi i margini sono così bassi che non riesco a capire come sia possibile la sopravvivenza delle etichette e delle band stesse, a meno che non si tratti di grossi nomi che riescono a sopravvivere anche nonostante il download. Questo discorso, ovviamente, non si applica a etichette online, ma a quel punto una cosa del genere ce la si può fare tranquillamente in casa.
Personalmente sono uno a cui piace avere ancora qualcosa in mano e, di conseguenza, preferiamo vendere un po’ di meno, ma fare come pare a noi.

Come procede l’attività live?
(Il Profeta) Sempre molto bene. Tieni conto che noi non facciamo tantissime date, ma posso dire che è dal 2000 che tutti gli anni lavoriamo sempre. Chiaramente può succedere la data storta, che ogni tanto capita, però è difficile che si tratti della data in cui c’è gente del posto che ti fischia. Si tratta piuttosto dell’occasione in cui hai il locale vuoto. In ogni caso non ci è successo che dei locali non ci richiamassero e, se è accaduto, è stato perché il posto è stato chiuso. Comunque, tirando le somme, l’attività live va sempre bene. Ovvio, si tratta pur sempre dei numeri del metal, ma va comunque molto bene. Noi, fino ad oggi, non conosciamo crisi. (ride, nda)

Che obiettivo vi ponete con la vostra musica?
(L’Orrendo Maniscalco) Quello che noi cerchiamo di fare è di abbassare il livello di ignoranza che c’è nel settore musicale nel nostro Paese. L’Italia credo che abbia una base di gusti musicali terrificante, la televisione e la radio ti passano sempre le solite cose e, di conseguenza, la gente è costituita da automi che vanno ad ascoltare i vari Tiziano Ferro, Ramazzotti, Pausini. Per il rock è vita dura perché non c’è niente, giusto poche emittenti trasmettono qualcosa. Ed ancor più per l’heavy metal, in Italia si fa una fatica bestiale. Eppure i concerti, i festival sono sempre pieni di gente.
(Il Profeta) Diciamo che per smuovere un bel po’ di persone ci va l’evento di una certa grandezza. E purtroppo è la roba intermedia che stenta a decollare: i locali, i gruppi da club e così via.

Ok, intervista finita. Se volete potete lasciare un messaggio ai fan che leggeranno le vostre profetiche parole sul nostro sito.
(Il Boia Malefico) Grazie a te ed a tutti coloro che leggeranno questa intervista!

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