Sono passati 5 anni dal precedente “L’Armata Del Metallo” e 10 dal primo disco autointitolato, eppure Gli Atroci sono ancora tra di noi a forgiare gioielli di puro metallo lucente. Rimasti un sestetto dopo l’abbandono del Professor Tetro, i Nostri danno alle stampe il terzo lavoro della loro carriera, dall’emblematico titolo “Metallo O Morte”. Ovviamente lo stile è rimasto invariato, nonostante un palese indurimento dei riff. Piuttosto pesanti, infatti, risultano essere quasi tutte le canzoni, ma questo non va affatto a ledere il concetto di melodia che i Nostri hanno sempre portato avanti. Basti sottolineare quanto i cori e le voci siano arrangiati ed eseguiti magistralmente da tutti e tre i cantanti, con Il Profeta sempre sugli scudi nella quasi totalità dei pezzi (solo “Pennellen” è cantato dal Nano Merlino). Un esempio perfetto di ciò è “Ora Basta” che si basa su un riff durissimo, ma grazie ad un ottimo impianto vocale riesce a mantenere intatta la propria vena melodica. Il lavoro degli strumentisti, inoltre, è magistrale, con La Bestia Assatanata impegnato a reggere tutti i brani sia in fase ritmica che, in particolare, in fase solista con delle soluzioni mirabolanti. Non contenti di avere a disposizione un chitarrista di tale caratura, Gli Atroci possiedono anche una sezione ritmica tutta d’un pezzo che, però, risulta in questo caso vagamente soffocata dalla produzione. Poco male, visto che i brani sono tutti divertentissimi e irriverenti verso i cliché del metallo (“Acciaio E Salsiccia”) e non solo (“Questo Amore E’ Come Un Cero”). Certo, Gli Atroci non vanno affatto presi sul serio e nemmeno loro cadono in questo facile tranello: l’umorismo presente a grosse manciate all’interno delle canzoni di “Metallo O Morte” non è mai fine a sé stesso e non rischia mai di stancare con banalità di natura sessuale (riferimenti a questo argomento sono comunque presenti, ma in nessun caso sono così espliciti) piuttosto che politica. Poi parliamoci chiaro: come si fa a non sorridere per la Rammstein-iana “Pennellen”, piuttosto che per l’inno à la Manowar “Acciaio E Salsiccia” o ancora per la parodia del power-fantasy dei Rhapsody ne “Il Drago Infuocato Del Bosco Incantato”? Impossibile resistere allo humour degli Atroci, veri e propri maestri che si destreggiano con mestiere e passione all’interno di un genere che smonta ogni cliché per ricostruirlo sotto un’ottica tutta da ridere. Concludendo, se non amate il sestetto della quinta dimensione, “Metallo O Morte” difficilmente vi farà cambiare idea, ma se vi piacciono, allora aggiungete questo nuovo pezzo alla vostra collezione perché credetemi, non ve ne pentirete affatto. Qui dentro ci sono tutti gli ingredienti che hanno fatto la storia degli Atroci: personaggi improbabili (“Radio Anguilla”, “Il Kappuccino”, “Ninna Nanna”), storie di vita vissuta (“Pennellen”, “Ora Basta”), interludi parlati (“Lavoro Infame”, “L’Inquilino Del Piano Di Sopra”) e tanta passione per il metal. Per tutti gli altri il mio consiglio è comunque di andarli a vedere dal vivo e, se vi piaceranno, il banchetto del merchandise sarà la vostra tappa successiva, visto che il disco è acquistabile solo ai loro concerti o tramite il loro sito. Ora scusatemi, ma devo andare a trastullarmi con il metallo…

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