Circolo Colony, Brescia – 29 Novembre 2014

Splendida serata al Colony di Brescia. Tre ottime band italiane per oltre due ore di grande musica dal vivo. E fortunatamente anche un caloroso pubblico accorso a sostenere gli Holy Shire, gli Stormlord e i Furor Gallico!

Photo report a cura di Federica Borroni

HOLY SHIRE
Difficile classificare il genere proposto dagli Holy Shire. La band milanese propone un mix tra symphonic metal, medieval folk, gothic e probabilmente qualcos’altro ancora!
Nella loro mezzora a disposizione, i nostri eseguono alcuni brani tratti dalla loro giovane discografia (un demo, un EP e un full length). Guidati dalla voce di Erika “Aeon” Ferraris, a tratti eterea, a tratti più graffiante, gli Holy Shire sono artefici di una buona prestazione, riuscendo a suonare al meglio i brani del loro debutto “Midgard”, uscito quest’anno per Bakerteam Records. Buon responso anche da parte del pubblico che sembra gradire la proposta variegata della band.

Setlist:

  • Prelude / Skyrim
  • Winter Is Coming
  • Bewitched (My Words Are Power)
  • Gift Of Death
  • Revenge
  • Moonrise

STORMLORD
Benché il pacchetto di questa sera offerto dal Colony sia di alto livello, la mia partecipazione è dettata per lo più dalla presenza degli Stormlord. L’extreme band romana ci impiega davvero poco a mettere a ferro e fuoco lo stage, proponendo prevalentemente i brani tratti dai due ultimi album, questa sera in particolare dall’eccellente “Mare Nostrum”.
Quando partono le prime note di Aeneas il locale si tinge di un’epica aura oscura. La band è ancora statica, con le maschere che coprono i volti di tutti i musicisti, ma l’energia sprigionata è già notevole. Anche il pubblico sembra sul subito ammaliato (forse anche dalla bella odalisca che fa il suo ingresso sul palco), ma avrà modo di scatenarsi già con la veloce e melodica Dance Of Hecate. Pubblico che, c’è da dire, finalmente partecipe e cazzuto anche con le (ottime) band di casa nostra.
Grandiosa l’orientaleggiante Legacy Of The Snake che fa scatenare il pogo grazie alle sue repentine accelerazioni. Sempre da “Mare Nostrum” viene ripescata Neon Karma, uno dei brani più catchy degli Stormlord che sa convincere anche dal vivo. Il brano più datato della serata è, l’ormai mitico, I Am Legend, che si abbatte con la sua furia dirompente sui ragazzi presenti al Colony.

Questo è ciò che siamo, questo è ciò che eravamo, questa è Mare Nostrum!!!

Al solito uno dei momenti più epici e intensi degli show degli Stormlord. Riguardando il video live di Mare Nostrum sulla pagina fecebook della band, mi è venuta ancora la pelle d’oca. Nient’altro da aggiungere.
In chiusura abbiamo il piacere di riascoltare My Lost Empire, uno dei brani più amati dall’ultimo “Hesperia”, caratterizzato dall’ottimo assolo del chitarrista Andrea Angelini, e l’inno Stormlord:

Raised by fire and thunder immortal he became
From the darkness of the night skies
The Stormlord will ride, ride again

Tutti a casa.

Setlist:

  • Aeneas
  • Dance Of Hecate
  • Motherland
  • Legacy Of The Snake
  • Neon Karma
  • I Am Legend
  • Mare Nostrum
  • My Lost Empire
  • And The Wind Shall Scream My Name
  • Stormlord

FUROR GALLICO
I Furor Gallico sono una band particolare. Attivi discograficamente fin dal 2008, benché abbiano avuto un’intensa attività live, i nostri hanno di fatto pubblicato un solo full length album (più un demo EP). In questi casi, il rischio di finire del dimenticatoio può essere alto. Ma non è così per i Furor Gallico che possono contare su una nutrita schiera di fedelissimi che supportano la band sempre e comunque.
D’altro canto, specie dopo una prestazione maiuscola come quella degli Stormlord, i Furor Gallico dimostrano di meritare ampiamente la fiducia dei propri fans, offrendo uno show convincente e altamente coinvolgente.
Fine dalle prime note dell’agguerrita Cathubodva, il pubblico ha modo di scatenarsi in cori, balli e in un pogo forsennato. E sarà praticamente così per tutti i brani tratti dall’omonimo debutto, tra cui la travolgente Curmisagios.
C’è anche spazio per i (per ora) tre brani inediti, vale a dire To The End, The Song Of The Earth e Nemain’s Breath. Ormai proposti già in diverse date, questi pezzi cominciano a entrare in circolo, facendo aumentare l’attesa per il nuovo disco (speranzosamente fuori nei primi mesi del 2015).
Uno dei momenti topici dello show è stato sicuramente durante l’esecuzione di Medhelan, uno dei brani più intensi dei Furor, cantato questa sera assieme Cristiano Borchi degli Stormlord. Ma è nel finale dello show che succede veramente di tutto!
Durante la riproposizione del classico La Caccia Morta si ha una vera propria invasione di palco da parte dei fans più accaniti che occupano praticamente tutto lo stage. Il brano viene quindi cantato da due fans con la band letteralmente accerchiata! Interessante anche la versione del classico zeppeliniano Immigrant Song, qui in una veste decisamente barbarica.
Lo show si conclude definitivamente con Banshee e, anche in questo caso, un ospite sul palco, Ark Nattlig Ulv, cantante degli Ulvedharr, che duetta insieme a Pagan. Ma i Furor richiamano anche tutti i ragazzi degli Holy Shire e degli Stormlord per il congedo definitivo dal Colony. Gran bel gesto e un po’ di sano cameratismo tra le band!
Ottima prova quindi da parte dei Furor Gallico, che ne approfittano anche per salutare il loro bassista Fabio, all’ultima esibizione col gruppo. Ora rimaniamo sintonizzati per avere al più presto notizie sul nuovo album.

Setlist:

  • Cathubodva
  • The Gods Have Returned
  • To The End
  • Venti Di Imbolc
  • Ancient Rites
  • Miracoulous Child
  • The Song Of The Earth
  • Curmisagios
  • Drum solo
  • Nemain’s Breath
  • Medhelan
  • La Caccia Morta
  • Immigrant Song (Led Zeppelin cover)
  • Banshee

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