Se è realistico parlare di una via italiana al folk metal, allora i Furor Gallico ne sono una delle sue espressioni più riuscite;la band, nata non più tardi di tre anni fa, è riuscita in brevissimo tempo a inanellare partecipazioni importanti sui palchi di bands del calibro di Haggard, Folkstone e Skyclad; abbiamo contattato Stefano e Becky, rispettivamente chitarrista e arpista della band brianzola, per un rapido excursus sulla band, sul debut appena uscito e sul Fosch Fest di Bagnatica che li vedrà protagonisti assieme ad Eluveitie e Folkstone.

Ciao ragazzi, benvenuti su heavy-metal.it; volete tracciare una breve storia della band?

intanto un saluto a te e ai lettori… la storia dei Furor Gallico nasce nel 2007 dall’incontro mio con Becky (arpa) e Melissa (ex-bassista). Tutti e tre avevamo in mente già da tempo di creare una folk metal band con veri strumenti folk, abbiamo coinvolto alcuni amici, cercato nuovi strumenti e alla fine ci siamo ritrovati in otto! In questo il fato ci è stato anche favorevole in quanto non è facile mettere insieme chi suona
arpa celtica, violino, whistle, bouzouki, ecc. comunque ci siamo riusciti e siamo partiti per il nostro viaggio che sta proseguendo con risultati soddisfacenti.

Come siete arrivati dal demo “Glorious Dawn” al full length album?

Beh, è stato un passaggio naturale direi… dall’uscita del demo siamo cresciuti molto, abbiamo composto nuovi pezzi e avuto nuove ispirazioni, ed è soprattutto la voglia di condividere insieme le idee e l’ispirazione musicale di ognuno che ci ha portato ad avere un buon numero di pezzi da includere in un full length; poi abbiamo avuto
la fortuna di avere tra le nostre file Merogaisus, che si è creato un piccolo studio di registrazione in casa ed ha fatto veramente un lavoro incredibile producendo un full lenght di ottima qualità (a nostro parere). poi abbiamo contattato Kris Verwimp (Arkona, Suidakra, Moonsorrow, ecc.) per il disegno della copertina, il nostro cantante si è prodigato per il lavoro sul resto dell’artwork ed ecco pronto il nostro primo Full Length.

I brani di “Glorious Dawn” sono stati tutti inclusi nel nuovo disco; a cosa è dovuta questa scelta? Non sarebbe stato preferibile inserire altri brani inediti?

La scelta di reinserire i brani della demo nel full lenght non è stata casuale: abbiamo deciso di riregistrare i pezzi del demo proprio perchè grazie allo studio di Merogaisus abbiamo potuto registrare tutto con una qualità nettamente superiore alla demo, ed è per questo che abbiamo ritenuto opportuno riregistrare ex novo i brani vecchi, che in effetti nel demo erano un pò “penalizzati” da una qualità sonora grezza. E poi abbiamo riarrangiato alcune parti, quindi in realtà i brani sono leggermente diversi da quelli del demo.

Quali sono le vostre maggiori influenze e quali invece i vostri tratti caratteristici, i punti di forza?

Le nostre influenze sono molto ampie e non solo di ambito folk metal. nel gruppo, ognuno di noi deriva da un background musicale diverso:chi dalla pura musica celtica, chi dal black metal, chi dal death, chi dal prog, ecc. questo per i primi tempi in cui suonavamo insieme forse è stato un pò uno scoglio da superare perchè, ovviamente, quando tutti vogliono dire la propria, è difficile mettere insieme 8 teste diverse.
Col tempo però abbiamo imparato ad assorbire ognuno la “musicalità” dell’altro e quello che all’inizio sarebbe potuto essere un problema, è diventato quello che considero proprio il nostro punto di forza; avere otto teste musicalmente diverse che riescono ad amalgamarsi, vuol dire creare un prodotto musicale originale.

Una delle vostre caratteristiche vincenti sono sicuramente i testi, che attingono a piene mani dalla tradizione e dalle vicissitudini storiche della vostra terra.

I testi traggono ispirazione da miti e leggende della nostra terra, dalle atmosfere celtiche di un lontano passato che cerchiamo di riproporre in chiave musicale metal.
Così c’è “Venti di Imbolc”, che parla del ritrovato spirito pagano della nostra terra, “curmisagios”, canzone festosa e birraiola in dialetto brianzolo, “Ancient rites”, ispirata a un ideale mondo celtico, “Medhelan” dedicata alla leggendaria fondazione celtica di Milano e “La caccia morta”, ispirata alla leggenda bergamasca della caccia selvaggia, di antica origine celtica. L’ispirazione a luoghi, atmosfere e storie che sentiamo più “vicine” è per noi importantissima!

In una formazione di otto elementi come la vostra gestire i processi di lavoro non deve essere cosa facile; puoi raccontarci come nascono i brani all’interno del gruppo?

Come già accennato prima, quello che sarebbe potuto essere un problema, è per noi un punto di forza. I nostri brani sono abbastanza diversi l’uno dall’altro, pur avendo uno stile generale riconoscibile: i brani vengono composti da tutti, ma a volte prevale più l’idea originale di ognuno di noi; i pezzi così hanno una varietà compositiva nella quale ognuno mette del suo.

Recentemente avete sorpreso tutti condividendo il palco con bands come Haggard e Skyclad. Quanto si impara in termini di esperienza a suonare con artisti di questo calibro?

Beh, sicuramente arricchisce e stimola molto e ti “mette alla prova” per confrontarti con un pubblico più numeroso e misurarti anche con la naturale tensione del momento. E’ stata sicuramente una bellissima esperienza, anche perchè a proposito delle band che hai citato, abbiamo avuto l’occasione per parlare e confrontarci realmente con i membri delle band, trovando persone veramente gentili e disponibili, felici di
darci consigli e aiuti per portare avanti la buona musica dell’underground. Con gli Skyclad è stata poi una serata divertentissima!!

Nel Nord Italia riuscite ad avere un buon seguito grazie ai vostri live acts molto coinvolgenti; tuttavia ho avuto l’impressione (magari sbagliata) che gli addetti ai lavori non sempre vi concedano uno spazio adeguato. Secondo te c’è un motivo per cui a differenza di altri paesi, il folk metal in Italia viene visto come un genere di nicchia? Fattori culturali alla base o mancanza di promozione/coesione della scena?

In Italia il metal in generale è di nicchia! C’è da dire che ultimamente il folk metal in Italia è un pò più seguito, il metallaro italiano ha sete di band nostrane e si sta iniziando a creare un discreto supporto per le band italiane…speriamo! Recentemente abbiamo suonato anche alla Fiesta Pagana in Svizzera e dobbiam proprio riconoscere che all’estero l’interesse per il folk metal è sempre maggiore e il modo di rapportarsi alle band, anche ad una band relativamente sconosciuta come noi, è tutto diverso! Speriamo allora che gli addetti ai lavori in Italia possan
prendere esempio dall’estero!

Un rapporto molto stretto vi lega ai bergamaschi Folkstone e proprio come loro (e altre bands) vi caratterizzate per l’utilizzo di parti cantate in italiano. E’ un tentativo di sperimentare nuove forme espressive o il modo più diretto per trasmettere i messaggi delle vostre lyrics?

Beh, siamo buoni amici dei Folkstone e abbiam suonato molto insieme e in questo ci hanno aiutato tanto, soprattutto nei primi concerti quando è effettivamente dura farsi conoscere.
Sì, anche noi come loro in alcuni pezzi utilizziamo il cantato in italiano, ma non tanto come sperimentazione, quanto come lingua naturale che esprime il tema che trattiamo e che meglio si adatta all’atmosfera della canzone. Alcuni pezzi sono in inglese, mentre brani come la caccia morta (una leggenda bergamasca) o medhelan (che parla della fondazione di milano) sono più autentiche in italiano! Per non dimenticare poi Curmisagios che è proprio in dialetto…

Dietro la musica dei Furor Gallico c’è una filosofia di vita, una visione del mondo o è solo una connotazione estetica?

Beh, chi più chi meno, tutti nel gruppo viviamo la nostra musica e d’estate siamo sempre in giro per feste celtiche… ovviamente non siamo estraniatidal mondo eh eh eh… viviamo sempre nel 2010 e non andiamo in giro a fare gli invasati che professano paganesimo o cose simili. però siamo comunque legati a questo tipo di filosofia.

Immagino che per l’immediato futuro abbiate in programma un intenso tour a supporto del disco e in particolare una data a Bergamo in compagnia di Eluveitie e Folkstone…vuoi parlarcene?

Abbiamo diverse date in programma e speriamo di trovarne ancora di più. il 31 luglio come hai detto suoniamo al fosch fest a Bagnatica con eluveitie e folktone. Anche se è già uscito, quella sarà la presentazione ufficiale del nostro album. siamo contenti che sia nato questo bel festival dedicato al folk metal, ci voleva una ventata di aria fresca che smuovesse un pò le acque. Speriamo che il pubblico reagisca positivamente e supporti questo tipo di iniziative. se vogliamo che
la musica rinasca in italia, dobbiamo essere noi per primi a creare un vero supporto. Per il resto, dal punto di vista dei live, siamo in contatto con degli organizzatori nelle marche; a settembre riproporremo al teatro aut off di milano lo spettacolo dell’Amleto che abbiamo già inscenato a Novara e Gattinara; il 29 agosto saremo al Viadana Open Air, festival di tre giorni che consiglio caldamente per la bella location, per l’ottima accoglienza e ovviamente per l’ottima musica… come dicevo prima è importante supportare chi si sbatte per creare eventi interessanti.
Poi posso anticiparti che stiamo iniziando a muoverci per registrare il nostro primo videoclip (la canzone non la dico, resta una sorpresa).
Per il resto rimando ad aggiornamenti futuri.

Ok ragazzi, grazie per l’intervista, un saluto da parte dei lettori e dello staff di heavy-metal.it! Vi lasciamo uno spazio per aggiungere tutto quello che volete.

Grazie a te e a tutto lo staff per l’opportunità di far sentire la nostra voce. Un grazie particolare ai lettori che hanno avuto la voglia di leggersi
tutta questa trafila, eheh…se volete conoscere meglio la nostra musica seguiteci sul nostro myspace e se volete supportarci ulteriormente potete contattarci per avere il nostro album. Ancora grazie a tutti, vi aspettiamo ai nostri concerti! alla prossima!

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