Rimango sempre più impressionato da quanti gruppi validi sia popolata l’Italia, molti dei quali vengono puntualmente snobbati, e poi si “fugge” all’estero per avere un contratto e per farsi conoscere. Se questo è il prezzo da dover pagare ben vengano le etichette estere! E si perchè questi Frozen Tears, giunti al secondo album per la brasiliana MegaHard dopo l’esordio “Mysterious Time”, sono un gruppo di indubbio valore.
Cercate un gruppo con tanta potenza e che vi faccia scuotere la testa? Se la risposta è affermativa i Frozen Tears sono il gruppo che fa per voi. Dalla copertina mi aspettavo un gruppo power/prog ma niente di più sbagliato.
Il gruppo ci riporta indietro di una ventina di anni mischiando Judas Priest, Helloween e Gamma Ray in una miscela esplosiva e con una produzione impeccabile, se adorate Painkiller dei Judas Priest e Walls Of Jericho degli Helloween allora potete capire facilmente cosa troverete in questo disco. Il cantante Alessio Taiti è ispiratissimo da Rob Halford e da un Kai Hansen degli esordi con eccellenti risultati.
Tutte le canzoni si mantengono su livelli altissimi di potenza, aggressività e melodia e nonostante sia presente un tastierista in formazione, di sinfonico non c’è nulla. Le chitarre sono in assoluto le protagoniste con riff incisivi e graffianti, mentre le tastiere sono “relegate” ad un puro sottofondo che conferiscono alle canzoni una certa compattezza e ricercatezza nei pezzi e la sezione ritmica è sempre molto precisa.
Cito tra le canzoni più aggressive “Walking Through My Dreams” insieme a “The Mad And The Sad” e “A Great Day” (a tratti thrash) che vi scuoteranno il capo senza che neanche ve ne accorgiate!
“A Loosing Game” è più ispirata agli Iron Maiden mentre “Jail Of Pain”, “The Flame Of Hate” (in cui il cantato è meno aggressivo) e “The Last Storm” sono più power, ma non quello odierno tanto di moda semmai quello degli esordi dei Gamma Ray. L’unica canzone più sinfonica, anche se solo in alcuni momenti, è la conclusiva Angel’s Cry.

Ci tengo a far presente che in quest’album non c’è nessuna ballata o lentone, anche se l’ultima traccia tra tutte quelle proposte ha dei momenti più rilassati. Album decisamente consigliato per chi vuole sentire potenza e aggressività ed è stufo del power modaiolo di adesso. Un’ottima band sotto tutti i “punti di ascolto”.
Magari dateci un ascolto preventivo ma sono sicuro che dopo acquisterete l’album.

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