Frank Marino e’ sicuramente uno dei migliori chitarristi che mi sia capitato di ascoltare, con i suoi Mahogany Rush ha scritto grandi pagine di musica e influenzato intere schiere di musicisti, lui e’ un personaggio veramente interessante (come leggerete di seguito), noi di Heavy-Metal.it lo abbiamo contattato e lui si e’ dimostrato subito disponibile e gentile. Di recente e’ stato pubblicato un nuovo live ad opera di Frank Marino & Mahogany Rush, intitolato semplicemente “RealLIVE!”; la dimensione live e’ quella dove Frank da mostra della sua incredibile varieta’ artistica, tanto hard rock misto a blues, soul, jazz e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Di questo, della sua passione per Hendrix e di altro ci ha parlato…

Ciao Frank! Abbiamo recentemente recensito il tuo ultimo live “RealLIVE!” e lo abbiamo trovato eccellente come al solito, raccontaci qualcosa di questo disco e di come sei sempre riuscito a suonare cosi bene in tutti questi anni.
Non lo so, veramente. Faccio solo quello che ho sempre fatto fin dagli inizi della mia carriera, tutto mi viene in modo estremamente naturale. Non faccio mai pratica o cose simili. La registrazione di “RealLIVE!” e’ tratta da uno dei tanti concerti che abbiamo fatto lo scorso anno, e’ un live molto accurato e rispecchia perfettamente come suoniamo dal vivo, per questo lo preferisco ai miei precedenti live.

Tu hai scritto molte pagine della storia del rock, cosa ci puoi dire dell’evoluzione della tua musica in questi anni? E sulla scena rock in generale?
Beh, mi piace pensare che le mie doti si siano evolute nel corso del tempo, ad esempio ora uso molte piu’ variazioni jazz che mai in passato, ma rimane la mia passione per le vecchie partiture psichedeliche. Suppongo pero’ che io mi sia sviluppato piu’ sul blues, del resto il nostro gruppo incorpora molte influenze al suo interno, una cosa strana per una rock band.

Tu hai origini italiane, come si evince dal tuo cognome, c’e’ qualcos’altro oltre questo di italiano in te?
La mia nazionalita’ e’ canadese ma le mie origini sono italiane. La famiglia di mio padre era nativa di Marsala (in Sicilia), io parlo anche un po’ di italiano, anche tutti i miei migliori amici hanno origini italiane, e TUTTI loro parlano perfettamente l’italiano!
Essere italo-canadese e’ molto differente dall’essere italo-americano… noi manteniamo moltissime vecchie tradizioni, viviamo il piu’ possibile vicini fra noi, mangiamo le stesse cose, ci piacciono gli stessi sport e spesso festeggiamo per le strade durate le ricorrenze tradizionali durante l’anno, magari saranno diverse rispetto a quelle italiane o siciliane, molti amici mi hanno detto che siamo “arretrati” rispetto all’Italia di oggi, diciamo che siamo rimasti agli anni trenta o quaranta come tradizioni. Io amo le mie origini, la loro storia e cultura, cerchero’ in ogni modo di mantenerle anche per i miei figli.

Domanda classica, quali sono i tuoi progetti per il futuro? Avete pianificato concerti? Sara’ possibile per noi vedervi in Italia?
Quest’anno verremo in Europa. Tutto quello che so e’ che saremo in Inghilterra in luglio e agosto, mi hanno anche detto che sperano di organizzare altre date in giro per l’Europa ma non c’e’ nulla di confermato attualmente. Sinceramente spero che l’Italia sia uno di questi posti, ma a noi servono delle offerte dai promoters locali (chi ha orecchie per intendere… ndr). Non abbiamo mai suonato da voi nemmeno quando sono venuto in Europa in passato. Semplicemente non abbiamo mai avuto offerte. (e qui mi verrebbe da imprecare contro i nostri promoters ma mi trattengo… ndr).

In passato in molti ti definivano come l’Hendrix bianco, hai suonato e suoni diverse canzoni scritte dal grande Jimi, come mai questa tua grande passione per questo storico chitarrista?
Beh, i penso che e’ stato il piu’ influente chitarrista elettrico nella storia della musica. Ho sempre amato il suo lavoro, e’ anche vero che mi piace un sacco di altra musica allo stesso modo. Ho solo cercato di comprendere quello stile chitarristico, e penso di esserci riuscito.

In tutti i concerti dei Mahogany Rush possiamo ascoltare lunghe escursioni musicali che si muovono attraverso molte influenze, dal jazz al blues, al rock fino all’hard rock e oltre. Come riuscite a mixare tutte queste componenti nella vostra musica? Penso che non sia una cosa tanto semplice da realizzare mantenendo comunque una identita’ ben precisa.
Per me e’ tutto molto molto naturale. Sono stato influenzato da tanti grandi musicisti e songwriters. Quello che viene fuori e’ una combinazione di tutto quello che ha contribuito a formarmi musicalmente, poi fondamentalmente utilizziamo molto tempo in jam session… questo spiega anche perche’ c’e’ cosi’ tanto jazz nella nostra musica.

Tu sei definito come un “guitar hero”, io penso pero’ che questa definizione sia differente per te rispetto a quanto significa per molti chitarristi moderni definiti allo stesso modo. Troppo spesso i chitarristi moderni sono solo velocita’ e’ cascate di note prive di feeling e “cuore”. Tu sei differente, nel tuo modo di suonare la tecnica arriva insieme alle emozioni ed al feeling..
Io penso che qualcuno che suona senza queste emozioni, anche quando suona in modo incredibilmente veloce, non e’ molto lontano dall’essere un gran bravo dattilografo (e qui ci vorrebbe un applauso… nrd). Ci sono persone in grado di scrivere un racconto dattilografando 180 parole al minuto, questo non significa pero’ che scrivano belle frasi nel loro libro, oppure una buona storia. L’abilita’ tecnica e’ sopravvalutata. Tu non ne hai davvero bisogno per suonare, basta che pensi ad Hendrix per tornare a quanto dicevamo prima. Sicuramente lui non sarebbe il meglio a seconda degli odierni standard tecnici, tuttavia la maggior parte dei “monster players” moderni lo considerano comunque il migliore di sempre. E’ qualcosa che riguarda semplicemente le idee e il feeling.

Frank, quali sono i tuoi musicisti preferiti di sempre e perche’? E chi segui, se lo fai, oggi?
Hendrix, Winter, i Beatles, gli Allman Brothers, Quicksilver, I Doors… e poi gente tipo Coltrane, Charlie Parker, George Benson e tutti i jazzisti di questo livello. Poi adoro i bluesman come Dr. John e la musica swing come quella di Count Basie. Mi piacciono tutti loro perche’ hanno feeling, fanno musica vera per quello che mi concerne. Noterai che non sono certo simili fra loro, io amo la varieta’. La musica di oggi non e’ poi cosi diversa penso, e’ solo molto piu’ prevedibile. In effetti non ti saprei dire qualche nome in particolare, non ne ascolto molta… mi spiace.

Ok Frank, abbiamo finito, chiudi questa intervista come meglio credi. Grazie mille e speriamo di divertirci presto con altra musica firmata da un artista fantastico come te. Ciao!
Io posso solo ringraziare te e tutti i lettori per l’interesse. Spero vivamente di vedervi un giorno in Italia… magari quest’anno! (e lo speriamo anche noi… ndr)

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