E’ innegabile come negli ultimi anni i FolkStone abbiano aumentato notevolmente il loro peso specifico nelle scena rock/metal italiana. La musicista e cantante Roby ci svela i segreti del nuovo attesissimo album “Oltre… L’Abisso”.

Ciao Roby, benvenuta su heavy-metal.it! Puoi introdurre l’album ai nostri lettori? Come è nato, che differenze ci sono rispetto agli altri dischi?
Quest’album continua la linea tracciata da “Il Confine”, nel senso che è un po’ il frutto di quello che stiamo vivendo, di quello che abbiamo fatto fin ora. È un po’ il frutto dei nostri gusti che magari sono cambiati o si sono allargati…fondamentale c’è poi sempre la voglia di sperimentare: in questo disco abbiamo un po’ sperimentato altre sonorità, introducendo delle novità… Questa, diciamo, è la linea di base.
Come per “Il Confine” abbiamo trattato delle tematiche che ci appartengono, o qualcosa che magari ci ha colpito o ancora delle storie particolari che abbiamo vissuto.
Questo è “Oltre…L’Abisso”. Siamo noi…più grandi! Non più maturi ma più grandi (ride, ndPerf)!

Qualche ospite esterno ha collaborato sul nuovo album?
Sì. Abbiamo avuto il piacere di avere con noi Chris Dennis (ex Nomadi, ndPerf) e Fidel Fogaroli (ex Verdena, ndPerf), che anno suonato rispettivamente violino e piano. Questa collaborazione è nata un po’ per caso…nel senso che abbiamo scritto dei pezzi che richiedevano appunto violino e piano, e abbiamo pensato a chi potesse rappresentare al meglio questi brani adattandoli al nostro stile. Abbiamo avuto quindi la possibilità di contattare Chris Dennis, che fortunatamente è stato gentilissimo e ci ha dato la sua disponibilità; oltretutto è stato un onore che abbia collaborato con noi, visto che siamo cresciuti coi Nomadi. Fidel Fogaroli è anche lui della nostra città ed è un super musicista e quando ha accettato è stato per noi un piacere enorme. Questi sono gli ospiti dell’album.

Mi sembra che le liriche del nuovo disco siano molto più cupe rispetto al passato, quasi pessimiste. Sei d’accordo? Se sì è un qualcosa figlio dei tempi che corrono?
Più che pessimista direi che c’è un po’ più una vena malinconica… Ed è un po’ dovuto al momento che stiamo vivendo, a questi cambiamenti avvenuti nel Paese, a quello che sta accadendo, ma anche a nostre esperienze personali; quindi è un po’ un mix di tutto questo. Col tempo vengono poi fuori diversi aspetti personali e probabilmente in questo momento siamo un po’ più sul malinconico rispetto agli inizi quando c’era la carica dell’essere “giovani”, con la voglia di iniziare con una spinta di fresco e di nuovo, di allegria e di voglia di spaccare. Con gli anni poi incominci a guardare le cose sotto altre prospettive…è anche un riflesso della nostra vita che è venuto fuori in questo modo più malinconico.

I testi le segue unicamente Lore? Anche in questo caso c’è una maturità notevole a livello puramente espressivo.
Di solito siamo io e Lorenzo che scriviamo i testi. Ti ringrazio per il complimento! In realtà non ci siamo preposti nulla, nel senso che non abbiamo pensato a cosa del tipo “oddio, adesso devo scrivere un testo con questa forma, piuttosto che un’altra”. È stata una cosa abbastanza istintiva…se mi veniva in mente un tema o un personaggio provavamo a scrivere una sorta di testo di prova e poi da lì studiavamo tutte le sfumature del caso ma in maniera del tutto naturale. Poi magari c’è stata anche una voglia di cambiare un po’ stile ma senza strafare, senza fare chissà cosa: essere noi stessi ma senza dover parlare per forza delle solite cose e di porci in modo diverso.

Nel corso di album in album avete avuto sicuramente una crescita musicale. Sei d’accordo? Come siete cambiati lungo gli anni sia come musicisti che come persone? Sul palco mi sembrate bene o male sempre gli stessi.
Fondamentalmente siamo sempre i soliti (ride, ndPerf)! Siamo sempre noi. Quello che ci piace è fare musica, sia in studio ma soprattutto live…quindi lo facciamo in modo davvero spontaneo. Non ci facciamo troppi problemi su quello che possiamo scrivere e raccontare o sul comportamento da tenere durante il live…quello che ci viene da fare lo facciamo! Quindi nei concerti siam sempre quelli perché per noi è un fatto fondamentale il rapporto con i ragazzi del pubblico; sono loro che ci danno la carica e che ci fanno finire un concerto con l’adrenalina e la voglia di andare sotto con loro a festeggiare. Questa per noi è una cosa importantissima e non cambierà mai perché ci dà la forza di continuare a fare quello che facciamo. Facciamo tutto perché ci piace: siamo sensibili, siamo passionali e di conseguenza non abbiamo mai amato cose artefatte.
Tornando alla domanda, sì, c’è stata una crescita, nel senso che se magari i primi due album sono nati quasi per gioco, con “Il Confine” e “Oltre… L’Abisso” la cosa è stata un po’ più curata in termini di produzione, di arrangiamento… In “FolkStone” c’erano dei pezzi che finivamo addirittura in studio…mentre ora abbiamo le idee più chiare e un lavoro programmato. La crescita è stata questa.

Parlaci del brano Mercanti Anonimi? Finalmente riusciamo a sentirti per bene anche su disco!
È nata un po’ per caso: Mauri ci aveva mandato la bozza della musica e io e Lore abbiamo studiato le parti vocali, abbiamo fatto un po’ di prove. Su questo album abbiamo voluto un po’ sperimentare, inserendo ogni tanto delle cose un po’ diverse dal solito (alcune non andate a buon fine)… Per questo brano ci è venuto in mente di fare una specie di botta e risposta e ci è piaciuto come sonorità così abbiamo poi messo il testo per vedere se ci stava bene. Alla fine il tutto è venuto in linea con quello che avevamo in testa e quindi l’abbiamo tenuto così. È stato un po’ casuale…della serie: proviamo un qualcosa di nuovo!

Avete inserito anche la cover di Tex, che per altro avevate già suonato dal vivo. Si discosta un po’ dalle tematiche del resto del disco, come mai l’avete scelta, è un pezzo importante per voi?
Sì, è vero, si discosta un po’ dal resto, però l’abbiamo sempre sentita molto vicina a noi, sia come tematiche che come sonorità e non a caso l’abbiamo scelta come cover. In più mi è sempre piaciuta molto anche dal vivo e, visto che prendeva bene, abbiamo deciso di riproporla anche nello studio album. Come testo lo sentiamo molto vicino, l’abbiamo scelta anche per quello.

Come nasce generalmente un vostro pezzo, come fate a lavorarci su, visto che siete quasi una decina!?
Per la musica se ne occupano Lore, Mauri e Yoni, il nostro produttore artistico storico (Yonatan Rukhman, ndPerf), che ha lavorato anche su questo album. Sono quindi loro tre che scrivono la musica. Per i testi ci siamo io e Lore. Tra l’altro per questo disco ha collaborato per un pezzo anche il nostro chitarrista Luca. Quindi sono queste le “teste”. Poi ovviamente gli altri musicisti intervengono con delle loro idee, visto che poi devono suonare dal vivo, dando un loro tocco all’interno del brano.
Il pezzo nasce da un’idea che può avere Mauri, Lore o Yoni, e non è detto che sia per forza una linea di cornamusa o arpa, ma può nascere anche da un giro di chitarra…parte da input casuali, ci si manda il pezzo tramite mail e poi ci si ritrova e si ascoltano le varie idee e da lì si comincia a lavorare fino a che nasce il tutto. È un po’ un parto!

Parlami anche della copertina, molto particolare… voi impiccati e un untore…
Abbiamo pensato di ritrarre noi impiccati per mettere in evidenza il fatto che nella vita ci sono tante prove, tante difficoltà ecc… ma l’importante per noi è sempre continuare a fare quello che ci piace, anche nei momenti difficili, trovando la forza di andare avanti. Noi siamo lì impiccati perché la vita ci sta tendendo trappole a destra e a sinistra ma noi, come si vede nel disegno, continuiamo a giocare a carte, continuiamo a bere e a fare i nostri spettacoli… Il senso è quindi quello di continuare e vedere come va… Bisogna prendere un po’ tutto quello che la vita ti riserva, accettandolo così com’è… L’untore della peste è una maschera un po’ inquietante, ma al contempo anche ironica…ci piaceva questo mix che racchiude tutto e rappresenta un po’ il nostro prendere la vita in modo sarcastico e ironico. È la vita stessa che ci guarda da questo occhio un po’ dualistico.

L’altra novità per “Oltre… L’Abisso” è la versione in vinile.
Esatto! In realtà l’avevamo fatto anche per qualche copia di “FolkStone”, il primo album… Nel corso degli anni ci sono stati molti ragazzi che continuavano a chiederci un’edizione in vinile dei nostri album. Quindi l’abbiamo fatto come un qualcosa in più per soddisfare i nostri fans. Sembriamo stronzi ma in realtà ascoltiamo tutti (ride, ndPerf)! Abbiamo pensato a una cosa fatta bene, con una particolare cura e disponibile solo in prevendita (ora le copie in vinile sono esaurite, ndPerf).

Ora se non erro avete una data di chiusura e poi il nuovo tour coi nuovi pezzi inizierà al Live Club di Trezzo. Puoi darci qualche anticipazione? Quali sono i pezzi nuovi che sicuro non mancheranno?
In realtà anche volendo non potrei darti alcuna indicazione perché non abbiamo ancora deciso la nuova scaletta che proporremo al Live Club. Il 2 novembre è l’ultima data in cui proporremo il vecchio repertorio e a mezzanotte saranno disponibili le primissime copie del nuovo album per festeggiarne l’uscita assieme ai fans. Il 21 al Live Club ci saranno delle sorprese che stiamo preparando per questa data di apertura del nuovo tour. Non posso dirti nulla di preciso ma la scaletta ovviamente sarà incentrata sull’album nuovo.

Nel nuovo album riproponete il pezzo Respiro Avido già presente nel vostro primo DVD. Vorrei chiederti che esperienza è stata per te registrare un DVD di un concerto intero e molto lungo. Non capita spesso tra le band italiane.
È stata un’esperienza pazzesca perché ovviamente non l’avevo mai fatto…. All’inizio avevamo addosso una tensione spaventosa…un conto è suonare ad un normale concerto, un conto è sapere che hai le telecamere che ti riprendono e che fanno aumentare la tensione che già hai in contesti normali. Però è stato bello perché dopo un paio di pezzi ci siamo sciolti completamente e non abbiamo pensato più alle telecamere, alle registrazioni ecc…quindi è stata come una festa grande, un concerto con tantissime persone che ci davano la carica…è stava veramente un’esperienza positivissima!

L’intervista è finita. Chiudi pure come preferisci
Innanzitutto ringrazio te per questa bell’intervista, ringrazio tutti quelli che la leggeranno…chiedendo pietà! Spero di aver detto cose sensate!
Vi aspettiamo tutti il 22 novembre al Live di Trezzo per festeggiare il nuovo album!

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