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Una doccia veloce, un velo di trucco per sembrare carina e di corsa in macchina con i due amici di battaglia in compagnia di un vecchio cd dei Whensday13 nel lettore radio per animare la serata e cambiare un attimo il piglio e nel giro di meno di venti minuti di strada rieccomi a oltrepassare l’ingresso del locale di paese, come avviene in queste occasioni di importanti concerti.
Dopo il primo capitolo consumatosi a Trezzo sull’Adda, che ha aperto il tour denominato “Il Confine” degli ormai pluri celebrati FOLKSTONE, hanno toccato come ogni anno di consueto la tappa del Tempo-Rock di Gualtieri sabato 31 marzo 2012. All’ingresso come sempre, quasi come ad attendermi il mio amico di “merende” Yuri, che balbettando qualcosa di incomprensibile perchè era di fretta, mi consegna accredito e photopass e mi biascica un “Ci vediamo dentro”. Quest’ultima frase ha creato scompiglio interiore perchè già mi immaginavo il caos e come volevasi dimostrare quando mancano solo cinque minuti alle 22.45, il locale brulica già di gente che aspetta pazientemente di vedere il concerto. Perciò sigaretta veloce, macchina fotografica alla mano riesco ad arrivare in seconda fila.
Finalmente dopo un quarto d’ora di attesa, eccoli che escono con tutta la loro imponenza ed energia che si può respirare non appena senti all’unisono il suono potente e magico delle cornamuse che intonano il primo brano di una lunga serie di ben ventuno tracce ricche di interventi e di cambi di strumentazione, tra cui anche l’esecuzione di alcuni brani del nuovo disco uscito il 16marzo 2012.

LA SCALETTA:
01.Il confine
02.Grigie Maree
03.Non Sarò Mai
04.Alza Il Corno
05.Simone Pianetti
06.Anime Dannate
07.Terra Santa
08.Ombre Di Silenzio
09.Anomalus
10.Omnia Fert Aetas
11.Nebbie
12.Folkstone
13.Frerì
14.Frammenti
15.Un’Altra Volta Ancora
16.Whiskey In The Jar
17.Luna
18.Passo
19.Nell’Alto Cadrò
20.In Taberna
21.Roccie Nere

GLi otto musicisti longobardi capitanati da un Lorenzo in ottima forma, aprono il loro secondo concerto dell’anno con appunto la canzone “Il confine”
Al terzo brano di battaglia ovvero “Non sarò mai”, gli spettatori non ce la fanno più, non resistono e qui si scatena l’inferno tra pogo, headbanghing e le strofe della canzone cantata a sqaurciagola e pugni alzati. Grazie allo spostamento di alcune persone infastidite (non si capisce per quale motivo) dal movimento che c’era due file indietro, riesco furtivamente a piazzarmi davanti proprio in primissima fila e finalmente posso dare sfogo nel fleshare tutti i componenti della band.
In prima fila tutto si trasforma completamente, quasi cullata dal pogo che si scatenava dietro, la mia mente si è azzerata totalmente mentre ascoltavo Lore che intratteneva la sua folla a mo di cantastorie tra un brano e l’altro in un viaggio affascinante fatto di storia pagana, culture folkloristiche e pura poesia.
Un concerto che, come ogni anno, vede una delle date più importanti del TempoRock tra tutti i suoi eventi, questa band richiama persone di tutte le età a partire da una famiglia intera mamma, papà e due figlioletti al seguito di cui uno nel passeggino presente ai lati del palcoscenico, alcune coppie di una certa età e ovviamente i giovani del domani. I Folkstone riescono ad unire ancora i valori della musica che si trasforma al richiamo di due semplici regole che fanno dei Folkstone la punta di diamante: LIBERTA’ e il NON ESSERE SCHIAVI DEL FACILE.

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