I greci Firewind si stanno costruendo uno zoccolo duro di fan maturato negli otto anni di attività, nei quali hanno pubblicato ben sei album e numerosi riconoscimenti e di recensione e di fama, nonchè svariate collaborazioni. A distanza di due anni tornano nei negozi giusti giusti per il periodo natalizio, periodo che è noto essere ricco di uscite discografiche.
Il nuovo Days Of Defiance non si discosta granchè dai predecessori, fatto questo sia positivo che negativo.

Positivo perchè è indubbiamente un buon lavoro, ricco di riff graffianti, melodie accattivanti, coretti da concerto, con una grande prova di tutti i musicisti. Il nuovo lavoro è quindi un album che piacerà certamente ai sostenitori del gruppo greco, ma che avrà come effetto quello di mantenere solo lo zoccolo duro. Negativo invece perchè si rischia di essere sempre uguali a sè stessi; non rinnovandosi (cosa non necessaria per carità), non cercando nuove soluzioni, il difetto maggiore potrebbe essere quello di rimanere ancorati a delle soluzioni cui ci hanno già abiuati, e alla lunga potrebbero stancare.
Nel complesso siamo di fronte ad un album godibile nell\’insieme, magistralmente composto e suonato senza sbavature: sempre ottimo Apollo Papathanasio, così come sempre ben riusciti i soli dell\’ormai noto Gus G., sostenuti da un\’efficace sezione ritmica. Un album a conferma della meritata fama del gruppo greco.

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