“Five Shots From Underground”: Cinque domande Cinque al Top Demo di Heavy-Metal.it !

Salve ragazzi, raccontateci la vostra storia e presentate il gruppo.
Ciao cari, sono Marco il cantante mascherato, v’incollo la Bio, che famo prima:
«I FearyTales sono una band piuttosto atipica, propongono infatti un metal di matrice classica con qualche influenza più moderna, sin nell’ambito della musica estrema. In tal senso si orientano anche linee vocali che includono clean, growl e female vocals. Si tratta di Feary-Metal. La band chiamata originalmente Overdrive è nata negli anni 90 lavorando a cover e pezzi propri negli scantinati di uno stabile in centro a Torino. Dopo molti live ma nessuna incisione e dopo aver subito diversi cambiamenti di line-up, la band ha mutato il proprio nome in FearyTales e ha ricominciato la propria attività con nuovi brani e alcuni nuovi componenti (restano solo il batterista ed i due chitarristi dei “fondatori”), mantenendo comunque la propria ispirazione nell’ambito della heavy music (heavy, thrash e death metal), unitamente alla cura particolare delle lyrics. Sono già stati scritti otto pezzi originali, di simile (e varia) natura e ispirazione, tre dei quali, intitolati Tension, NightTime ed Evil (usciti su compilations quali Music Against Itself.2 e .3 e Estreme Music Aggression vol. 1), sono raccolti in questo Promo CD autoprodotto. L’aspirazione e l’obiettivo della band è quello di realizzare un album full-length al fine di diffondere adeguatamente ed efficacemente il Feary-Metal. It’s only… FearyTales! P.S. FearyTales (traducibile come “Racconti di Paura”) è un gioco di parole che riprende la locuzione inglese Fairy Tale (“Fiaba”)».
Questa definizione è stata oggetto di qualche polemica da parte di qualche recensore (ora mi viene in mente però solo quello di Eutk) forse più attento alla “collocazione discografica e di genere” in stile Maionchi che alla “ciccia”, cioè alla musica, che dovrebbe essere il vero oggetto di interesse. Il nostro stile in effetti è un po’ strano, non è che pur avendo due voci si somigli né a Lacuna Coil o simili, né a gothic metal band, quali Theatre Of Thragedy, Draconian o simili, e neppure si fa, evidentemente, “musica estrema”: in fondo noi si propone un metal di matrice classica, con qualche influenza più attuale, come ad esempio, dall’ambito della musica estrema, il cantato in growl, da cui di fatto proviene. Un recensore (di Benzoworld, mi pare) notando i nostri “esperimenti” e commistioni ne ha elogiato la non forzatura, cioè la spontaneità e la naturalezza: e questo credo sia uno dei complimenti migliori, oltre ad aver secondo me centrato il bersaglio.
Ciao amici metallozzi, sono l’altro Marco del gruppo, il chitarrista.
In maniera molto sintetica posso dirvi che la storia della band, iniziata ormai 15 anni fa, è sempre stata una lotta per conciliare la voglia di suonare con gli impegni di studio e di lavoro e lo sforzo di trovare nel nostro amato Piemonte dei locali che “osassero” far suonare dal vivo una metal band con canzoni originali e non la solita cover band (con rispetto parlando). La tanta passione che anima noi 6 testardi del metal ci ha portato a registrare i primi 3 brani a nostre spese. Attualmente stiamo preparando la registrazione di altri tre brani che speriamo di riuscire a completare in settembre.

Su cosa basate principalmente i vostri pezzi e quali sono i vostri punti di riferimento?
Marco Chiariglione – cantante mascherato :-): Ascolto musica metal da quando sono un ragazzino, avevo 12 anni, e ora che un ragazzino non sono più continuo, alla tenera età di 33 anni, a coltivare decisamente questa passione: suono con la band, scrivo report e recensioni per una webzine, ma soprattutto ascolto tanta musica tutto il giorno, di tutti i generi, dall’ambient all’estremo, da Loreena McKennitt ai Napalm Death: ecco quindi punti di riferimento (non solo quei due, leggete bene! :-), da cui parto per scrivere le melodie vocali che curo per la band. Forse anche perciò si trovano spesso mescolate alla rinfusa alcune parti vocali particolarmente melodiche ad altre decisamente efferate in growl… :-). Poi non si dimentichino i fondamentali contributi della cantantessa Erica Baldini (unica cantante sopravvissuta della line-up della registrazione), assolutamente determinante per la definizione dei brani e in generale della nostra proposta musicale.
Marco Fontana – chitarrista: La composizione dei pezzi nasce spesso da uno stato d’animo e l’ispirazione viene filtrata decisamente dalla musica dei gruppi che preferisco oggi (Children of Bodom, In Flames, Testament) o di quelli con cui sono cresciuto (Metallica, Megadeth, Pantera, Iron Maiden). Questo primo processo porta alla creazione della prima bozza di un brano (un paio di minuti di musica) su cui poi si lavora tutti insieme con tagli, aggiunta di nuovi riff, modifiche varie e stesura delle linee vocali.
Il risultato? Dicono che assomigliamo agli Iron Maiden… credo che questa cosa mi farà venire l’ulcera!
Marco Chiariglione – cantante mascherato :-): I testi delle canzoni sono un elemento cui confesso di dedicare estrema attenzione, cura e importanza, forse per deformazione professionale (mi occupo di cose “letterarie”). Il tema di Evil e NightTime sostanzialmente è il capovolgimento del rapporto Luce/Buio, in un senso destabilizzante che si riflette su ogni cosa, per cui tutto quello che si è sempre creduto buono in realtà non lo è affatto, e viceversa, sia a livello umano e “sociale” sia soprattutto in quello dei sentimenti. Il “messaggio” da sfottuto grillo parlante sarebbe quello dell’utilità di cambiare prospettiva rispetto a quella comunemente riconosciuta, per scoprire qualcosa di nuovo, anche se terribile, cioè che tutto quello che si è sempre creduto buono, luminoso e giusto in realtà è una menzogna, anzi, è addirittura il suo contrario. Questo tema è quello che ispira variamente anche i testi degli altri nostri cinque pezzi già pronti ancora da registrare. Tension si ispira al sentimento di patetica frustrazione che scaturisce dall’impotenza di raggiungere l’obiettivo (si potrebbe dire, in qualche modo, la “salvezza”), derivante dall’imperfezione della natura umana e dalle dinamiche dell’esistenza e della convivenza sociale.

Cosa non vi piace del metal in Italia e cosa cambiereste?
Marco Chiariglione – cantante mascherato :-): Il metal ha il suo naturale riferimento nel mercato discografico, che io peraltro avverso profondamente per motivi ideologici: come si può far mercificio dell’arte? Come si può dare un prezzo a un’idea, un sentimento, uno slancio vitale, quale è la musica, anche, ma non solo, quella metal? La risposta è: solo in un brutto mondo come questo.
Premesso ciò va considerato che peraltro un mercato per la musica metal in Italia praticamente non esiste, per varie cause: l’interesse economico è perlopiù insaziabile e miope, e non si rende conto dei reali potenziali delle scene diverse da quella tradizionale “melodica” o la solita “rock” né dei profondi cambiamenti in atto nell’ambito fruizione musicale. Ci sono alcuni tentativi, talvolta, di fare qualcosa di buono: per parlare di cose concrete, mi viene in mente il festival organizzato da Trevor (il cantante dei Sadist) “Metal Valley Open Air” che si terrà in provincia di Genova il prossimo 11 luglio con band d’eccezione quali Entombed, Rotting Christ, Necrodeath, Coram Lethe… Mi pare che Trevor si stia sbattendo per fare un bel lavoro: speriamo che il pubblico metal sappia rispondere degnamente, spesso non lo fa, e questo è un altro bel problema. Il pubblico metal in Italia deve rendersi conto che è necessario supportare propria la scena, così come devono farlo gli stessi musicisti: se non ci si supporta a vicenda non c’è alcun futuro. Io sono abbastanza pessimista in tal senso, anche perché il tarlo in sé è il riferimento a un mercato discografico. In altri ambiti, quali quello hardcore e punk, la scena si autoproduce, autosostiene e promuove in tutta Italia e oltre. Il metal in Italia no e, come dicevo, per vari motivi non ha neppure mercato degno e/o serio. Il resto può spiegarvelo, peraltro divertendovi, Pino Scotto.
Christian Fiume – batteria: Di metal in Italia ce n’è troppo poco! Nonostante ci siano un sacco di gruppi validi ed ottimi musicisti la scena italiana non è abbastanza supportata, né dagli addetti ai lavori né tanto meno dal pubblico stesso che preferisce la novità americana od inglese al gruppo del “vicino di casa”
Oltre all’esasperante esterofilia dei supporter però quello che cambierei veramente è l’eccessivo clima di rivalità fra le band, si è un po’ persa l’appartenenza ed il legame con la scena che c’era nei cari anni 80 ed ancora qualche anno dopo.
Le nuove leve del metal sembrano preferire critiche e invidie.

Miglior gruppo italiano e più sopravvalutato gruppo italiano?
Marco Chiariglione – cantante mascherato :-): Miglior band italiana di sempre, mi viene da dire i Raw Power (“Still Screaming After 29 years!”), anche per quegli ideali di “anticommercialità” di cui sopra. Più sopravvalutato veramente non saprei, mi piacerebbe averne uno da nominare però, amo farmi nemici: non ce l’ho perché chi è riuscito in qualche modo ad emergere in Italia in ambito metal è perché oltre alla gavetta si è fatto un mazzo tanto.
Ma sì per farmi tanti nemici fra i vostri lettori: ritengo assolutamente sopravvalutate tutte le grandi band profondamente radicate nel mercato discografico, quelle nazionali ma anche internazionali, e considerate che lo sono praticamente tutte! E badate, non dico che facciano schifo (sono praticamente quelle che ascolto e apprezzo da venti anni), bensì che siano sopravvalutati perché di fatto hanno reso la loro musica un “prodotto commerciale”, perciò li ritengo degni di minor stima. Insomma, diffidate dei vostri idoli, perché un eroe non vende la propria musica, né se stesso. Echeccazzo!… :-)
Christian Fiume – batteria: Sono talmente tante le band italiane che adoro che non mi sento assolutamente di fare un solo nome, rimarrò per sempre più legato ad i gruppi con il quale sono cresciuto, Necrodeath, Braindamage, Strana Officina, Death SS ed Extrema su tutti, ma adoro quasi allo stesso modo Domine e Labyrinth.
Gruppi italiani sopravvalutati onestante penso non ce ne siano, come detto in precedenza la situazione del Metal in Italia è sempre stata così difficoltosa che coloro che ce l’hanno fatta vuol dire che se lo sono meritato veramente.
Sono altri i paesi in cui viene spontaneo chiedersi come facciano certi gruppi a vivere di musica…
Inoltre, anche se non c’entra con la domanda, permettetemi di ribadire ancora una volta quanto sia a mio avviso sottovalutato un artista che meriterebbe un posto d’onore nel Metal mondiale ed invece ha, secondo me, raccolto solo parte del successo che avrebbe meritato, mi riferisco a Sua Maestà King Diamond!

Cosa vi ha dato la musica e cosa vorreste darle voi?
Christian Fiume – batteria: Considerando che ascolto Metal da quando ho 9 anni ed ora ne ho 31, posso affermare che il Metal è stato ed è tuttora la colonna sonora della mia vita.
Non riesco neanche ad immaginare la mia vita senza musica!
Quello che vorrei darle io è semplicemente del sano Metal suonato con il cuore, tanto cuore.
Marco Chiariglione – cantante mascherato :-): Tanta compagnia: quando l’ascolto non mi sento poi così solo, anzi addirittura mi pare talvolta, quando mi perdo in essa, di diventare più che me stesso, non saprei descriverlo diversamente.
Vorrei che tanta gente ascoltasse i nostri pezzi, le mie linee vocali, leggesse i miei testi. Magari senza che noi ci si debba necessariamente sputtanare. Poi vorrei che leggesse anche le mie recensioni, i miei report e le mie interviste, in cui dispenso insulse “perle di saggezza” come sopra… :-) Vorrei insomma dare il mio contributo, lasciare la mia testimonianza.
Cari lettori di Heavy-Metal.it ormai annoiati o addormentati, seguiteci al nostro Space e venite ai nostri concerti (anzi organizzatecene, noi veniamo!), se foste poi perversamente interessati al nostro promo – tanto benignamente recensito su questo portale – contattateci pure ai riferimenti sotto, costa proprio poco.
Buone cose
Ciao
Marco, Nuke, Chris & FearyTellers
R’n’r!

Sito: www.myspace.com/fearyTalesband

Contatti: mchiariglione@yahoo.it
Marco Chiariglione, Strada Magra 40, 10156-Torino – Italy
Cell. +393383919672

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