Line-up stellare contenente membri, o ex tali, di The Haunted, Construcdead e Terror 2000; assenza dalle scene di circa otto anni ed una conseguente ipotetica voglia di dimostrare di essere tornati in piena forma; ricerca di una stabilità definitiva e mai vantata: i presupposti lasciavano presagire humus fertile per coltivare un riapprodo col botto, ed invece? I Face Down deludono con un disco miseramente ordinario, scialbo ed incolore in cui, l’unico elemento in grado di impressionare, è proprio un’inaspettata piattezza.

Ciò che emerge da “The Will To Power” è un Thrash, retto da un riffing fondamentalmente trito e ritrito, spesso portatore di rimandi ai primi Machine Head, e da qualche sottile vena di death da ricercare soprattutto a livello vocale nella prestazione di Marco Aro. L’ex “ugola” dei The Haunted, seguendo abbastanza pedissequamente quelle che sono le linee stilistiche del disco, sembra preoccuparsi poco di donare varietà di temi alla proposta, donando fin troppa attenzione ad un’aggressività che comincia a stufare dopo breve tempo per la legnosità e la rigidità con cui è proposta. Il risultato di queste opinabili scelte compositive sono dei brani difficilmente distinguibili anche dopo ripetuti ascolti che, pur non risultando sempre inutili, non aiutano il risultato globale di un disco accompagnato, nelle sue sconfinate dosi di violenza e potenza, da pari quantità di sterilità ed indifferenza. Scandagliando individualmente e iterativamente i brani, dunque, sono non pochi gli episodi che fanno storcere il naso dell’ascoltatore raggiungendo il culmine nell’imbarazzante somiglianza del riff iniziale della title-track con quello di “Back To The Primitive” dei Soulfly.

I due episodi finali ( “War Hog” e “The Unsung”) nettamente sopra la media per intelligenza e coinvolgimento in una tracklist monotona, piuttosto anonima e vuota, non aiutano a risollevare le sorti di un disco a quel punto fin troppo segnato. Un lavoro che da potenzialità incredibili affonda in un mare di delusione e destinato a pochi coraggiosi che non temono di essere investiti dalle sue onde.

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