Si, ci sanno fare.. si è un bell’album death… si, se siete appassionati di questo genere potete acquistare il prodotto in relativa tranquillità.
Bene, lavoriamo su questi spunti, partendo dal primo. I quattro death-man italici di classe ne hanno tanta. E parlo di classe, non di tecnica, perchè si sente che la musica è realmente precisa e pulita, nella sua sporcizia e cattiveria. Scusate il gioco di parole, ma è proprio il miglior specchio di quanto si trova in questo debutto.
Grande cattiveria al servizio di una musica aggressiva a tratti ma per lo più inquietante e oscura, che crea un muro di violenza notevole, con spezzoni di clean musicale, assoli di chitarra su tutti. E qui non si può non sottolineare la presenza nella band di Federico Puleri dei Vision Divine. Grande..
La musica è infatti pezzo forte dell’album (ovvio direte voi, ma quanti album avete già sentito in cui l’urlo disumano copre tuto il resto?), con ampi, anzi enormi spazi in cui si potrebbe pensare di essere in un album progressive ma su scenario death. Solo di chitarra che si alternano a spazzi di delirio sonoro controllato con basso e batteria a dettare il ritmo su cui si inserisce, in modo assolutamente poco invasivo, lo scream di Massimiliano Pasciuto.
Un album vario, che si farà apprezzare soprattutto da coloro che di musica ne macinano già da tanto tempo, forse più in grado di capire sfumature particolari che variano le regole del genere per riscriverle a piacimento creando ondate di sensazioni differenti, dal mal di testa tipico di un cd che picchia secco nel cervello, al prog rilassante e rassicurante, come un ipotetico viaggio, che ha momenti di sconforto ed altri di piacere.
E allora si passa dalle stelle limpide e sicure di “In Living Memory” all’inferno di fuoco e fiamme di “Primal Mystic Substance”, passando per le vie di mezzo, cioè i mix dei due generi quali la splendida “Shaman” e “Fix From The Ground”. In tutto l’album si rincorrono momenti di energia in grado di far pogare anche un prete, in un vortice di mid tempo veloci, lenti e doppiacassa battente.
Difficile davvero dare un giudizio o fare accostamenti, (probabilmente quello con i Pestilence è il più azzeccato). Sentitelo e fatevi un’idea. Merita.

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