Pubblicato nel 2014
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Dopo due anni da Pentagram, torna sulle scene Henrik Flyman con i suoi Evil Masquerade con il nuovo The Digital Crucifix. Sesto album in dieci anni di attività del gruppo. Accasato ormai stabilmente con la Dark Minstrel Music, il chitarrista svedese festeggia la decade del gruppo con un album decisamente vario e ambizioso, probabilmente il più complesso dai tempi dei Mohani Mohana. Vengono messi da parte il mistero e l’oscurità di Pentagram preferendo più ariosità e orchestrazioni. Flyman con quest’album è riuscito a miscelare alla perfezione tutte le sfaccettature espresse nei precedenti album e gruppi. Sempre Hard ‘n Heavy di classe, in cui le orchestrazioni giocano un ruolo fondamentale, vista la presenza di violini, violoncelli, clarinetti che fanno parte del background musicale di Flyman fin dai tempi dei Mohani Mohana. Grandi tappeti tastieristici di Artur Meinil, con quel sapore settantiano sempre magicamente d’effetto.

Il chitarrista svedese mantiene anche quella giocosità e divertimento che da sempre lo contraddistingue, The Extra Mile che ripesca dall’ariosità dei Queen, alternandola a grinta e riff rocciosi sostenuto sempre da talentuosi cantanti come in Bad News. Apollo Papathanasio passa il testimone a Tobias Jansson, meno granitico dei precedenti, ma altrettanto valido. Più pulito il cantato ma sempre dal forte sapore Rock, decisamente più adatto ai brani del nuovo album, ma che non sfigura di certo coi vecchi brani. Sentire ad esempio l’esecuzione nella rocciosa Gasoline & Ice-Cold Gin. Miglior brano del lotto, nonostante sia la più semplice e diretta, trovo sia Lady Of The Night in cui la fa da padrona l’accattivante ritornello, nonostante l’incedere maestoso di The Nature Is Calling cerca di passare dalla seconda posizione al podio. L’album si chiude con Sign Of The Times ottimo brano veloce e potente, più orientato al power melodico e sinfonico con un bell’intermezzo pink floydiano.

Non c’è che dire, probabilmente The Digital Crucifix è l’album del decennale che, racchiudendo tutte le sperimentazioni di Flyman, riesce ad essere il migliore mai realizzato sin qui. The Digital Crucifix dimostra quanto sia stato ragionato, ben studiato e ottimamente rifinito da un gruppo che, nonostante i cambi di formazione, risulta compatto e coeso. Eccellente lavoro di metal classico con delicate orchestrazioni e possenti riff.

 

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Two years have passed since Pentagram, now Henrik Flyman and his Evil Masquerade are back again with the brand new The Digital Crucifix. Ten years on the road, sixth album issued. Happily married with Dark Minstrel Music, the swedish guitar hero celebrates the first decade of his band with a various and ambitious album, probably the most complex since Mohani Mohana. Pentagram mistery and obscure atmosphere are just a memory, here melodics and oschestrations rule. Flyman, through this album, mixed perfectly all the different features of the previous albums and bands. First class Hard ‘n Heavy as usual, where orchestral parts play a very important role, given the presence of violins, cellos, clarinets, as they have always been in Flyman’s artistic background, since Mohani Mohana times. To be mentioned also Artur Meinil along with his great 70’s keyboards, always magic and impressive.
The swedish guitarist does not give up with that playfulness and fun, which have always been part of his style, The Extra Mile as breezy as Queen, full of determination and rocky riffs, along with great singers as in Bad News. Apollo Papathanasio passes the baton to Tobias Jansson, maybe not as strong as the previous ones, but always valid. A cleaner singing but rock-pregnant, more suitable for these kinda songs, al good as the oldies. Please, refer to his performance in Gasoline & Ice-Cold Gin. The best song of the album, even if it is the most simple and direct, in my opinion is Lady Of The Night, where the charming theme bosses around, and then The Nature Is Calling with its majestic rhythm ranks second, and even tries to compete for podium. The album ends with Sign Of The Times, awesome song,  kickass and powerful, melodic n’ symphonic power oriented, along with a Pink Floyd like interval.
What else to say, probably The Digital Crucifix is the tenth anniversary album that, summarizing all Flyman experiments, can be the best ever issued. The Digital Crucifix shows how much work has been done, how much studied and well-refined by this band, that despite several line-up changes, is strongly close. Excellent classic metal work, with its exquisite orchestrations and powerful riffs.

 

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