Ormai posso affermare che ogni uscita discografica degli Evergrey è una garanzia per gli ascoltatori. Mai, e dico mai, mi è capitato di ritrovarmi fra le mani qualcosa di insufficiente targato Evergrey. Lo dico già da ora, “The Inner Circle” non presenta alcuna novità sostanziale ma, è il caso di dirlo, la musica contenuta nei solchi di questo disco ottico è sempre emozionante e ricca di energia.

Cinque album sono serviti agli Evergrey ad acquisire una esperienza notevole e questo “Inner Circle” ne è manifesto; ogni singola nota è unita alle altre in maniera pressochè perfetta, gli arrangiamenti stessi sono perfetti… insomma un lavoro di classe sotto tutti i vari punti di vista. Il sound è sempre (e credo che mai muterà) cupo, a cavallo fra un prog molto heavy e delle partiture molto oscure, darkeggianti, create dal sapiente uso delle tastiere (oggi divenuto un po’ più prepotente) e dalla timbrica particolare di Englund, a tratti potente ed irruente e a tratti calda e sofferta.
Insomma in ogni uscita degli Evergrey ce n’è per tutti (proprio come cita il flyer promozionale); dall’heavy al power, dal prog al dark. Proprio questo accostamento di generi (lo so, è una brutta parola che io stesso non ammetto, ma a volte è utile) rende il disco sapientemente variegato ma al tempo stesso estremamente compatto. Quindi troveremo una opener “soft oriented” con un grande assolo di chitarra e subito avremo un brano estremamente heavy come “Ambassador” dove le ritmiche si fanno più serrate e martellanti.
A ciò si affiancano i brani in cui le due entità della band (quella cupa e triste e quella possente ed energica) riescono a convivere perfettamente. Un esempio? “In The Wake Of the Weary”, una delle gemme del disco, in cui compare una cantante femminile (di cui non conosco il nome purtroppo) che fa il suo bell’effetto giocando in coppia con Englund. Altra gemma del disco è la lenta “harmless Wishes” in cui l’interpretazione vocale di Englund è davvero da brivido e stupendo è anche l’attacco della successiva “Waking Up Blind”.

Inutili i paragoni con altri gruppi perchè quelle contenute in “The Inner Circle” non sono note ma pure emozioni ed è assolutamente innegabile il valore di una band del genere che, oggi, rappresenta una delle gemme della scena dell’heavy metal e, perchè no, della musica.

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