Pubblicato nel 2014
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Non ho mai tenuto tanto in considerazione gli Opeth. Almeno non come in questi ultimi anni. Era un freddo mattino di novembre inoltrato, di circa quattro anni fa. Un amico passa a casa mia a trovarmi con un vinile in mano. Mi disse: “Ascoltati questi Opeth, a te che scrivi di musica secondo me ti piacciono. Ti presto il disco per una settimana poi vengo a riprendermelo” Era una copia di “Orchid” il primo disco in assoluto degli Opeth uscito nel 1995. Inizialmente non mi piacque. Anzi tolsi il disco dal giradischi e lo abbandonai per due giorni sul vecchio comò della mansarda. Col senno di poi, mi resi conto che un ascolto di soli cinque minuti di quel disco non erano sufficienti. Mancava qualcosa. Cosi lo riascoltai e questa volta lo feci al buio più completo e cuffie con un volume considerevole. Da quel momento lo ascoltai più e più volte in un intero giorno, arrivando anche a sei o sette volte di seguito, per tutti i giorni che restarono finché non ritornò il mio amico a riprenderselo. Senza rendermene conto mi ero letteralmente innamorata di quel gruppo, cosi strano, così unico nel suo genere, così essenziale, ma mai noioso. Ogni volta che riascoltavo “Orchid” trovavo cose nuove di cui magari non ne avevo tenuto conto prima. Quando arrivò il mio amico gli dissi: “Io non ti restituisco questo disco, avevi ragione mi piacciono li trovo spettacolari. Te lo compro per qualsiasi cifra” . Lui mi sorrise e rispose:  “Questo disco te lo regalo io mi compro un’altra copia”. Girò sui tacchi e se ne andò. Da quel momento non ho mai smesso in tutta la mia carriera giornalistica, di ascoltare e seguire con enfasi e stupore questo gruppo affascinante attendendo con ansia sempre una nuova pubblicazione audio degli Opeth, fino a trovarmi tra le mani “Le Stagioni Della Luna Gli Opeth Dal Death Al Prog “

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Questo Libro scritto da Filippo Pagani e disegnato dalla mente eccelsa e visionaria del prog. italiano di Eugenio Crippa, racconta in modo davvero esaustivo la storia vera di questa band, che negli ultimi anni ha improntato uno degli argomenti più parlati e discussi in ambito metal. Non solo. Questo è un racconto vero, reale e significativo grazie soprattutto ai numerosissimi inserti di fotografie inedite e passaggi fondamentali della band. Più di vent’anni di carriera raccontati dalla loro genesi fino all’ultimo disco “Heritage” uscito nel 2013. Tsunami pubblica un importantissimo bagaglio musicale che ha fatto la storia del metal death/prog svedese nei primissimi anni ’90 e offre quasi 350 pagine da gustare, rifletterci, ed emozionarci sulla musica che lascia il segno nella storia.

“Le stagioni della luna. Gli Opeth dal death al prog” è un libro che ogni fan dedito alla band di Mikael Akerfeldt e soci, dovrebbe possedere nella piccola collezione di cimeli dedicata a loro.

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