Pubblicato nel 2004
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Gli Eternal Flight, nati per volontà di Gerard Fois – ex vocalist e songwriter dei Dream Child, sono un gruppo power metal d’origine francese che, dopo aver pubblicato un demo nel 2002, finalmente riescono ad uscire con “Positive Rage” album che vede il loro esordio sul mercato europeo. “Positive Rage” è un disco che unisce influenze power, heavy e sinfoniche grazie anche all’uso che i ragazzi fanno delle tastiere e della melodia. Dal punto di vista musicale questi guys sono tutti musicisti esperti e sanno il fatto loro: tuttavia gli undici brani registrati non brillano assolutamente di una propria personalità, ma danno l’impressione di un qualcosa ascoltato già tantissime volte.
Gerard Fois preferisce concentrarsi su un cantato molto alto e raggiunge acuti che dopo un po’ stufano; Alexandre Stellini, chitarrista della band, crea riff troppo uguali gli uni con gli altri dimostrandosi però molto ispirato dal punto di vista solista mentre la sezione ritmica composta da basso e batteria risulta sterile e piatta senza cambi di tempo o stacchi interessanti; ogni tanto spuntano poi le tastiere che danno un tocco sinfonico ai pezzi regalando qualche episodio interessante come “Real” e “All we are”. Degni d’attenzione si dimostrano l’opener “The mask will fall” e la successiva “Guardians” ma dopo pochi ascolti possono essere gettate tranquillamente nel dimenticatoio, mentre “New World” merita davvero di essere ascoltata per la potenza distruttiva che gli Eternal Flight sono riusciti a conferirle; i francesi toccano però il fondo con “Secret place”, unico lento presente nel cd, che nonostante veda un Fois particolarmente ispirato dal punto di vista lirico, trova il suo punto debole nelle tastiere che per cinque minuti ripetono ininterrottamente una melodia noiosissima.
Dopo un breve intermezzo, il combo francese ci concede ancora tre pezzi, questa volta cercando di spostare il proprio tiro su delle composizioni decisamente lunghe ed articolate come “Back into the light”, dall’andamento epico e maestoso, e “The moon king” ma inevitabilmente si perdono in un susseguirsi di note e riff che non stanno insieme.

In definitiva spero che con il prossimo album gli Eternal Flight riescano a scrivere canzoni migliori sotto tutti gli aspetti perché questo debut, nonostante una produzione ottima e potente, scorre via senza lasciare niente e dopo pochi ascolti può essere buttato tranquillamente in quel mucchio di cd che non ascolterete mai più nella vostra vita.

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