Esoteric, un nome, una garanzia. Approdati con questo quarto album alla corte della Season Of Mist (ultimamente molto attenta alle produzioni doom, grande!) il doom del combo inglese, quasi un doom cosmico per le atmosfere rarefatte, si fa sempre piu intransigente e mentalmente malato.
Quattro soli pezzi, nonostante la durata altissima (ben 50 minuti), ma credetemi, data la qualità ne bastava solamente uno. Si apre con “Morphia”, suite di ben 16 minuti, opprimente e oscura, una nube in cielo che si addensa per l’apocalisse. I riff si fanno più pesanti rispetto alle precedenti produzioni, molto vicini al funeral di Skepticism e Thergothon, dove i growls di Greg sottolineano l’enfasi della crudeltà di questa composizione, degna di rappresentare il colore nero. Segue “The Blood Of The Eyes”, dal registro decisamente opposto: una melodia apre il brano, dolce sognante, come di luoghi lontani e perduti, che trasmettono malinconia per i loro ricordi. Le vocals sempre grezze e violente, non stonano per niente, nonostante la base, e ricreano un’atmosfera particolare, surreale, decisamente di ampio respiro. Notevole il gusto della composizione, con una costruzione melodica dell’armonia musicale. Ma così come i ricordi si offuscano, anche il brano prende una piega inaspettata, negativa (in senso musicale, non di qualità), e come una temporale estivo si rovescia sulle nostre orecchie con la sua furia cieca, anche se sempre di doom si parla.
“Grey Day” è il terzo pezzo, e il titolo gia dice tutto. Riff lenti, mastodontici, di una bellezza ed epicità unica, che si incrociano con armonici maligni, cori che sembrano uscire da un cantico infernale, al limite del black metal. Così il pezzo prosegue sulla sua decadenza, fino a inoltrarsi in “Arcane Dissolution”, perfetta outro per questo dipinto grandguignolesco che era “Grey Day”. L’eco, qualcosa di lontano, di terrificante che si avvicina, un continuum spazio temporale tra terra e l’infinito dell’ignoto. Arcana, appunto, il termine ideale per definire la composizione, che lenta e pachidermica, porta agli ultimi barlumi del disco.

Gli esoteric con questo album si candidano tra i migliori interpreti del doom moderno nel mondo, un nuovo passo in avanti, senza sbagli, con gusto e dedizione. Se tutto questo non vi è bastato, direi che potreste rileggere tutto quanto ascoltando l’album. Sicuramente non un prodotto per tutti, ma è un buon motivo per cominciare ad apprezzare sonorità diverse dal solito tempo veloce. Per chi invece macina già doom a rotazione, penso che lo abbia gia fatto suo, senza bisogno di queste parole.

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