Gli Equilibrium sono una band tedesca ormai al terzo lavoro.
Nel 2008 il secondo disco “Sagas”, uscito subito per Nuclear Blast, ce li ha fatti conoscere. Adesso a due anni di distanza la band si ripresenta con una formazione in parte stravolta: il batterista Manuel DiCamillo è andato nei Varg (gruppo più black ma sempre a tinte folk), ma soprattutto la dipartita del vocalist Helge Stang poteva riservare sorprese, in entrambi i sensi…. E invece la musica è sempre la stessa.
Rekreatur è un album impeccabile nella produzione e nella parte strumentale, ma un gruppo clone a che serve? Difficile giudicare un disco che parte bene con la cinematografica, pomposa ma interessante “In Heiligen Hallen”, l’epica “Verbrannte Erde” (a mio avviso il brano migliore del disco), disco che però spesso ricorda (o “rikrea”) troppo palesemente gli ultimi Ensiferum. La somiglianza diventa addirittura emulazione in “Kurzes Epos”, che peraltro sarebbe un bellissimo poema epico a sé stante, di buon livello compositivo.
Il piacere uditivo c’è, ed è garantito da ariose cavalcate di chitarra, batteria e tastiera; il ritmo è veloce e a volte rasenta il forsennato del power: e la sensazione è quella di una colonna sonora studiata bene per un film di avventura. Le parti migliori sono quelle dove compaiono strumenti veri, vedi il flauto, mentre risulta affettato l’eccesso di tastiera, che rigonfia tutto di magniloquenza.
Manca un po’ di sincerità e, tanto per essere sinceri, mi sembra che oltre a galoppare musicalmente, i nostri con Rekreatur stiano cavalcando l’onda di un genere attualmente molto in voga, il folk o neo-epic metal che dir si voglia, dove di folk però è rimasto ben poco (fa eccezione in questo senso l’atmosfera di “Fahrtwind” che riprende il ritmo delle danze popolari e fa uso anche del tamburino).
Apprezzabile la volontà di mantenere la lingua tedesca, ma insufficiente per garantire la genuinità della cultura nazionale messa in musica.
Da segnalare su “Wenn Erdreich Bricht” la partecipazione della talentuosa soprano degli Haggard, Gaby Koss, in maniera tuttavia completamente avulsa dal contesto del brano, purtroppo.
Riassumendo, disco consigliato solo a chi è innamorato del genere e ha bisogno di altri Ensiferum. Peccato perché la poca sostanza degli Equilibrium (nome simile?) annulla i meriti di un’eccellente impostazione formale.

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