“Sottovalutati” è un aggettivo che non è possibile evitare ogni volta che si parla degli Enuff Z’ Nuff: il gruppo di Chicago, infatti, nonostante sia attivo da ben vent’anni e nonostante alcune sporadiche hit nel corso degli anni, non ha mai raggiunto la vera consacrazione al successo, risultando costantemente relegata allo status di “fuoriserie underground”.
Del resto, tuttavia, un ulteriore termine calzante per la band è senz’altro “incostante”: vuoi per una serie incredibile di sfortune (l’ultima delle quali la tragica morte per overdose del chitarrista Derek Frigo, poco dopo le registrazioni dell’album), vuoi per screzi con le case discografiche, per scelte musicali in controtendenza rispetto alle mode del momento, o semplicemente per una certa altalenanza qualitativa in alcuni album di metà carriera, al gruppo è sempre mancata quella solidità che consentisse di sfruttare appieno le proprie potenzialità.
Questo nuovo “?”, dodicesimo album in studio, conferma in pieno quanto degli Enuff Z’ Nuff si poteva già dire in precedenza: anche questa volta Chip e compagni ci propongono una collezione di pezzi che fanno della melodia il proprio punto di partenza e di arrivo, spaziando amabilmente fra il rock e il pop, con qualche misurato ammiccamento ad un sound più acido ed “alternativo”.
In mezzo a rockers come l’energica “Hang On for Life”, la scanzonata “Man With a Woman” o la quantomeno bizzarra (ma contagiosa) “Joni Woni”, troviamo puntualmente delle canzoni che, in un mondo normale, diventerebbero all’istante delle mega-hit radiofoniche: prima fra tutte “Home Tonight”, idealmente perfetta nelle sue melodie a metà fra Beatles ed Eagles, un brano che, insieme alla successiva e più rocciosa “Help”, varrebbe l’intero disco.
Ma l’album offre ancora di più, ed ecco che Donnie Vie va a firmarci la meravigliosa, delicata “How Are You?”, altro brano perfetto e toccante nella sua veste acustica ed intima; le piacevolissime “This Guy”, e “Harleya”, infine, si accostano ai succitati highlight rappresentando peraltro due impeccabili esempi di “stile Enuff Z’ Nuff”.
Dopo alcuni inevitabili, seppur nel complesso non troppo penalizzanti, momenti di stanca come le prolisse “Gorgeous”, “No Place Like Home” o la stessa “Joni Woni”, troviamo infine a completare l’album una cover piuttosto fedele (e quindi non troppo interessante) di “Stone Cold Crazy” dei Queen ed una versione acustica (e probabilmente in presa diretta) di “Fly High Michelle”.
In definitiva “?” è un disco che conferma in toto, nel bene e nel male, quello che si può dire degli Enuff Z’ Nuff: un po’ rock e un po’ pop, un paio di brani inutili, una manciata di autentiche, piccole gemme e tanta, tanta melodia.
Acquisto tranquillo per gli estimatori del gruppo, l’album merita comunque un ascolto da parte di tutti coloro che sanno apprezzare certe sonorità.

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