In tempi in cui la figura, poco sorridente, dell’oltranzista cyber-gotico-depresso è molto in voga, il pericolo di sconfinare nel ridicolo, con determinate proposte musicali, è in attesa dietro l’angolo. Il rischio, pertanto, di assimilare clown a musicisti risulta sempre più alto, crescente e manifesto finchè, a spezzare quella che ormai è la triste monotona consuetudine, non scendono in pista formazioni come gli Ensoph.

Una promessa mantenuta alla grande e rilanciata con gli interessi. E’ così che, dopo ripetuti ascolti, suona ‘Project X-Katon’ all’orecchio di chi chiamava N-Ikonoclast e co. ad una prova di forza, conferma di qualità ed equilibrio già mostrate in passato. Le composizioni che riempiono la tracklist del nuovo lavoro, infatti, risultano frutto di un equilibrio e di una maturità artistica quadrata e definita. Far convivere, con organicità e senza cali d’identità, all’interno della stessa proposta gothic, industrial avanguardistico e metal estremo ragionato, non è impresa facile in assenza di gusto e perizia. Qualità che gli Ensoph possiedono in abbondanza e che, qui più che mai, si amplificano con un’aurea ed un’atmosfera che catturano l’ascoltatore emozionandolo.
Le strutture dei brani risultano oblique ma equilibrate riuscendo nell’obiettivo di mantenere una posizione attiva sull’ascoltatore. Samples atmosferici, sfuriate care ad un tale black sinfonico di qualità ormai dimenticata, melodie industriali e moderne e colpi di coda ambigui ma intelligenti farciti dalla prova di un protagonista di tutto rispetto come N-Ikonoclast. Il frontman prende per mano la già buona proposta musicale e la valorizza con una varietà di soluzioni ed una personalità maiuscola che gli consente, senza danni, di esibire in rassegna parlato di gran presa, scream, puliti ed un armamentario di tonalità persuasive ed espressive. Quelle stesse sensazioni che trasudano da un album fascinoso, ben prodotto e competitivo con qualunque concorrente internazionale nel genere.

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