Autori di un debut discografico veramente notevole e che (giusto per ribadire quanto detto precedentemente nella recensione) non vuole assolutamente decidersi ad abbandonare il mio lettore CD, abbiamo pensato di rivolgere qualche domanda ai nostrani Enemynside. Ci ha risposto Matteo “Thrasher” Bellezza, seconda chitarra del gruppo.

Ho sempre amato molto il thrash metal ma un disco che mi colpisse dritto al cuore come il vostro non lo ascoltavo da un decennio e anzi cominciavo a pensare addirittura che non fosse più possibile, quindi innanzitutto grazie davvero e complimenti. Come stanno andando le cose? Mi pare che le recensioni siano un vero plebiscito…
Grazie a te per i complimenti! Un disco come il nostro non lo ascoltavi da un decennio? E per curiosità qual è l’ultimo CD valido in campo thrash che hai sentito un decennio fa? (beh, potrei dire “Grin” dei Coroner, anche se ovviamente non è thrash “canonico”, altrimenti a memoria mi tocca in effetti andare indietro fino al 1990 per pescare “Seasons In The Abyss” NdR) Di quel periodo il primo che mi viene in mente è il debut album degli Extrema, poi in effetti non è uscito molto di rilevante. Almeno fino al ’98, anno di pubblicazione dell’omonimo disco dei The Haunted!
Tornando al discorso “Let The Madness Begin…” le cose stanno andando molto bene e le recensioni sono state tutte ottime. Fino ad ora non abbiamo ricevuto nemmeno una stroncatura e su alcune riviste specializzate come Rock Hard, Metal Shock o Flash il disco ha preso 8 punti su 10 e 5 su 6 su Metal Hammer!

A parte qualche rallentamento e qualche parte piu’ cadenzata, tutto il disco spinge molto sull’acceleratore, scelta pericolosa in genere ma non nel vostro caso. Come siete riusciti ad evitare il pericolo di fare un disco eccessivamente monolitico? “Let The Madness Begin” e’ tutto fuorche’ noioso, qual e’ il vostro segreto in fase di songwriting?
Quando scriviamo un pezzo cerchiamo sempre di arrangiarlo in maniera da creare una struttura dinamica, degli alti e bassi “emozionali” che non rendano il pezzo emotivamente statico. Bisogna sempre cercare di mantenere alta l’attenzione dell’ascoltatore magari tramite aperture melodiche o trovate che spiazzano e che non ci si aspetterebbe mai. Il tutto ovviamente senza snaturare il senso della canzone!

Ho letto, purtroppo non li conoscevo, che alcuni dei brani vecchi sono stati riarrangiati per amalgamarli meglio con il nuovo materiale in generale più sostenuto: quanto ha contribuito l’arrivo di Luca per la “nuova” direzione musicale degli Enemynside?
Ha contribuito molto perchè grazie a lui siamo riusciti ad inserire in repertorio pezzi speed-thrash che prima non potevamo suonare! I batteristi che hanno fatto parte della band prima di lui, seppur molto bravi, non gradivano i pezzi per l’80% tirati a manetta. Ma anche per quanto riguarda il basso il discorso era simile.
La sezione ritmica che avevamo prima era davvero ottima sia a livello tecnico che creativo, ma era una sezione ritmica che prediligeva un tipo di songs piu’ mid-tempo, alla “Bad Junks” per intenderci. Comunque il riarrangiare i pezzi vecchi è stata una scelta indipendente dalla sezione ritmica bensi’ una necessità di donare nuova linfa a delle canzoni valide che pero’ avevano bisogno di una “rinfrescata”!

Tutti gli artisti alla fine dei giochi, riascoltando il disco, trovano sempre piccoli difetti o cose che avrebbero voluto cambiare o perfezionare. Cosa avreste cambiato o dove sareste intervenuti se ne aveste avuta la possibilità?
Sicuramente sul sound dell’album! Alcune cose relative ai suoni di basso e batteria risentendole non ci convincono pienamente. Ma nell’insieme per fortuna il tutto sembra funzionare. A livello di arrangiamenti invece non abbiamo ripensamenti….

In qualche precedente intervista vi eravate imposti che “Violent Beats” fosse l’ultimo promo/demo realizzato dagli Enemynside: cosa avreste fatto se non aveste ottenuto neanche questa volta una proposta soddisfacente da parte di una qualche etichetta?
Beh ci saremmo rimboccati le maniche e avremmo iniziato a crearci dei canali nostri per poter far girare il disco. In finale siamo in giro da molto tempo e di contatti con etichette e distribuzioni nel corso degli anni ne abbiamo avuti parecchi. Prima ci saremmo informati su quali canali avremmo potuto sfruttare e poi ci saremmo mossi di conseguenza.

Siete attivi ormai da parecchio tempo, avete alle spalle concerti un po’ ovunque ed esperienze di diverso tipo, cosa vi è piaciuto di più in tutti questi anni, di cosa andate fieri e cosa, tornando indietro nel tempo, non rifareste?
I ricordi in assoluto piu’ piacevoli riguardano le trasferte che abbiamo fatto in giro per l’Italia, le persone che abbiamo conosciuto e le realtà con cui siamo venuti in contatto. Poi a livello musicale sicuramente le recensioni ottenute dai nostri lavori fino ad oggi sono lì a testimoniare che abbiamo sempre lavorato bene ed espresso buona musica al di là del genere. Questo principalmente è cio’ di cui andiamo fieri, l’aver scritto canzoni che sono state apprezzate anche da chi non è avvezzo a questo tipo di sonorità!
L’esatto contrario di quanto abbiamo letto in un paio di recensioni (per altro buone) le quali affermavano che la nostra proposta e’ si ottima ma solo per veri thrashers! Quanto di piu’ lontano dalla realtà! C’è un sacco di gente che ci ascolta ma che ignora totalmente i gruppi storici del genere e la storia stessa del thrash! E’ bello come ci siano anche tantissime ragazze che ci scrivono e che ci fanno i complimenti nonostante i loro ascolti siano improntati su roba piu “calma”!
Per quanto riguarda cio’ che non rifaremmo, beh sicuramente non aver accettato la proposta di un’etichetta straniera (medio buona) che 4/5 anni fa ci disse che se ci fossimo spesati il master ci avrebbe fatto esordire! Purtroppo all’epoca non avevamo liquidità a portata di mano e la line-up era instabile, cosi’ rifiutammo. Ripensandoci si sarebbe potuta trovare una soluzione….

Nel nostro paese ci sono diversi gruppi di indubbio valore che stentano ad emergere anche, o soprattutto, per la diffidenza degli stessi connazionali. Organizzazioni come la I.M.A. sono sicuramente utili per le bands ma cosa credi si possa fare per dare più luce al nostro underground?
Beh, secondo me bisognerebbe ristabilire un certo criterio nelle produzioni. Ma questo vale sia per l’Italia che per l’estero. Negli ultimi anni sono usciti un sacco di dischi inutili prodotti solo per sfruttare i trend. Se i gruppi di indubbio valore stentano a farsi vedere è perchè il mercato è saturo ed è sicuramente piu’ difficile scovare un buon prodotto in mezzo a 30 uscite mensili mediocri! Il livello qualitativo medio si è abbassato nettamente rispetto ad una decina di anni fa perchè ora tutti hanno la possibilità di far uscire un disco con pochi euro e anche se il suddetto disco venderà 200 copie in tutto, visto il budget speso in media, non sarà certo un dramma. All’epoca invece uscivano la metà dei dischi che escono adesso! Ma almeno sapevi cosa comprare e se volevi musica di qualità, sapevi a chi rivolgerti…(mi sembra di sentirmi parlare…NdR)
Per l’Italia quindi l’ideale sarebbe che le etichette invece che investire su 10 produzioni mediocri dividendo il budget per 10, investissero la stessa somma magari su due o tre gruppi realmente validi puntando ad imporli seriamente anche oltre confine!

Gruppi minori del passato, minori a livello commerciale chiaramente, come ad esempio gli Heathen, stanno programmando delle nuove release ma in generale l’interesse per il thrash non mi sembra essere elevatissimo. Pensi che questo genere possa attraversare una seconda giovinezza o ritieni queste reunion solo un’abile mossa per racimolare qualche altro spicciolo?
Non credo che questi come back siano una mossa per fare soldi. Credo anzi che l’attitudine di certe bands del passato sia reale e che quello stile di vita per molti di loro sia irrinunciabile. In fondo si sta parlando di gente che con la propria “raw attitude” ha creato un genere. Io ho avuto modo di vedere dal vivo diverse volte gruppi come Overkill e Annihilator, Exodus e Nuclear Assault e posso assicurarti che questa gente è cosi’ come la vedi: rozza e selvaggia! Gente che nella vita di tutti i giorni non credo potrebbe trovarsi un lavoro stabile come tutti e fare una vita regolare!
Alla fine stare lontano per tanto tempo da questo ambiente ha portato molte bands come gli stessi Exodus, Nuclear Assault, Heathen, Death Angel o Dark Angel a ritornare in giro come ai vecchi tempi. Un po’ per nostalgia e un po’ perchè forse, per chi ce l’ha nel DNA come loro, è l’unica cosa che sanno fare bene!

Prima di lasciarci, c’è qualcosa che non vi ha mai chiesto nessuno e che avreste voluto invece dire o precisare?
Nessuno ci ha mai chiesto cosa ci piace mangiare! A me piace la cucina esotica, quindi la cucina turca, araba, cinese, messicana, ecc. Mentre a Francesco piace la pasta scotta (!?). Pero’ al contempo siamo anche grossi consumatori di McDonald’s!
Non so a chi possa interessare, probabilmente a nessuno (ed è per questo che forse non ce l’hanno mai chiesto durante le interviste….) ma se vuoi posso parlarti della nostra passione per la cultura e delle nostre letture impegnate….. ok ok mi limitero’ solo a ricordare l’indirizzo del nostro sito www.enemynside.com e ad invitare la gente a contattarci scrivendo a band@enemynside.com.
Ci si vede on the road, grazie a voi per l’intervista e ai navigatori che si sono soffermati a leggerla
Thrash on!

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