A volte i progetti migliori sono quelli che sfuggono all’attenzione delle masse e passano quasi del tutto inosservati nel marasma odierno di uscite discografiche insignificanti e superflue. Tra questi Emir Hot e il suo ‘Sevdah Metal’…

Intanto, il monicker non cela nessun arcano e corrisponde molto semplicemente al nome e cognome del chitarrista/compositore che fa capo al progetto. Con lui due cavalli di razza come John West (ex Royal Hunt, Artension) e Mike Terrana (ex Rage, ex Malmsteen, Axel Rudi Pell, Artension, Masterplan). Un sodalizio fortunato che vede i tre cimentarsi con materiale sonoro davvero ispirato e soprattutto “particolare”. ‘Sevdah Metal’ è infatti un disco di power neoclassico molto atipico, in cui la rinomata vena virtuosa del genere si fonde con i tradizionali sentori culturali dell’Est Europa e delle sue radici musicali. Quello che ne esce fuori è un lavoro sicuramente godibile e interessante, nel quale Emir Hot riesce a far convivere lunghe digressioni strumentali, l’amore incondizionato per i luoghi natii e la partecipazione di numerosi musicisti e relative strumentazioni bosniache. Ogni episodio ha dunque questo scopo: far coesistere le diverse sfaccettature musico/culturali del compositore in un lungo e ben amalgamato prodotto musicale. Il compito è certamente arduo ma quando si ha l’appoggio di gente come West e Terrana in fase esecutiva e dalla propria si posseggono doti compositive fuori dal comune tutto è decisamente più realizzabile. E poi, francamente, sono i pezzi (‘Devils In Disguise’ e ‘Sevdah Metal Rhapsody’ solo per citarne un paio) a parlare, con il loro bagaglio di arrangiamenti raffinati e soluzioni inaspettate e imprevedibili. Un prodotto sorprendente, insomma, sin dai primi ascolti…

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