Con “In Nomine” i romani Eligor hanno creato un album interamente dedicato alla stagione autunnale, alle sue immagini e ai sentimenti che essa porta con sè: tenebre, immobilità, morte, rassegnazione e malinconia sono elementi che si materializzano attraverso le note di questo lavoro. In Nomine prende il nome da un triste evento, la morte del tastierista degli Eligor, che lasciandoli ha però fatto sì che la loro musica ricevesse vita. Il gruppo dimostra nelle sette canzoni di saper modellare intelligentemente e sentimentalmente i toni del black metal sinfonico, caratterizzato qua da melodie dal sapore mesto e talvolta anche sacrale, grazie soprattutto alla parte che svolgono le tastiere, semplici, ma sempre suggestive e liriche. I brani che si dispiegano in tutta l’opera alternano il cantato inglese con la lingua della tradizione storica del gruppo, il latino, usata per accrescere sicuramente il pathos dei brani e per richiamarsi alle proprie origini. Stacchi death metal si inseriscono qua e là in partiture più propriamente black e incrementano la dinamicità dell’opera, in cui spicca la seconda “Immobilis November” un po’ la summa di tutta questa materia sonora, sia per il testo, che per il portante riffing che scandisce quello che sarà il carattere personale della musica degli Eligor. “The clouds throw up frozen tears, the frost and the darkness rock my empty hopes…” è con queste parole che inizia un altro valido pezzo, “Frozen Tears”, scritto proprio da Alessandro Nesci, dove è facile percepire l’aura tetra che pervade l’animo dei latini, così attenti nel carpire la possanza e il fascino di una stagione che preannuncia la fine di un ciclo. Ma se la loro ispirazione è pervenuta da questo attento sguardo alla Natura e ciò che essa può offrire e togliere, forse basterà aspettare una nuova primavera per vedere i semi ora piantati crescere e svilupparsi ancor più floridamente e con maggior splendore. Basterebbe un po’ più di esperienza per ottenere risultati davvero ottimi. Per ora comunque, gustiamoci con soddisfatta piacevolezza questo inno al Gelo che regna sovrano su una terra nascosta dalle tenebre.

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